Al Verdi di Maniago al via la quarta edizione di Area Danza

Pas des deux

[img_assist|nid=14656|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Maniago (PN) – Prenderà il via venerdì 26 settembre la quarta edizione di Area Danza, il Festival di Danza Contemporanea promosso dal Comune di Maniago con la direzione artistica della compagnia Arearea, il patrocinio dell’Università Cà Foscari di Venezia con il Master in Comunicazione e linguaggi non verbali, e il sostegno del Teatro G. Verdi di Pordenone.

Spettacoli, performance urbane, aperitivi musicali, master class saranno le aree di confluenza tra danza e musica di ricerca. Nei suoi quattro anni di proposte artistiche e culturali, il Festival Area Danza si è caratterizzato per uno sconfinamento delle arti negli spazi non convenzionali e per aver sostenuto la giovane danza d’autore italiana senza tralasciare le risorse artistiche locali. 

Per l’edizione 2008 la compagnia Arearea sceglie ancora una volta l’ibridazione, affiancando alle proposte per lo spazio teatrale, le incursioni della danza nei luoghi della città. Il festival si presenta come una nuova occasione per ridisegnare, attraverso il gesto coreografico, le architetture del quotidiano. Apre il Festival venerdì 26 settembre, alle ore 18.30, in Piazza Italia, la performance Working class hero della danzatrice e coreografa Silvia Bertoncelli, accompagnata dal vivo dalla chitarra di Giovanni Zardini. Con una danza energica ed espressiva, la giovane artista veronese presenta un breve studio sull’eroe al femminile; essere eroi richiede continue prove di resistenza al dolore, coraggio sovraumano nell'affrontare la tragedia. L'eroe è luce, brillantezza dell'anima e del corpo, fermezza e dignità irremovibile. A seguire, sempre in Piazza Italia, l’aperitivo musicale con il gruppo maniaghese emergente e ora anche etichetta musicale Knifeville, che presenta Arnoux, cantautorato trasversale anni 2000, con Romeo Cimarosti, Cristiana Basso Moro, Enrico Berto, Alessio Ghezzi e Fabio Arnosti.  La serata si conclude alle 21.00, al Teatro G.Verdi, con lo spettacolo di danza contemporanea Reliquia_il corpo santo, ultima produzione della compagnia Arearea firmata da Marta Bevilacqua. Cinque danzatrici portano sulla scena ricordi, ispirazioni metafisiche, simboli religiosi dal sapore folklorico dove l’oro contorna la decadenza del corpo. Lo spettacolo è avvolto dall’opera di Gorecky, in un’atmosfera liturgica e ieratica prepotente, a volte disperata, dove l’uomo, davanti alla spiritualità che si fa rituale rigoroso è perdente in partenza, ma è vivo quando questa si irradia di luce nella carne e nel corpo.

Nel foyer del Teatro G. Verdi il pubblico di Area Danza potrà incontrare la mostra fotografica, Le forme dell’anima a cura di Massimiliano Treppo, un fotografo in divenire abile e profondo nel coglimento del gesto coreutica. Nelle immagini della mostra le figure si intrecciano, rifuggono l’una dall’altra, si incontrano per poi separarsi fino a dissolversi quasi completamente nello spazio. Sabato 27 settembre, alle ore 18.30, il Museo dell’Arte Febbrile e delle Coltellerie ospita la performance Sembianze, brano che vede la collaborazione di Valerio Longo, già coreografo e danzatore per la celebre compagnia italiana Aterballetto, e di Erika Mellin, interprete di numerose delle creazioni della coreografa Monica Casadei. Sembianze è uno sguardo del cuore alla semplicità dell’esistenza, alla naturalezza della nascita, alla purezza dell’amore. A seguire, al borgo Coricama, i Knifeville/Arnoux[img_assist|nid=14657|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=461] intrattengo il pubblico con un altro incontro musicale accompagnato da aperitivo e degustazioni a cura dello IAL, scuola alberghiera di Aviano. La serata continua, alle ore 21.00, al Teatro G. Verdi con un doppio appuntamento, due assoli ideati e interpretati da  Natasha Belsito e Martina La Ragione. Tu, lavoro di e con Natasha Belsito, firmato dalla regia di Alessio Kogoj, indaga la solitudine: ammalata, annoiata e crudele, ma anche contemplativa ed esplosiva. Il segno è quello di un’esperienza scenica solitaria capace di essere positivamente risolutiva nel continuo confronto con fantasmi, ossessioni, irrazionali gioie da seguire d’istinto. Elaborazioni autobiografiche e racconti intercettati si sviluppano dentro ad una ricerca comunicativa immediata. Grande promessa della nuova danza italiana Martina La Ragione, in un esilarante duo con il musicista Lullo Mosso, propone Long Necked Chicken, la cui trama coreografica si sviluppa attraverso una fisicità mutevole per intensità e trasporto, che si ridefinisce e ricompone nella continua ripetizione, specchiandosi nella dualità dei temi musicali, il jazz interpretato dal vivo dal contrabbassista Lullo Mosso e il rap. Il Festival si conclude domenica 28 settembre, dalle ore 10 alle 13, con la Master Class di danza contemporanea a cura di Martina La Ragione. Alle ore 18.30 la compagnia Arearea propone in Piazza Italia, Box Two, coreografato e interpretato da Roberto Cocconi e Luca Zampar. In questo lavoro un cubo di plastica rappresenta il limite di una condizione esistenziale. Due uomini chiusi al suo interno interagiscono per realizzare una scienza coerente al loro agire; essi generano un lessico obbligato che li imprigiona nella condizione ciclica, in cui ad uno stato di calma meditativa si susseguono momenti con note di maniacalità. Alle ore 21.00, al Parco Comunale, l’associazione culturale Piccoli Idilli di Merate, in collaborazione con Marta Bevilacqua presenta lo spettacolo di teatro danza itinerante Vivaio d’uomini ultimo lavoro di un progetto sostenuto dalla provincia di Lecco e vincitore del Bando Cariplo 2007. Lo spettacolo è un viaggio tra la natura e l’uomo; in scena sette attori compiono un itinerario di esplorazione di uno spazio mai teatrale e della relazione che intercorre tra il l’essere umano con le sue dinamiche culturali, e la natura primigenia che le accoglie e da queste si fa riscrivere e ripensare. E’ l’incontro dello spazio, vivo e mutevole di per sé, con il tema proposto a ricomporre ogni volta le partiture coreografiche.