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Stazione Rogers Trieste

22/01/2010 - 00:00
28/01/2010 - 00:00

Ordinamento

2

Luogo Evento

Stazione Rogers, Riva Grumula 14 - TRIESTE

Referente

Telefono

0403229416

Descrizione

Dal 22 al 28 gennaio 2010

Artisti: Alessandro Amaducci, Francesca Bergamasco, Francesca De Belli, Antonio Giacomin, Robert Gligorov, Maurizio Goina, Gruppo Sinestetico, PierPaolo Koss, Annalisa Metus, Ivan Penov, Margherita Pevere, Pietro Polotti

A cura di Maria Campitelli

Vernissage: venerdì 22 gennaio, alle ore 18:00

Ingresso libero

Catodica è promossa da Fucine Mute

Catodica, la rassegna internazionale di video art alla sua quinta edizione, si rinnova ancora. Promossa dall’Associazione culturale Fucine Mute, e curata da Maria Campitelli, si svolgerà tra il 21 e il 28 gennaio 2010 , affiancandosi, come nelle precedenti edizioni, al Trieste Film Festival. Fruirà però di una sede diversa, la Stazione Rogers (Riva Grumula, 14), nuovo spazio della cultura contemporanea sorto dalla riconversione di uno storico distributore di benzina in distributore di cultura. Ma una presenza rappresentativa al Teatro Miela, epicentro del Film Festival (quest’anno contratto negli spazi per implacabili riduzioni) ci sarà pure, con un grande monitor che accoglierà in loop alcuni dei video presentati nello spazio principale. Inoltre, a seguito di questo spostamento, Catodica si estenderà fino al 28 gennaio, permettendo ai suoi fan una più comoda ed esaustiva lettura dei numerosi lavori in rassegna.

E non basta: Catodica apparirà anche in uno spazio gestito da Alpe Adria Cinema, in via Pescheria, 4, con una scenografica video-installazione e tre video-postazioni. Stazione Rogers, Riva Grumula 14 Teatro Miela, P.zza Duca degli Abruzzi 3 Spazio Alpe Adria Cinema, via Pescheria 4 L’immagine di sintesi in movimento continua ad interessare artisti e creativi di tutto il mondo, per il sempre più facile accesso alle tecnologie digitali e per la consonanza delle modalità del racconto, spesso simbolicamente concentrato nello svolgimento temporale, con le esigenze attuali. Una consolidata espansione dell’antica mira del quadro in movimento, già cavalcata agli inizi del secolo scorso dal cubismo e dal futurismo, e sfociata innanzi tutto nel cinema e di seguito, con l’avanzare delle tecnologie elettroniche, nella video-art appunto che conosce ormai un percorso di cinquant’anni, tra continui aggiornamenti linguistici e tecnologici. Nutrito e variegato il programma di quest’anno: comprende svariate presenze artistiche e diverse direzioni tematiche che riflettono personali considerazioni sulla realtà quotidiana, sulle contraddizioni e le incertezze che tutti viviamo. Catodica è promossa da Fucine Mute ed è a cura di Maria Campitelli Vi predomina uno sguardo sul corpo, sulla sue espressività individuale e collettiva (v. le corpografie riprese nel Nord Corea da PierPaolo Koss).

