Una sezione è infatti dedicata a “ieri”, quando cioè, nel secolo scorso, la donna è diventata protagonista dei grandi cambiamenti sociali ed economici.
Ma c’è anche “l’oggi”, testimoniato dal lavoro quotidiano, sempre più in ruoli dirigenziali e di responsabilità.
Da notare che non vi sono volti noti tra quelli ritratti dai due fotografi. Tranne uno. Un’eccezione particolarissima, quella del Premio Nobel Rita Levi-Montalcini, che nell’anno del suo centesimo genetliaco, che è anche il centesimo anniversario dell’8 Marzo, testimonia l’impegno e il coraggio quotidiano delle donne.
A lei è dedicata una sezione apposita di questo catalogo. Un’altra è consacrata all’Africa, a cui lo stesso Premio Nobel, così come l’Associazione Amici di Cortina, dedicano da sempre le proprie energie. Infine, un capitolo per Poste Italiane: una delle più antiche aziende italiane e insieme una realtà da sempre “colorata di rosa”, visto che per l’80% la sua forza lavoro è declinata proprio al femminile.
Un catalogo, questo, il cui ricavato andrà interamente al progetto Hub for Africa, nato per mettere fruttuosamente in rete l’expertise di quattro importanti realtà no profit che si occupano del continente nero: la Fondazione Rita Levi Montalcini, la Fondazione Pro Africa fondata dal cardinal Ersilio Tonini, la Fondazione Umberto Veronesi e l’organizzazione non governativa Medici con l’Africa CUAMM. Ancora una volta, la bellezza si rende utile.
Tutte le opere in mostra sono a tecnica mista (“collage”, pittura, ricamo, china, stampa), quasi ad affermare che non c’è un punto stabilito, un’immagine nota, accertata, ma solo una zona di confine. Lì tutto si dona alla nostra intimità, ma rimane anche “altro”. E’ visibile e invisibile, prossimo e distante, banale e meraviglioso.
