arte contemporanea
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Dall'8 marzo al 18 luglio 2010
Le forme del Moderno. Scultura a Ca’ Pesaro. Da Medardo Rosso a Viani. Da Rodin ad Arturo Martini
Artisti: Arturo Martini, Fabrizio Plessi, Medardo Rosso, Giulio Aristide Sartorio, Emilio Vedova, Adolfo Wildt, Auguste Rodin
Vernissage: lunedì 8 marzo 2010
Orario: fino al 31 marzo 10-17 (biglietteria 10 - 16); Dal 1 aprile 10-18 (biglietteria 10 - 17); chiuso lunedì e 1.V dal 9 marzo 2010 al 18 luglio 2010
Biglietti: Ingresso con il biglietto del museo intero 6,50 euro,
ridotto 4,00 euro
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Dal 10 al 27 marzo 2010
A cura di Francesca Brandes
Vernissage: mercoledì 10 marzo, alle ore 18.30
Ingresso libero
L'esposizione dal titolo Etimologie, opere di Bonizza Modolo, a cura di Francesca Brandes, consta di 25/30 opere, acrilici su tela e tavola di dimensioni variabili (da 190 x 150 a 90 x 90).
Si tratta di quadri realizzati negli ultimi anni e dedicati dall'artista ad una ricerca astratta sul rapporto tra segno e colore. Una pittura informale, in cui prevalgono poche, accese tinte (l'azzurro, il rosso, il giallo) e la forza del tratto nero. Bonizza Modolo, con Etimologie, indaga in modo particolare il concetto del confine (ideale e formale allo stesso tempo, oltre che etico): paradigma del nostro tempo, spesso inquietante, che l'artista rende attraversabile con la propria arte. Quasi a dirci, nella comune etimologia dei sentimenti portati nel quadro, che ogni segno può essere condiviso.
Con questi presupposti, l'esposizione si pone come testimonianza di scambio reciproco tra culture ed esperienze diverse, in nome di un comune destino: atto più che mai necessario oggi, che quei confini è doveroso abbattere.
Per Modolo ciò che conta è l'orizzonte della composizione. Guardare al di là ed attraverso - sostiene l'artista - è un atto necessario. Qualche volta lo sguardo spaventa, in altri casi affascina. Tuttavia, solo così facendo, attraverso la pittura e la riflessione sul proprio agire, si possono incontrare il mondo, l'altro da sé, la vita stessa.
C'è un tempo per ciascuno, in cui l'urgenza del rispondere anticipa le parole, il senso di una chiamata. Si è, improvvisamente, pronti. Sono passi fatti d'impulso, ma pieni d'integrità, come il manifestarsi di una ragione sensibile e preveggente, come albero che regali prima il frutto e poi il fiore. Faremo e ascolteremo , promettono gli Ebrei nel deserto all'imperativo divino.
Prima l'empito del fare, il segno agito; poi, la magica misura dell'attesa, in silenzio: Bonizza Modolo è maestra di questa ragione radicata nel reale; turbine che, pur essendo prossimo alla vita quotidiana, è nondimeno pensiero che si muove impetuoso. Talora, in quest'artista solitaria e pura, dalle chiarezze adamantine, la pertinenza tra gli elementi della realtà fenomenica non è definita una volta per tutte. Lo evidenziano la luce, cangiante e mutevole; l'impercettibile variare dei pesi sulla tela; l'andamento strutturale, in queste ultime opere per lo più ascendente. La relazione non è mai di tipo sintagmantico, quanto sostitutivo, perché i vari segni non sono altro che manifestazioni diverse di uno stesso e fondamentale significato.
La parte, in Bonizza, non è frazione del tutto, ma suo simbolo. Di più: gli elementi ontologicamente primari ed ineliminabili di questa pittura - coerente nel suo sviluppo storico, ma sempre inerente al mutamento (o, meglio, alla sua analisi) - non consistono nei corpi materiali, negli spazi definiti a velature sovrapposte o a campiture più dense. Appartengono piuttosto alla qualità della materia, alla sostanza dell'agire. Così facendo, l'artista trascende ogni dualismo, in favore di una visione olistica del costruire: tra sfondo e segno, tra immanente e trascendente. Il suo rifiuto non concerne solo un'ipotetica divisione concettuale del mondo, ma riguarda anche ogni discriminazione percettiva.
