Guerra

Stagione Teatrale 2011-2012

Guerra
autore Lars Norèn
traduzione di Annuska Palme Sanavio
scene Pino Pipoli
disegno luci Pasquale Mari
costumi Stefania Cempini
regista assistente Alberto Bellandi
scenografo assistente Marta Marrone
organizzazione Caterina Wierdis
regia Marinella Anaclerio

con Manrico Gammarota e Antonella Attili
e con Pietro Faiella, Cristina Spina, Ornella Lorenzano,

Una produzione Compagnia del Sole con il sostegno produttivo diPanart e Mittelfest 2011
con il sostegno del Comune di Bari

“Perchè alle guerre seguono altre guerre ed alla fine si dimenticano”
da “Piccola guerra perfetta” di Elvira Dones

Ritengo che Libertà Democrazia e Pace siano dei beni il cui possesso non è mai definitivo. Ritengo che l’attitudine dell’essere umano a dimenticare ciò che non lo riguarda direttamente sia la sua grande fortuna e la sua grande disgrazia. Norèn in "Guerra" ci parla della pace che segue la guerra.
Tutto è per aria Tutto è già successo, nel senso che la guerra è finita. Almeno quella con le armi.
Adesso si attende Godot. La storia inizia in modo molto piano: una giornata qualsiasi di una famiglia sopravvissuta ad una guerra civile (Bosnia? Kossovo? Cecenia?) che cerca di capire da dove e come ricominciare. Madre e due ragazzine, padre soldato che non dà notizie da due anni, azioni quotidiane. All’improvviso il padre oramai inatteso appare al cancello: ha perso la vista... Braccia al collo? Pianti di gioia ? Niente di tutto questo... Lui chiede di suo fratello, lo dichiarano disperso, ma dopo poco appare e la donna gli fa cenno muto e disperato di andare ma quello rimane. Silenzioso ed ostinato vaga intorno, ed il perchè si capirà poco a poco procedendo senz'appello in un viaggio ai confini del'umano.

Inesorabilmente Norèn scende ad analizzare e mostrare , con la precisione di un entomologo, tutte le ferite aperte che queste persone portano come medaglie indelebili, facendole assurgere ad altezze Tragiche, dove la cecità del reduce è forse il male minore. Danni collaterali, è la definizione laconica con cui troppo spesso si licenzia tutto ciò che resta e spesso non ha voce. Difficilmente interessa a qualcuno la pace che segue. Il carrozzone dei media è andato altrove. C'è Elettra c'è Edipo, ci sono Egisto e Clitennestra, ma siamo alla tibia brandita dal gorilla di 2001 Odissea nello spazio. Eppure qualcosa di vitale è rimasto. Vitale ed ostinata una luce brilla attraverso gli occhi e le parole della più piccola delle sorelle, che si erge sempre più definita nella sua determinazione al futuro, regalandoci un finale criptico eppure commovente e catartico: forse è possibile andare oltre. Forse è possibile riprendere a vivere. Anche dal punto più basso, dalla caduta più rovinosa ci si può alzare. E dimenticare la vendetta...

Questa famiglia (ancora una famiglia!) sembra un'aiuola sopravvissuta malconcia. "Eppure il vento soffia ancora" cantava Bertoli ottimista agli inizi degli anni '80. Ho vissuto da molto vicino la guerra Somala e l'immagine dei profughi che ho conosciuto (tra questi il fratello di mio cognato) sono rimaste vive nella mia memoria e mi confermano la precisione della scrittura di Norèn che riesce con una sintesi mirabile a restituire in poesia terribile l'orrore di cui tutti siamo portatori sani. Mai retorico, sempre essenziale, non permette ai suoi personaggi di rivelarsi se non costretti, e concede loro solo scarni commenti su ciò che hanno subito. Tutto è nell'azione e nella relazione.
La scena sarà un cortile in cui si ergono fantasmi di muri e di letti, come in un rifugio, tutto è coperto da calcinacci, I mobili ammassati contro l’unica parete rimasta in vita, e la natura prepotente sta riprendendo possesso del luogo. Su tutto un cielo lattiginoso come un presagio d'estate. Non fa caldo, ma in alcuni momenti se ne ha l'idea. Sarebbe adeguato avere delle mosche ogni tanto...ma è difficile ammaestrarle... Di notte invece fà freddo, si stringono e si respingono l'un l'altro , scena dopo scena. Dopo un po' si perde la nozione del tempo ed esiste solo Buio o Luce.

Marinella Anaclerio
 

Info
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Quando: 
Dal 17 al 19 gennaio 2012, ore 20:45
17/01/2012- 20.45 18/01/2012- 20.45 19/01/2012- 20.45
Location: 
Teatro Verdi, via dei Livello 32 - PADOVA
Contatto: 
Biglietteria:
Tel.: 
04987770213