Error message

Il file non può essere creato.

Il dolce e l’amaro: la mafia secondo Andrea Porporati

ConSequenze

[img_assist|nid=9427|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]In concorso alla 64ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia è uscito nelle sale italiane Il dolce e l’amaro, del regista Andrea Porporati, famoso per essere stato il co-sceneggiatore della serie televisiva La Piovra e del film Vite in sospeso.

Protagonista della pellicola di Porporati, qui alla seconda prova registica, Luigi Lo Cascio, ancora calato nella difficile realtà della Sicilia mafiosa dei primi anni Ottanta, dopo l’indimenticabile interpretazione di Peppino Impastato ne I cento passi di Marco Tullio Giordana. Ne Il dolce e l’amaro Lo Cascio è Saro Scordia, un ragazzo cresciuto tra i vicoli di[img_assist|nid=9428|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=424] Palermo con l'idea che Cosa Nostra sia la meta cui aspirare per diventare importanti. Orfano di padre mafioso, Saro è cresciuto all’ombra di Gaetano Butera, il boss che ha sempre preferito lui a suo figlio e che lo aiuterà a diventare uno dei più importanti uomini d’onore di Sicilia. Nella sua vita non ci sono però solo furti, rapine, omicidi ed estorsioni, ma anche l’amore: l’amore per Ada (interpretata da Donatella Finocchiaro), che Saro ama fin da bambino, una donna che condivide con lui una passione segreta ma che non accetterà mai di sposare un delinquente ed alla fine se ne andrà per la sua strada.
La carriera criminale di Saro sembra andare a gonfie vele, finché un giorno gli si presenteranno prove di fiducia così dure da farlo riflettere fino al punto di sgretolare improvvisamente e di colpo i mitizzati capi che appaiono ai suoi occhi come uomini[img_assist|nid=9429|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=445] privi di ogni scrupolo, pronti a tradire il migliore amico pur di godere del dolce senza doversi preoccupare dell’amaro. La consapevolezza di aver buttato una vita intera si trasforma in convinzione e la voglia di fuggire da quel mondo spinge Saro a scappare da Ada, l’unica persona al mondo di cui si può fidare. Lei lo accoglie a braccia aperte
ed inizia con lui una nuova vita. Ma il passato, presto o tardi, tornerà a riscuotere il suo debito e a quel punto lui dovrà scegliere una volta per tutte da che parte stare. Ad aiutarlo sarà Stefano (Fabrizio Gifuni) suo vecchio amico d’infanzia, che al contrario di lui ha scelto gli studi e una rischiosa carriera di magistrato.
Non particolarmente apprezzato dal pubblico del Lido il film di Porporati per quanto possa essere lento e non così originale ha comunque l’apprezzabile merito di essere ben diretto ed al di là dei luoghi comuni della tematica affrontata offre un cast di attori davvero stellare con un Lo Cascio strepitoso, in odore di Coppa Volpi per la sua interpretazione, qui quanto mai appropriato e fiero del suo essere palermitano, particolare non da poco che gli consente di comprendere profondamente la mentalità degli uomini d’onore in un film non sulla mafia ma della mafia, il che, in fondo è già motivo di distinzione. Da vedere.