Stagione Teatrale 2012-2013
Antigone ovvero Una strategia del rito
da Sofocle
progetto ed elaborazione drammaturgica di Elena Bucci e Marco Sgrosso
regia di Elena Bucci
con la collaborazione di Marco Sgrosso
Elena Bucci, Marco Sgrosso, Daniela Alfonso, Maurizio Cardillo, Nicoletta Fabbri
Filippo Pagotto, Gabriele Paolocà
disegno luci di Maurizio Viani
suono e sensori di Raffaele Bassetti
direzione tecnica Giovanni Macis
luci di Davide Cavandoli
costumi di Nomadea e Marta Benini
Una produzione: CTB Teatro Stabile di Brescia in collaborazione con Le Belle Bandiere
Nel corso della nostra indagine sui ‘classici’ abbiamo affrontato Shakespeare e Ibsen, Brecht e Goldoni, ma non ci eravamo ancora avvicinati alla tragedia greca.
La scelta è scattata ora, sia per la necessità di ritrovare le fonti di un pensiero etico e politico che pare sbiadirsi di giorno in giorno, sia per il desiderio di tornare a riflettere sul mito come strategia di comunicazione che unisce e crea una comunità.
Una questione primaria che ci siamo posti nell’affrontare il lavoro è stata la relazione tra movimento e danza, suono cantato e parlato, maschera e volto.
Gli attori scivolano da un piano all’altro, da uno stile all’altro, in un’idea di drammaturgia non soltanto ‘testuale’ ma anche musicale e coreografica, per riscoprire nella storia di Antigone tutta la freschezza e la potenza di un pensiero caro e desueto: nessuno può togliere la libertà di rinunciare a tutto, anche alla vita, per difendere un credo, un atto nobile, un’utopia.
E ritroviamo in Antigone quella stessa motivazione ‘necessaria’ che ha probabilmente spinto autori come Anouilh e Brecht a riscrivere il mito adattandolo alla propria epoca: l’eterno conflitto tra legge ed etica, tra pietà e necessità, tra potere e libertà, tra amore e ragione, tra lucidità e cecità, tra buon senso e utopia, tra convenienza e coerenza.
In epoche tiepide e cariche di paura, ci appare salutare riflettere su un tema come questo.