Ci sono tre presentazioni più articolate, con più video per ciascun autore, in modo da ricavarne un’idea più approfondita, definite “Ritratti”: il macedone Robert Gligorov, da tempo operante in Italia, con Mammut, ossia 10 video accorpati in un unico lavoro che testimoniano, con un immaginario esplosivo, la sua amara visione del mondo e dell’attuale società; PierPaolo Koss, dalla spettacolare tendenza performativa, dove il corpo appunto gioca un ruolo determinante; Alessandro Amaducci (già presentato a Catodica), spericolato e ben consapevole autore di scenari estremi, tra eros e thanatos, condotti sfruttando appieno le nuove potenzialità tecnologiche. Il 21 gennaio, giorno dell’inaugurazione di Trieste Film Festival al Teatro Miela, Catodica sarà presente, come detto, con una sequenza di video in monitor, adeguatamente segnalati con le informazioni necessarie e vi rimarrà per tutta la durata del Festival con video sempre rinnovati, mentre l’inaugurazione vera e propria della rassegna avverrà il 22 gennaio alle ore 18.30 alla Stazione Rogers, arricchita da due eventi d’eccezione; la fulminea e dirompente performance live del Gruppo Sinestetico “Anche le parole uccidono” e la dimostrazione sono-visiva interattiva, con la partecipazione del pubblico, “Visual-Sonic Enaction”, prodotta da Pietro Polotti e Maurizio Goina, rispettivamente insegnante e diplomato alla Sezione Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio Tartini di Trieste. Il Gruppo Sinestetico, fondato nel 1999, e costituito da Matteo Albertin, Antonio Sassu, Gianluca Scordo, vanta un prestigioso curriculum: a partire dalla Biennale di Venezia, è assiduamente presente in svariate altre Biennali nel mondo, da Liverpool a Londra, da Istambul al MoMA N.Y., ad Atene, in Brasile, India, Cina... “Visual-Sonic Enaction” (VSE) è uno “specchio” interattivo per la percezione e la rappresentazione dell’espressività gestuale, un diversivo sonico-visivo – dicono gli autori – nella mostra, dove la componente auditiva è fondamentale. Il 23 gennaio, alle 18.30, inaugurazione dello spazio di Alpe Adria Cinema (via Pescheria, 4) con l’espansa video-installazione di Francesca De Belli e Antonio Giacomin chiamata “Urizen”. Si ispira al poema di William Blake “The book of Urizen” e ai disegni che lo accompagnano. I video – tra loro sincronizzati e proiettati su una struttura composta da diversi corpi geometrici – raccontano la nascita del mitico Urizen, personaggio inventato da Blake che rappresenta la razionalità in opposizione a tutto ciò che riguarda fantasia e sentimento. Le strutture geometriche che rappresentano l’ordine, riproducono in dimensioni ingigantite i cristalli di pirite di Navajun (Spagna). Nello stesso spazio tre postazioni video proporranno parte del programma ideato per quest’anno e del materiale d’archivio tratto dalle precedenti edizioni di Catodica stessa. Una delle novità di quest’anno è la preziosa partecipazione della Sezione Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio Tartini di Trieste, guidata dai professori Paolo Pachini e Pietro Polotti. Saranno presentati i lavori audio-visivi di Francesca Bergamasco, Annalisa Metus, Ivan Penov, Margherita Pevere. Ancora una volta il cuore di Catodica s’incentra sulla sezione chiamata “Aggiornamenti” in cui confluiscono svariati video italiani (anche nostrani) e stranieri di autori più e meno giovani, alcuni già noti al pubblico di Catodica, permettendo così un approfondimento sui loro percorsi artistici. Vi scopriamo i più svariati accostamenti alla realtà o al sogno, o il dispiegamento di originali ragionamenti concettuali; dalla performance quotidiana di Angelo Pretolani documentata su facebook, all’osservazione di un cane immobile e tremante di Bruno Muzzolini, dalla finta prova di canto – intitolata “Mi piace” – di Laura Malacart, fondata sul curioso rapporto costrittivo tra cantante e regista/artista sì da alterarne le potenzialità canore, alla poetica revitalizzazione di un teatro abbandonato di Marsiglia dello sloveno Mark Požlep (“Time To Become Poets”). E potremo conoscere il completamento di una trilogia su immagine e parola ideata da Guillermo Giampietro, che quest’anno propone l’elaborazione di un codice che si scontra con se stesso (“Benny Hill Codex”); e la “Sonata XM 24” di Elisa Zurlo che insiste ancora su corpi pulsanti attraversati dalla luce, mentre l’ipotesi di Lucio Perini (“Tertium non datur”) oscilla tra evocativi corpi scultorei e la violenza perpetrata su uno reale, e ancora la danza rituale permeata di sacralità “Raga Erhu” dell’indiano trapiantato a Londra Hetain Patel o, su tutt’altro versante, il fresco “Puer Senex” di Annalisa Cattani dove il suo angelico bimbo inconsapevolmente discute di post-moderno... Rebecca Agnes (antica conoscenza di Catodica) col nuovo video 2009, sempre ad animazione, snoda la linea ininterrotta delle calamità che dalla preistoria ad oggi hanno bersagliato l’uomo.
Ma non possiamo ricordarli tutti. Gli altri autori sono : Bibi Agosto, AnnaValeria Borsari, Cecilia Donaggio, Lucia Flego, Iva Kontic, Daniela Michelli, Monica D’Alessandro, Gerlinde Helm, Giordano Rizzardi, Gika Witt. C’è poi un gruppo di video provenienti dall’Albania, – from Albania – con il concorso della curatrice albanese Suzana Varvanica; testimoniano della vitalità creativa di questi giovani autori, tra memoria storica, ironia, paradosso, poetica lettura del quotidiano. Essi sono: Dorina Arapi, Dritan Hyska, Nertila Pere, Fani Zguro. Infine proponiamo anche in un blocco unitario i video scaturiti dal Progetto ancora in atto “La città radiosa”, sui luoghi abbandonati di Trieste e della Provincia promosso dal Gruppo 78.
 