Modolo fa, poi ascolta. La fame di vento che la agita si compone in ordinata attesa, come il celebrarsi di una libera obbedienza. Lo stile - quella cifra rigorosa ed impervia che la rende subito distinguibile - è in lei la capacità poetica di ridurre il mondo all'essenziale e di dominarlo in una laconica unità di significato. Senza indulgere in nostalgie, lo disciplina. Nondimeno, la carica emotiva della sua pittura non ne risulta affatto sminuita.
Bonizza ha il merito, conquistato sul campo, di sapersi dare all'alterità e sostenerla con lucido affetto. La visione si dinamizza, scaricando gli eccessi lungo percorsi elicoidali. Laddove, in precedenza, l'artista andava a far combaciare i confini - formali, filosofici - in possibili convivenze, ora s'intravvede una rinnovata propensione al rischio, allo sradicamento. E non sembra esistere ritorno.
In questo ciclo di opere polite e chiare, che usano con misura cromìe assolute, come cuori pulsanti, pare avvenuto un mutamento di paradigma: in intima coerenza con il pensiero, si evidenzia in Modolo il primato dell'azione, dell'impegno coinvolgente e ruvido all'interno di un mondo privo di certezze e di consolazioni. L'arte non può, non deve evitare la frammentazione del reale. La pittura vi abita, in orizzontale ed in verticale, ed il sentimento del tempo - perso, guadagnato, denso di memorie e di speranze - ordinandosi in misura, si fa in Bonizza sentimento dello spazio, senso di avventura, costituzione strutturale di un “verso dove” che non lascia spazio all'incertezza: …ma ho fiducia che l'azione / sia preghiera anch'essa pel futuro recitano i versi di Luzi, e non è un caso che Modolo ami la forma poetica nel suo cuore di fede e di prassi.
È l'istante della potenza e dello slancio che anima questi lavori. Attraverso un'instancabile ed ostinata perlustrazione, Bonizza penetra da sempre nelle crepe che percorrono la provvisoria unità dell'io individuale. Ora il suo titanico, pervicace tentativo di arrivare all'osso del nostro giorno, diviene ancora più intenso, si allarga ai moti delle storie, alle essenze generatrici dell'aria. L'artista ci restituisce l'esistente prima del pensiero, prima della riflessione, nel suo nucleo di carità e di condivisione. La trasformazione isomorfica delle tinte e delle griglie compositive mantiene l'informazione originaria: così la ragione con radici di Bonizza risale, inesorabilmente, al senso etimologico dell'agire poetico, alle costituenti fondamentali. Luce e forma. Segno su segno, e misura.
L'etimologia è la mappa, la causa vitale, il carisma dell'operare di Modolo. La coscienza delle origini e la responsabilità della via, ecco ciò che connota il lavoro di questa artista meticolosa ed appassionata ad un tempo. L'impulso di farsi vita trova senso nell'aspirazione della materia ad illuminarsi e nella regola che Bonizza impone allo slancio. In questo modo i suoi fuochi - orchestrati ritmicamente sulla superficie dell'opera, attraverso meditati interventi del colore, quasi agisse con paste vitree sulla trasparenza dell'acqua, o con sabbie marcate come profondi graffi - crescono dal profondo di una vicenda, familiare e culturale, importante. Sacra bottega, cristallini ricordi di vite dedicate al fare arte.
La necessità della figurazione si riassesta nell'urgenza di rivelare, di porre voce. C'è l'amore del verso - con un pudore scabro - nei suoi grigi, di volta in volta perla di cielo, opaca intensità di muro. Altrettanto, nei rossi di Bonizza, volutamente integrali o appena oscurati, ci sono tutti i rossi della sua storia. Non la percorre alcun intento razionalistico; piuttosto, il suo simbolo per il tutto appoggia - appunto etimologicamente - su un'antica scienza innata, il senso dello studio e della pratica quotidiana. È anche pazienza, questa pittura faticata come il pane che lievita, la goccia che scorre e lascia traccia. L'io e l'oggetto godono in essa di un rapporto di risonanza che trascende i fenomeni ottici. Un po' alla volta, esattamente, impariamo a vedere oltre la facciata, ad afferrare la radice. Con pazienza, appunto, ci rispecchiamo.
