recensione

VENEZIA - Hanno senso i Killing Joke nel 2009 a trenta anni dalla loro nascita? È questa la domanda che sorge quando musicisti di mezza età si ripresentano sul palco di fronte ad una platea di giovani, che hanno seguito le loro gesta in terza persona e vogliono toccare con mano i protagonisti del passato musicale. A freddo si potrebbe dire che la loro reunion, con tanto di disco nuovo e con formazione originale, con aggiunta di un nuovo tastierista, abbia meno senso di quella dei Wire (ancora superlativi), ma più significato di quella dei Sex Pistols o dei Damned (ma non erano costoro i promulgatori del no future?).

 

Cividale del Friuli (UD) - Parafrasando il titolo di un libro di alcuni anni fa, sui potrebbe definire la musica dei turchi Baba Zula come frittura globale mista: in essa infatti sono contenuti aromi balcanici, spezie orientali, echi giamaicani e riflessi europei ed americani. In giorni in cui qualche importante esponente politico regionale ha decretato che il Friuli è la capitale mondiale del rock 2009 (consigliamo comunque a costoro un giro a Londra o New York), non è poco, visto che il gruppo ingloba influenze da varie parti del mondo, riuscendo però ad emanciparsene con una formula abbastanza personale e riconoscibile.

UDINE - Un uomo che amò con poca saggezza, ma disperatamente: sulle assi reclinate del pavimento Otello barcolla, lagnoso e rabbioso, ubriaco di gelosia per la sua Desdemona. Il sospetto e il tormento gli mangiano l’anima a poco a poco, come una lima che rode carni e ossa. E’ forse questo l’aspetto più significativo dell’Otello portato sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine dalla compagnia SiciliaTeatro: la resa, perfetta e calzante, del delirio, delle Cose dell’Amore capaci di uccidere, idealmente e fisicamente, un essere umano.

UDINE - Un pugno nello stomaco della consapevolezza. La presa di coscienza che la Camorra è un affare italiano, internazionale, mondiale. Questo il messaggio di Gomorra lo spettacolo andato in scena l'8 e il 9 gennaio al l'Auditorium Zanon di Udine e in replica il 10 a Monfalcone e l'11 a San Vito al Tagliamento. Una rappresentazione del calendario di Akròpolis 9 e del TeatroClub per ScenAperta tratto dall'omonimo libro di Roberto Saviano, prodotto dal Mercante di Napoli, per la regia di Mario Gelardi.

UDINE - La genesi, la trasformazione, elementi primari e musiche sintetiche. Questi gli ingredienti di Seigradi. Non uno spettacolo da poltrone comode, piuttosto un fenomeno da osservare attentamente in piedi, in un luogo dove farsi avvolgere dalla metamorfosi di se stesso.

UDINE - Uno scomodo passato chiuso dietro a una porta. Un'introspezione difficile e dolorosa che non vuole emergere attraverso la ragione e risorgere dalle parole per raggiungere la pace. Una pace possibile. Totale. Assoluta.

E’ un compito ingrato, ma qualcuno lo dovrà pur dire: Woody Allen ci sta (cinematograficamente) lasciando. La critica tende ad essere indulgente, di film in film, a salvare in extremis anche i suoi ultimi lavori. Un omaggio che si fa per rispetto, per affetto, ben consapevoli che il buon Woody è stato uno degli autori imprescindibili della Settima Arte.

La funzione primaria del musical americano è da sempre quella di materializzare i sogni meravigliosi di cui il pubblico ha bisogno, per dimenticare le ristrettezze e le privazioni del quotidiano. Obliare per un paio d’ore il presente dunque, liberare la mente e sciacquare i propri pensieri in ambientazioni lussuose/esotiche e in strepitose coreografie danzanti.

Dopo Le ali delle libertà ed Il miglio verde terza collaborazione sul grande schermo tra il regista Frank Darabont e Stephen King per un risultato davvero sorprendente perchè, per gli amanti del genere (e non solo) questo The mist è davvero un gioiellino.

UDINE – Teatro Giovanni da Udine completamente esaurito ieri sera per l'attesissimo allestimento, in data unica, de Il flauto magico (Die Zauberflöte) di Mozart. L'opera (1791, KV 620), di complessivi centocinquanta minuti, è un classico esempio in forma di Singspiel, un genere di teatro popolare (periodo '700-'800) dell'area tedesco-austriaca nel quale le parti cantate si alternano a quelle parlate.