Gli autori: alcuni studenti della facoltà di Architettura dell’Università di Trieste, con la docente di progettazione urbanistica Elena Marchigiani, e gli artisti del gruppo 78 Fabiola Faidiga, Guillermo Giampietro, Myriam Del Bianco; ed inoltre Massimo Premuda/Carlo Pacorini, Carlo Andreasi. Con la collaborazione della Galleria Pack di Milano e della galleria Davide Gallo di Berlino. Un particolare ringraziamento a Massimo Premuda.

 


04/12/2009 - 00:00
18/12/2009 - 00:00

Ordinamento

2

Luogo Evento

Stazione Rogers, Riva Grumula 14 - TRIESTE

Referente

Telefono

0403229416

Descrizione

Dal 4 al 18 dicembre 2009

Artisti: Carlo Andreasi, Elisabetta Bacci, Giuliana Balbi, Anna Valeria Borsari, Pierpaolo Ciana, Roberta Cianciola, Florentia Corsani, Myriam Del Bianco, Cecilia Donaggio, Federico Duse, Fabiola Faidiga, Lucia Flego, Daniela Frausin, Guillermo Giampietro, Eugenia Gotti, Lucia Krasovec Lucas, Cristina Lombardo, Elisa Longanes, Elena Marchigiani, Alice Martinelli, Daniela Michelli, Giuseppe Pedi, Lucio Perini, Massimo Premuda, Adriano Riosa, Alessandro Ruzzier, Sonia Squillaci, Erika Stocker, Paolo Toffolutti, Cristina Treppo, Giancarlo Venuto, Elisa Zurlo

A cura di Maria Campitelli

Vernissage: venerdì 4 dicembre, alle ore 18.30 a Trieste, Casa Rosa, Parco di San Giovanni, Ex Ospedale Psichiatrico e ore 20.30 Trieste, Stazione Rogers, Riva Grumula 14 e

Orario: da martedì a sabato dalle 17.00 alle 20.00, domenica 10.00-13.00, lunedì chiuso

Organizzazione: Gruppo 78

Ingresso libero

Mostra patrocinata dalla Provincia di Trieste e della Regione F.V.G, Assessorato alla Cultura. con la collaborazione della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Trieste e con l’adesione della Casa dell’Arte.

La città radiosa è l’ottimistico titolo che rimanda direttamente a Le Corbusier, nello specifico ad un progetto che nel 1935 ridisegnò l’architettura e lo spazio abitativo in chiave razional/funzionalista per una nuova concezione urbana, positivamente proiettata nel futuro.
Oggi, a Trieste, si rinnova questo impulso però su un terreno opposto, di mancanza e di abbandono, colorandosi dunque d’ironia, ma contenendo nel contempo una potenziale spinta alla trasformazione e al recupero. Si tratta infatti di individuare luoghi abbandonati, sia strutture architettoniche che spazi aperti, parchi, giardini o quegli interstizi anonimi - che Gilles Clement definirebbe “spazi indecisi”, lacerati - di insediamenti naturali ai margini delle costruzioni, che s’insinuano nel tessuto del territorio urbano e soprattutto suburbano. Luoghi abbandonati, disabitati e dismessi, in una parola deantropizzati, della città di Trieste e della sua provincia, che con questo progetto, vengono dapprima individuati, scandagliati, documentati e sui quali poi s’innescano ipotesi d’intervento creative, anche utopiche e visionarie, per il loro riconoscimento e per un eventuale riassetto ed utilizzo.