(Francesca Brandes)
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Dall'8 al 27 marzo 2010
A cura di Majid Abbas
Vernissage: lunedì 8 marzo, alle ore 18:30
Orario: ore 08:00 – 24:00 (sabato 08:00 – 17:00, domenica chiuso)
Ingresso libero
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Dall'8 marzo al 6 aprile 2010
Vernissage: lunedì 8 marzo, alle ore 18.00
Orario: da martedì a sabato ore 11-14 15-18
Ingresso libero
Bandiere e colori simbolo di tre continenti su cui è stato tracciato il cammino dell’uomo contemporaneo attraverso lo sviluppo delle arti e delle contaminazioni culturali. Un escamotage visivo per cercare di comprendere e interrogarsi sul concetto ‘mediterraneità’, conoscerlo nel suo complesso sviluppo e significato. Una serie di indizi per comprendere l’essenza di una regione nella sua globalità che ci chiede di fermarci a riflettere sull’emergenza ambientale che caratterizza questa parte di mondo e sulle molteplici culture che lo abitano.
Ogni bandiera è iconograficamente contraddistinta da simboli che richiamano all’essenza femminile: elemento portante dell’arte della Lutski. Soggetto preferito dell’artista sono infatti le mani utilizzate come metafora della lotta portata avanti dal popolo femminile per l’affermazione dei propri diritti all’interno della società.
Un messaggio di speranza per un futuro che avrà come protagoniste donne ormai all’avanguardia rispetto alla società in cui si troveranno.
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Dal 6 al 27 marzo 2010
Vernissage: sabato 6 marzo, dalle ore 18.30
Orario: dal lunedì al venerdì: 12.00 - 19.00, Sabato e domenica: 11.00 - 19.30
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Dal 6 al 21 marzo 2010
Artisti: Cherif & Geza, KayOne, Leo, Francesco Pogliaghi
A cura di Giovanni Faccenda
Vernissage: sabato 6 marzo, alle ore 18.30
Orario: dal lunedì al sabato, 10-13/15,30-19,30 (chiuso la domenica)
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Dal 6 al 26 marzo 2010
A cura di Jacopo Stocc
Vernissage: sabato 6 marzo, alle ore 18.00
Orario: ore 10-12.30 e 15.30-19.30
Ingresso libero
La Galleria Flaviostocco di Castelfranco Veneto presenta una mostra antologica su Virgilio Guidi (Roma 1891 - Venezia 1984) dal titolo "Omaggio". L'esposizione ripercorre tutti i periodi di questo grande Maestro del 900'. La Mostra si aprirà Sabato 6 Marzo alle ore 18.00 e durerà fino al 26 Marzo.
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Dal 7 al 14 marzo 2010
Artisti: Ludwik Gatti, Paolo Gonzato, Magdalena Grenda, Eva Holubikova, Dacia Manto, Deepa Panchamina, Anna Pieta, Agne Raceviciute, Anila Rubiku, Yeasun Shin, Ljudmilla Socci, Sabrina Torelli, Caterina Viganò, Laura Zicari
A cura di Andrea Bruciati, Eva Comuzzi
Vernissage: domenica 7 marzo, alle ore 19:00
Orario: da mercoledì a sabato 16 > 19
Mostra organizzata in collaborazione della Galleria con l’Assessorato alle Pari Opportunità e l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia e del Comune di Monfalcone , e viene realizzata con la partecipazione dell’Associazione Le Arti Tessili di Maniago (PN) e l’associazione Lucide di Gorizia.
Un titolo, due mostre, due momenti distinti per focalizzare l’attenzione sull’arte dei nostri giorni, nelle sue sfumature più tenui e delicate.
La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone presenta, domenica 7 marzo 2010, il progetto Non totalmente immemori, Né completamente nudi, in occasione delle manifestazioni per la Festa della Donna.organizzate dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Monfalcone.
