Bassano del Grappa (VI) - Venerdì 15 ottobre 2010 alle ore 20.30 e domenica 17 alle 15.30 andrà in scena al PalaBassano di Bassano del Grappa, Rigoletto, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo.
Si conclude così il progetto della trilogia popolare verdiana che Bassano Opera Festival, dopo la Traviata del 2008 e il Trovatore del 2009 ha inteso proporre al suo pubblico.
L’allestimento, coprodotto con il Teatro La Fenice di Venezia, si avvale della regia di Daniele Abbado, delle scene e dei costumi di Alison Chitty, della coreografia di Simona Bucci e delle luci di Vittorio Alfieri.
Stefano Rabaglia dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice (maestro del Coro Claudio Marino Moretti) e un cast formato da Dario Schmunck nel ruolo del duca di Mantova, Dimitri Platanias in quello di Rigoletto, Gladys Rossi in quello di Gilda, il giovane soprano già apprezzata a Bassano in Traviata nel 2008 e ne La vedova allegra della scorsa stagione.
Completano il cast Enrico Iori nel ruolo di Sparafucile, Anna Malavasi in quello di Maddalena, Rebeka Lokar Giovanna, Alberto Rota Monterone, Armando Gabba Marullo, Iorio Zennaro Matteo Borsa, Luca Dall’Amico il conte di Ceprano, Elena Traversi la contessa di Ceprano.
Le recite bassanesi seguono quelle al Teatro La Fenice dove la nuova produzione ha debuttato alla metà di settembre con un grande consenso di critica e di pubblico.
Sesto frutto della collaborazione fra Verdi e il librettista muranese, di cui ricorre quest’anno il 200° anniversario della nascita, e primo capolavoro della cosiddetta ‘trilogia popolare’ con la quale Verdi raggiunse la piena maturità artistica e si affermò come il massimo compositore italiano dell’Ottocento, Rigoletto andò in scena in prima assoluta al Teatro La Fenice l’11 marzo 1851.
Preceduta da una cattiva fama, l’opera giunse sulla scena dopo una serie di vicissitudini legate all’interdizione della censura veneta (ma di fatto austriaca). Il censore imperiale Luigi Martello, indirizzò alla dirigenza della Fenice un vero e proprio editto per proibire il debutto di un dramma pericoloso allora intitolato La maledizione, poiché lo riteneva soggetto «di ributtante immoralità ed oscura trivialità». Altre obiezioni venero poi mosse alla scelta di fare interpretare al più negativo dei protagonisti la parte di un monarca: ciò indusse gli autori a degradare il Francesco I di Francia di Hugo a duca di Mantova attuando così un richiamo probabilmente intenzionale alla figura dello spregiudicato Vincenzino Gonzaga.
Verdi era entusiasta della pièce di Hugo, al punto di giungere a sfidare la censura e di evitare contatti diretti con Hugo, nel timore che gli potesse negare l’autorizzazione all’utilizzo del proprio modello drammatico. Tra vicissitudini d’ogni tipo l’opera giunse infine al termine, incontrando il favore del pubblico, ma non quello della critica, come minimo disorientata dall’eccentricità del dramma e dal suo trattamento.
Rigoletto segna una svolta epocale nell’evoluzione artistica di Verdi: con esso si conclude la parte più pesante dei cosiddetti «anni di galera», che dal 1839 al 1850 lo avevano visto sfornare, tra originali e rifacimenti, ben sedici opere; lo stesso personaggio di Rigoletto, buffone ma triste, rancoroso e provocatore ma dolorosamente afflitto, dipinto da Verdi in tutto lo spessore tragico della sua condizione umana, rappresenta una vistosa eccezione in un panorama operistico che distingueva con molto maggior rigore fra misera abiezione da un lato e immacolata virtù dall’altro.
Dalla sentita necessità di potenziare la caratterizzazione del personaggio principale, indagandone gli opposti lati di una personalità contrastata e, proprio in questo, così umana, muove il rinnovamento operato dalla drammaturgia verdiana intorno a convenzioni radicate: «Cortigiani, vil razza dannata» è l’esempio memorabile che sancisce nel modo più autorevole la nascita di una nuova voce per il melodramma italiano, quella ‘spinta’ del baritono che verrà chiamato per antonomasia ‘verdiano’, sovente chiamato ad esibire doti attoriali su un potente declamato, per il quale non regge più la tradizionale definizione di ‘basso cantante’.
Seguirà poi in novembre la Carmen di Georges Bizet, in programma venerdì 26 novembre alle 20.30 e domenica 28 novembre alle 15.30 sempre al PalaBassano, nuova produzione del progetto regionale LI.VE. La stagione lirica si conclude con uno speciale appuntamento dedicato al pubblico degli spettatori più piccoli e delle famiglie: Pinocchio di Pierangelo Valtinoni, su libretto di Paolo Madron tratto dal celeberrimo romanzo di Collodi, che andrà in scena sempre al Palabassano: per le scuole sabato 4 dicembre alle ore 10.30 e in replica domenica 5 dicembre alle ore 15.30.
Venerdì 15 ottobre 2010, ore 20.30 e domenica 17 ottobre 2010, ore 15.30
PalaBassano - Bassano del Grappa (VI)
Rigoletto
melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi
su libretto di Francesco Maria Piave
tratto dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo
regia di Daniele Abbado
scene e dei costumi di Alison Chitty
coreografia di Simona Bucci
luci di Vittorio Alfieri
con l'Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice
direttore: Stefano Rabaglia
maestro del Coro Claudio Marino Moretti
con Dario Schmunck: duca di Mantova
Dimitri Platanias: Rigoletto
Gladys Rossi: Gilda
Enrico Iori: Sparafucile
Anna Malavasi: Maddalena
Rebeka Lokar: Giovanna
Alberto Rota Monterone: Armando
Gabba Marullo: Iorio
Zennaro Matteo: Borsa
Luca Dall’Amico: il conte di Ceprano
Elena Traversi: la contessa di Ceprano
Una coproduzione di Operaestate con il Teatro La Fenice di Venezia
Info: tel. 0424 524214 anche 0424 217819