E’ ancora una volta il Gruppo 78, associazione culturale triestina attestata sulla contemporaneità da oltre un trentennio, a proporre questa indagine che s’innesta nella Public Art e consegue al grande progetto “Public Art a Trieste e dintorni” svoltosi tra il 2007 e il 2008 sul territorio del capoluogo giuliano.

Fascinosi da sempre, i luoghi abbandonati, oggi suscitano nuova attenzione ed interesse in una rilettura del territorio urbanizzato e non. All’eccesso di pianificazione, di organizzazione razionale, di invasivo costruire, alla saturazione del concetto di urbanizzazione si contrappone una ricerca e una valorizzazione dello scarto, di ciò che si insinua tra il costruito, di ciò che rimane al margine, lasciato da parte perchè non produttivo. Insignificanti frammenti territoriali, di cui è intessuta ogni regione, nel loro abbandono garantiscono diversità biologiche, altrimenti schiacciate dal cemento. Gli Stalker, ad esempio, attestati su questo fronte, parlano di “territori attuali” che costituiscono il negativo della città costruita, “luoghi del divenire inconscio dei sistemi urbani” dove attuale significa “diventare altro” in proiezione futura. Luoghi della trasformazione dunque, con ipotesi di ridefinizione e di rinascita tra gli anfratti di una natura non costretta, spesso intrecciata in imprevedibili rapporti con residui strutturali deantropizzati. Raccontare dunque la città in ombra che pulsa attorno e dentro a quella costruita, che chiede attenzione ed interventi diversamente pianificati, per rinascere a nuova vita contestualizzandosi con la città della luce, quella riconosciuta e praticata. Auspica perciò un’idonea progettualià che non la distrugga per continuare ad alimentare la linfa che contiene. Contrappunto compensatorio e necessario per una città più viva e vivibile dove lo spontaneo possa essere accolto e utilmente praticato col già costruito. Potrebbe diventare così una “Città radiosa” non solo emblematica, ma radicata nella realtà del quotidiano.

E’ un progetto aperto ai giovani e a nuove idee. Riveste anche una funzione educativa in quanto si propone di far conoscere luoghi dimenticati e accantonati della nostra città, stimolando la loro scoperta e relativa indagine per un approfondimento cognitivo e una successiva eventuale revitalizzazione. Quest’ultima da effettuarsi tramite i linguaggi ibridati dell’espressività contemporanea e le più aggiornate versioni della ricerca architettonica/urbanistica, così da integrare passato e futuro con uno sguardo attento all’ambiente.
E’ un progetto collettivo che insiste sul territorio con l’obiettivo di provocarne una rinnovata sensibilizzazione e una consapevole appropriazione.

Si articola in tre segmenti: mappatura o censimento dei siti pubblici e privati definibili come”luoghi dismessi” progettazione di interventi realizzazione di uno o più interventi progettati

La mappatura è lo strumento basilare di conoscenza che fornisce i dati multimediali – immagini, contributi testuali, video, suoni raccolti nel nuovo sito interattivo del gruppo 78 www.lacittaradiosa.eu, aperto da poco, ma già ricco di informazioni - su cui poi intessere i propri ragionamenti ed ideazioni di intervento. È interessante rilevare l’aspetto innovativo di questa ricerca che utilizza la tecnologia avanzata - con l’apporto dell’informatico Massimo Angelini, la grafica di Carlo Andreasi e la collaborazione di Paola Vattovani - per attuare un’informazione interattiva con un utenza potenzialmente planetaria. È il data-base, propedeutico sì alle fasi successive, ma inteso con una sua autonomia e come una vera e propria opera d’arte sociale. Da esso inizia la ricerca territoriale e di variegata informazione, aperta a tutti, con l’intento di promuovere un diverso interesse verso il territorio in cui si svolge la nostra vita, e di conseguenza una rinnovata coscienza degli spazi urbani e suburbani in cui essa si compie.

La successiva fase progettale, ora in atto, produrrà una prima mostra di ipotesi di intervento, a partire dal 4 dicembre 2009, presso la “Casa Rosa”, al Parco di S. Giovanni, ex Ospedale Psichiatrico e contemporaneamente alla Stazione Rogers, riva Grumula 14, Trieste.