Abbandonarsi al flusso del racconto secondo una sensibilità premoderna, da cui muove il riferimento del titolo tratto da un frammento del celebre poeta romantico William Wordsworth, è quello che la rassegna tenta di focalizzare: l’importanza del dato temporale nella formulazione dell’opera d’arte sia da un punto di vista processuale (con l’impiego di determinate prassi operative come il cucito, l’intreccio, il fare manuale) che mnemonico (con la pratica della catalogazione e dell’archiviazione dei documenti). In questa prospettiva vi è un recupero dell’elemento esperienziale dell’artista attraverso una operatività lenta e circostanziata, il tempo diventa la causa e l’effetto, diventa la materia stessa dell’opera d’arte.
Da un punto di vista espositivo l’appuntamento si connota in due fasi distinte, Né completamente nudi (a modersn romantic tale) inaugura domenica 7 marzo in occasione della festa della Donna, e rimarrà aperta al pubblico fino al 14 marzo.
Questa prima fase presenta opere che riscrivono attraverso l’arte le coordinate della manualità tessile, rubando le materie prime, ispirazioni, tecniche di filatura e intreccio. Nuovi usi per vecchie funzioni: le regole manuali diventano soluzioni visive sperimentali, che affondano le radici nella tradizione. E l'opera d'arte diventa effige del fare, ridiventa lavoro, pazienza e diligente applicazione.
La lista degli artisti include: Ludwik Gatti, Paolo Gonzato, Magdalena Grenda, Eva Holubikova, Dacia Manto, Deepa Panchamina, Anna Pieta, Agne Raceviciute, Anila Rubiku, Yeasun Shin, Ljudmilla Socci, Sabrina Torelli, Caterina Viganò, Laura Zicari
Sabato 27 marzo verrà inaugurata la seconda fase, Non totalmente immemori: 11 giovani artisti, esporranno le loro opere, nelle quali la memoria a volte viene espressa come studio del tempo perduto, in altri casi come perpetuazione di una parte della propria esistenza - l'infanzia, l'adolescenza – o manifestazione della memoria collettiva, fino a diventare recupero e archiviazione di oggetti e situazioni.
La lista degli artisti include: Riccardo Baruzzi, Chiara Camoni, Cristian Chironi, Andrea Dojmi, Tomaso De Luca, Petra Feriancova, Renato Leotta, Valerio Nicolai, Moira Ricci, Sara Saini, Giulio Squillacciotti.
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Dal 5 marzo al 29 maggio 2010
Artisti: Giuliana Bordin, Manuela Ferraretto, Alessia Francescato, Lucia Pesce
Vernissage: venerdì 5 marzo, alle ore 20:00. Nell'ambito della manifestazione è stata prevista una seconda serata di letture e racconti "La donna si racconta", in programma per venerdì 26 marzo alle 20:30.
Orario: lunedì - venerdì 10-18, sabato 10-13.30
Ingresso libero
Dal 5 marzo al 29 maggio 2010 l' Archivio di Stato di Treviso ospita una mostra d'arte di alto valore culturale, "Donna Universo", titolo quanto mai evocativo e denso di significati.
Il tema dominante di questa esposizione è la donna, o meglio la condizione femminile all'interno dell'attuale contesto sociale, che ormai ha dissolto tutti i ruoli.
Nel passato il concetto della donna era bivalente, o rappresentava l'incarnazione della bellezza più pura ovvero, di contro, era tentazione del maligno. Da ciò l'antagonismo dea - madre, vergine - prostituta.
Il suo ruolo e la sua collocazione nella società impostata gerarchicamente erano ben definiti e precisi, rigorosamente subordinati al mondo maschile.
La mostra "Donna Universo" intende porre in discussione il ruolo attuale della donna.
L'indipendenza personale, economica, sociale e mentale, tutte prerogative dei giorni nostri, conquistate a duro prezzo nel tempo e giustamente ottenute, non sono di per sè sinonimo di felicità, anzi. La possibilità di esprimere liberamente il proprio io sia nel senso di essere che di possedere, può creare nuove incertezze. La donna di fronte a tutto ciò paradossalmente può soffrire la solitudine o peggio l'alienazione, ingombrante compagna della prima.

