Al Verdi di Padova Egisto Marcucci dirige il pirandelliano Giuoco delle parti

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[img_assist|nid=16172|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PADOVA - Il giuoco delle parti, il testo pirandelliano che segna il ritorno alla regia di un maestro come Egisto Marcucci alla testa del team del Teatro Stabile di Calabria, va in scena al Teatro Verdi di Padova dal 25 al 30 novembre. Geppi Gleijeses e Marianella Bargilli gli straordinari protagonisti. Costruita proprio come un “giuoco” o come una partita in senso laterale, si tratta di un gioco di coppia terribile, in cui non c’è spazio per elucubrazioni metafisiche o sottili paradossi logici, quello che avviene è in realtà una lotta affannosa tra due belve che si dilaniano, che tentano di sbranarsi e che lottano per la vita attraverso scene di una realtà così esplicita da diventare invadente, in contrasto con momenti di una più tenue atmosfera, quasi di ricordo, che ci conduce ad immagini di quella segreta vita della fantasia che questi sognatori perdenti non hanno avuto il coraggio sufficiente di realizzare. I personaggi di questa commedia, scritta nel 1918 e tratta dalla novella “Quando si è capito il giuoco” del 1915, vivono disperatamente imprigionati sotto un cumulo di parole, di spiegazioni, di arredi e di cianfrusaglie ingombranti ma è sufficiente liberarsi di questa impalcatura superficiale per scoprire quanto il testo sia realmente fantastico e ancora oggi non abbia perso niente della sua esplosiva vitalità e comica ironia. Il giuoco delle parti, inserendosi tra la stesura di opere come Così è, se vi pare e I giganti della montagna attraverso le quali l’autore fa saltare definitivamente i resti del teatro borghese, appartiene a quella fase pirandelliana dove il processo di deformazione e di scomposizione imposto ai personaggi, dà il punto d’avvio all’interpretazione di una vicenda non di rado paradossale e conserva intatta l’intenzione[img_assist|nid=16173|title=|desc=|link=none|align=right|width=457|height=640] di farci sentire l’assurdità che corre sotto i diluvi di parole sprecate o l’imbarazzo di situazioni che rispecchiano un ordine sociale in dissonante contrasto tra serio e assurdo, nonché i terrificanti silenzi ed il vuoto delle convenzioni. Avvinti e sfigurati dallo stesso senso di imprigionamento folle, marito e moglie, separati ormai da tre anni, vivono lontani ma costretti dalle loro stesse spietate regole, a vedersi ogni giorno. Al di là dell’apparente tenerezza raziocinata dal rigore maniacale del protagonista Leone Gala, interpretato da Geppy Gleijeses, intravediamo uno scetticismo distaccato in cui si rivela a poco a poco lo spettro di una disperazione solo apparente nella cui tela di ragno c’è un risvolto sinistro, quasi satanico, sul filo di una ambiguità nera, sfuggente. Dietro alla doppiezza di una scrittura drammatica e nel contempo comica, c’è la consapevolezza di essere isolati in un mondo senza amore, senza via di uscita, senza liberazione, con la continua constatazione della risibilità dei comportamenti e della condizione umana nella commiserazione di una vita perduta e comicamente tradita. La vera crudeltà non è lo scioglimento dell’enigma, ma il porre con chiarezza l’enigma stesso che tale deve restare. Stagione Teatrale 2008-2009 Dal 25 al 30 novembre 2008, ore 20:45 Giovedì 27 novembre anche alle ore 16:00 Domenica 30 novembre solo alle ore 16:00 Teatro Verdi, via dei Livello, 32 - PADOVA Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello progetto e drammaturgia: Egisto Marcucci regia: Elisabetta Courir scene: Graziano Gregori costumi: Carla Teti luci: Luigi Ascione musiche: Matteo D'Amico Con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli e con Luciano Virgilio, Massimo Cimaglia, Antonio Ferrante, Franco Ravera, Ferruccio Ferrante, Antonella Familiari,Francesco Pupa, Francesco Sgrò, Teatro Stabile di Calabria Info: http://www.teatrostabileveneto.it/