Vi approdano oltre venti progetti. La volontà di evidenziare e revitalizzare svariati luoghi dismessi spazia in situazioni disparate, dagli alloggi abbandonati degli operai della Ferriera, ai residui militari della prima e seconda guerra mondiale, dagli alberghi sfasciati a splendide ville inghiottite dalla vegetazione, ai grandi impianti produttivi dismessi per il mutare dei tempi e delle condizioni socio/economiche…. . Due nuclei in particolare destano uno spiccato interesse : l’ex Ospedale psichiatrico - da cui è partita la rivoluzione basagliana e dove si svolge appunto una parte della mostra - e il Porto Vecchio, grandiosa isola a se stante prospiciente il mare, dove sono anche ancorate straordinarie strutture vetero-industriali come il pontone URSUS, con la gru alta 70 metri, del 1914.

 


24/10/2009 - 00:00
18/11/2009 - 00:00

Ordinamento

2

Luogo Evento

Stazione Rogers, Riva Grumula 14 - TRIESTE

Referente

Telefono

0403229416

Descrizione

Maravee 2009 Village

Dal 24 ottobre al 18 novembre 2009

Abiti e Oggetti Menoperpiù

Artisti: Mateja Benedetti, Elena Fajt, Sanja Manakonska, Bojana Nikodijevi’c, Oloop, Sanja Stepanovi’c, Neli Strukelj, Saneja Uzejrovi’c, Zvezda

A cura di Mateja Benedetti, Massimiliano Schiozzi

Vernissage: sabato 24 ottobre, alle ore 21:00

Orario: da martedì a sabato dalle 17.00 alle 20.00, domenica 10.00-13.00, lunedì chiuso

Ingresso libero

Mostra sostenuta dall’ Assessorato all’Istruzione e alla Cultura della Regione, dalla Fondazione CRUP e dalla Banca Popolare Friuladria-Crèdit Agricole e coordinata dall’Associazione culturale Cizerouno con la cura dell’immagine di Comunicarte

 

Art&Fatti
TRIESTE - Dopo la spettacolare inaugurazione nella nuova location, quella del Castello di Colloredo di Monte Albano sabato 24 ottobre dalle ore 21.00 l’ottava edizione della rassegna Maravee proseguirà con il suo secondo appuntamento alla Stazione Rogers di Trieste, per poi approdare in Slovenia con un progetto alle Obalne Galerije di Pirano, che nel 2010 chiuderà i battenti di questa edizione prima di dar corso alla programmazione del nono anno di eventi.


24/07/2009 - 00:00
20/08/2009 - 00:00

Ordinamento

2

Luogo Evento

Stazione Rogers, Riva Grumula 12 - TRIESTE

Referente

Telefono

403229416

Descrizione

Dal 24 luglio al 20 agosto 2009
Tre appuntamenti con l’arte contemporanea

Vernissage: venerdì 24 luglio
orario: da martedi a domenica, alle 10 alle 20; hiuso il lunedi'

Ingresso libero

La rassegna di tre mostre-preview dedicate al lavoro di nove giovani artisti, prosegue con due appuntamenti nel mese di luglio.
Dal 3 al 23 luglio sarà possibile conoscere meglio il lavoro di tre dei giovani borsisti degli Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia: Giulio Frigo, Andrea Kvas, Agne Raceviciute.
Gli artisti, seppur under-trenta, hanno già sviluppato una propria ricerca articolata e originale, operando indistintamente con il disegno, la fotografia e l’installazione. La ricerca di Giulio Frigo si inserisce nel filone concettuale, le sue opere sono sempre supportate da una profonda ricerca filosofica e da un appeal estetico contemporaneo. Andrea Kvas si concentra sul disegno, che pratica con fare assolutamente libero e antitetico, spaziando dal segno più minimale della grafite a quello denso del pastello a olio, dell’acquarello e dell’acrilico. Il lavoro di Agne Raceviciute si sviluppa attraverso diversi media, ricreando, nella complessità delle opere una sorta di narrazione emotiva del proprio sentire.
Nel terzo appuntamento, dal 24 luglio al 20 agosto, i protagonisti saranno Mattia Campo Dall'Orto, Sandro Crisafi e Francesca Martinelli. I tre artisti sono accomunati da una caratteristica comune, entrambi infatti utilizzano tecniche quasi obsolete per la realizzazione delle opere: fotografia off-camera, collage, assemblaggi di oggetti trovati.


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