Diaz Dalla Libia a Vittorio Veneto ai Musei Provinciali di Gorizia

Vernissage

[img_assist|nid=15448|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]GORIZIA - È possibile che una mostra fotografica, una semplice per quanto suggestiva successione di immagini, scelte e raccolte da altri, restituisca il tratto autentico di una personalità? È in grado di portare lo spettatore, anche solo per un attimo oltre gli stereotipi in cui né è racchiuso il ricordo?

Sono domande legittime che diventano cruciali quando la personalità in questione è quella di uno dei protagonisti della Prima Guerra Mondiale e dell’immediato primo dopoguerra, il generale Armando Diaz, al giudizio del quale sembrano inevitabilmente legati una serie di stereotipi “favorevoli” e “contrari”, “buoni” e “cattivi”, come rivela la serie delle biografie che gli furono dedicate. Il prezioso Fondo Diaz dei Musei Provinciali di Gorizia si aprirà al pubblico in occasione della mostra “Diaz dalla Libia a Vittorio Veneto. Immagini dall’archivio Diaz dei Musei Provinciali di Gorizia”, che si inaugura domani, mercoledì 29 ottobre, alle 18 nella sede di Borgo Castello dei Musei Provinciali, presenti il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta, la vicepresidente e assessore provinciale a Cultura e Turismo Roberta Demartin, il col. Matteo Paesano, Presidente della Commissione Italiana di Storia Militare e Capo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa, lo storico Fulvio Salimbeni, la Sovrintendente dei Musei Provinciali di Gorizia Raffaella Sgubin e la Conservatrice Alessandra Martina.

La mostra dedicata al Fondo Diaz, curata da Paolo Pozzato e da Alessandra Martina che firma anche il catalogo, permette di offrire una chiave di lettura, tra le tante sulla figura del generale, inserita nel contesto di quell’immane conflitto globale che fu la Prima Guerra Mondiale. Diaz fu realmente il generale “umano e comprensivo” che sostituì con una serie variegata e psicologicamente attenta di[img_assist|nid=15449|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=410] provvidenze alle truppe, la brutalità e la rozzezza della gestione Cadorna? Fu il capo di Stato Maggiore che seppe finalmente muoversi “primus inter pares” tra i colleghi, valorizzando la personalità dei collaboratori, senza adombrarsi della fama che guadagnavano, ed evitando il ricorso alla soluzione sbrigativa dei provvedimenti di esonero, i famigerati “siluramenti”? Oppure fu semplicemente l’uomo giusto al momento giusto? Il temporeggiatore che non seppe risolversi ad un’azione offensiva se non per le pressioni dell’autorità politica? Ciascuno di questi punti di vista, ed altri che si potrebbero elencare o individuare, hanno avuto sostenitori più o meno illustri. Ciascuno di essi troverebbe probabilmente prove documentarie sufficienti tanto a sostenerlo, quanto a smentirlo. Diaz rimane un personaggio per il quale non è facile entusiasmarsi, ma che è al contempo altrettanto difficile odiare. Ed è forse proprio questo il tratto dominante che emerge dalle immagini presenti in questa mostra.

La figura del generale Diaz è stata analizzata attraverso tre momenti salienti della sua carriera: ufficiale di Stato Maggiore, comandante di truppe e, infine, massimo responsabile dell’Esercito italiano. Attraverso una sequenza di immagini, anche cronologica, troviamo le esperienze [img_assist|nid=15450|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=398]precedenti la grande guerra, in particolare la sua presenza alle grandi manovre del 1909 e la presenza in Libia nel 1912 al comando del 93° Reggimento “Messina”. Si passa poi alla Prima Guerra Mondiale che lo vede dapprima Capo Reparto Operazioni del Comando Supremo, poi comandante della 49a Divisione e del XXIII Corpo d’Armata che operavano sul Fronte dell’Isonzo, in particolare sul Carso.

La terza sezione, infine, indaga il ruolo di Diaz come Comandante Supremo mettendo in luce la peculiarità della sua azione nella riorganizzazione e nell’ammodernamento dell’esercito, ma anche la specificità del suo comando basata su una efficiente ripartizione dei compiti tra gli ufficiali superiori, sulla necessità di una loro preparazione che li mettesse in grado di comprendere le necessità dei sottoposti, sulla gestione dei rapporti con gli alleati mediando anche esigenze, e ingerenze della politica nella gestione delle operazioni belliche, su un attento uso della propaganda.

Dal 30 ottobre 2008 all’8 febbraio 2009


Musei Provinciali di Gorizia, Borgo Castello, 13 - GORIZIA

Diaz Dalla Libia a Vittorio Veneto

Immagini dall’Archivio Diaz dei Musei Provinciali di Gorizia

 

A cura di Paolo Pozzato e Alessandra Martina

Vernissage: mercoledì 29 ottobre, alle ore 18:00

Enrico Gherghetta, presidente della Provincia di Gorizia

Roberta Demartin, Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Gorizia

Col. Matteo Paesano, Presidente della Commissione Italiana di Storia Militare e Capo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa

Fulvio Salimbeni, Docente di Storia Contemporanea dell'Università di Udine, sede di Gorizia

Raffaella Sgubin, Sovrintendente dei Musei Provinciali di Gorizia

Alessandra Martina, Conservatore dei Musei Provinciali di Gorizia

Orario: 9–19, lunedì chiuso

Con il contributo di

Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia

Biglietti: Intero 3,50 ridotto 2,50

Info: tel. 0481.533926

musei@provincia.gorizia.it

www.provincia.gorizia.it