PORDENONE - Grande spettacolo carico di emozioni e note al Palasport di Pordenone, dove si è tenuta una delle 28 tappe del Vicky Love Tour di Biagio Antonacci, uno di più apprezzati cantautori del panorama musicale di casa nostra.
Ad accompagnarlo una band composta da cinque elementi: Marcella Menozzi e Saverio Lanza alle chitarre, Mattia Bigi al basso, Lorenzo Tommasini alle tastiere e alla batteria Fabrizio Morganti, divenuto papà poche ore prima del concerto. Semplice l’impatto scenico, risultato di un sapiente gioco di luci e di un mega-schermo in cui compaiono immagini e versi di alcune canzoni che fanno confluire l’attenzione del pubblico sul cantante e la sua band.
Hanno stupito e sorpreso le particolari coreografie di una ballerina che ha dato fisicità alle parole di due canzoni.
Poesia ed emozioni le parole chiave che possono descrivere ciò che ha caratterizzato il concerto di Antonacci, come sempre proposto ottimamamente dalla Azalea Promotion, salito sul palco con un’elegante giacca nera che ha provocato gli apprezzamenti e le urla di un pubblico prevalentemente femminile. Canzoni nuove come Sognami e Lascia stare ma anche vecchi successi quali Se io se lei, Non è mai stato subito, Liberatemi e Convivendo, hanno saputo trascinare il pubblico in una dimensione speciale, fatta di sogni e realtà. Grandi l’attenzione ed il rispetto del cantante per il proprio uditorio.
Lo spettacolo siete voi ha precisato durante il concerto, dimostrando di essere un uomo riconoscente e sensibile. Questa sensibilità è emersa anche nel momento in cui Antonacci, essendosi accorto del malore di alcune spettatrici e del mancato soccorso da parte del personale addetto, ha interrotto tempestivamente una canzone, sollecitandone l’intervento.
Il cantante non ha risparmiato una battuta tanto polemica quanto opportuna, sottolineando che il personale se ne stava ad ascoltare il concerto anziché svolgere il proprio dovere. Allo stesso modo, nel presentare la canzone Il mucchio, non ha rinunciato ad esprimere un commento sulla classe politica italiana che non ci rappresenta.
Le due ore di note ed emozioni sono sembrate un breve istante al pubblico entusiasta, la cui unica delusione può essere stata quella di non veder ricomparire il cantante sul palco al termine del concerto, nonostante i cori che lo esortavano a concedere un ultimo brano. Del resto lo dice anche una sua canzone: Così presto no, così presto no...
Le due ore di note ed emozioni sono sembrate un breve istante al pubblico entusiasta, la cui unica delusione può essere stata quella di non veder ricomparire il cantante sul palco al termine del concerto, nonostante i cori che lo esortavano a concedere un ultimo brano. Del resto lo dice anche una sua canzone: Così presto no, così presto no...
