Il Romeo e Giulietta di Ferdinando Bruni al Politeama Rossetti

Foyer
[img_assist|nid=26875|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TRIESTE - Ritorna al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia il primo dei classici shakespeariani, Romeo e Giulietta: da mercoledì 24 a domenica 28 febbraio, il politeama Rossetti ospiterà per il cartellone Prosa un’edizione molto applaudita di questo capolavoro, firmata da Ferdinando Bruni per Teatridithalia in collaborazione con Estate Teatrale Veronese e AMAT.   Da un lato un inno alla giovinezza, alla passione, alla gioia d’abbandonarsi alla vita, dall’altra un memento mori: Romeo e Giulietta, il più amato e universalmente conosciuto testo shakespeariano, è costruito interamente su contrasti, conflitti, contraddizioni che ne connotano il plot ma anche la struttura drammaturgica a ogni livello. La celeberrima battuta di Romeo, che s’introduce protetto dal buio nel giardino dei Capuleti, per parlare alla sua Giulietta, e la intravede alla finestra, è già un esempio limpido di ciò: il giovane la pronuncia nella notte, ma parla di luce; la sua amata è bella come il sole e perciò fa invidia alla luna… Potremmo continuare di momento in momento a cercare queste opposizioni nella tragedia: i personaggi si dividono fra anziani e giovani, il linguaggio è talvolta di assoluto lirismo e talaltra ruvidamente popolare, e poi il giorno e la notte, le risse e le feste, le lacrime e gli scherzi... Ferdinando Bruni – che dello spettacolo firma la regia, la traduzione ed i costumi – considera centrale quest’aspetto e lo sottolinea: il palcoscenico risuona dei clangori delle scaramucce fra Capuleti e Montecchi, delle risate per i brutali scherzi fra bande, delle musiche dei balli mascherati, ma vi è anche uno spazio di poesia e silenzio quasi irreale, abitato soltanto dalle parole d’amore di Romeo e Giulietta, dalle loro emozioni sussurrate e dai delicati cinguettii di allodole e usignoli. È questo loro amore purissimo, assoluto che si contrappone a un odio altrettanto cieco e totale, a essere il nucleo universale della storia. Ed è questo sentimento ciò che a Bruni interessa di più, ciò che vuol fissare al centro dello spettacolo e nel cuore del pubblico. Ci riesce senza diventare mai retorico o stucchevole, concentrandosi sugli attori, ponendoli al centro di una scenografia plasmabile ed essenziale, che perfettamente risponde a quelli che erano i canoni di una messinscena elisabettiana. L’orchestrazione della compagnia è armoniosa, capace di sbalzare il profilo di [img_assist|nid=26876|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427]personaggi toccanti, misteriosi, immortali: e ci riferiamo a Giulietta (Federica Castellini), che ci appare in tutta la sua umanità di giovane donna che per la rima volta ama con tutta sé stessa, naturalmente al suo Romeo (Nicola Russo), mutevole e sopra le righe come ogni ragazzo che cerca la propria misura nel mondo. E poi l’indecifrabile Mercuzio (Edoardo Ribatto), uno dei ruoli più suggestivi della storia del teatro, e i fondamentali personaggi della Balia e di Frate Lorenzo, affidati a due figure storiche del Teatro dell’Elfo come Ida Marinelli e Luca Toracca… Ma ugualmente accurato è stato Bruni nel preservare la coralità della tragedia, e in ciò molta parte hanno avuto l’impetuosità e l’affiatamento di una cast quasi completamente di venti-trentenni, e la lettura registica profondamente sentita. Mentre ripercorro ancora una volta il testo di Shakespeare – scrive infatti nelle sue note – mi accorgo che uno dei motivi per cui la sua opera riesce a parlarci ogni volta come fosse la prima è una sua quasi magica capacità di muoversi insieme a noi attraverso le epoche della nostra vita. Così forse, proprio perché ormai sono definitivamente lontano dalla giovinezza, (anche da quella grottesca giovinezza prolungata tipica dei nostri tempi), mi accorgo di provare una pena e una tenerezza mai provate fino ad ora per Giulietta, per Romeo, per Paride, per Tebaldo, per Mercuzio, come se in qualche modo la loro vicenda ci raccontasse la vicenda di tutte le giovani vittime innocenti e inconsapevoli di un potere ‘adulto’ e cinico, stolido e crudele. E penso che forse davvero Non ci fu mai storia più triste di quella di Giulietta e del suo Romeo. Stagione Teatrale 2009-2010 Dal 24 al 28 febbraio 2010from 24 to 28 february 2010 Mercoledì 24, venerdì 26 e sabato 27 febbraio, ore 20:30: giovedì 25 febbraio, ore 16.00 e ore 20:30. Domenica 28 febbraio, ore 16.00 Politeama Rossetti, Viale XX Settembre, 45 - TRIESTE Romeo e Giulietta di William Shakespeare traduzione di Ferdinando Bruni regia di Ferdinando Bruni con  Nicola Russo (Romeo), Federica Castellini (Giulietta), Ida Marinelli (Balia), Luca Toracca (Frate Lorenzo), Edoardo Ribatto (Mercuzio), Alberto Mancioppi (Capuleti), Alessandra Antinori (Donna Capuleti), Fabiano Fantini (Principe/cugino/speziale), Alessandro Rugnone (Benvolio), Andrea Fugaro (Tebaldo/Padre Giovanni), Nicola Stravalaci (Montecchi/Pietro), Tommaso Amadio (Paride), Jacopo Fracasso (Baldassarre). Scene: Andrea Taddei Costumi: Ferdinando Bruni Una produzione:Production: Teatridithalia in collaborazione con Estate Teatrale Veronese e AMAT Biglietti: interi da 16.00 € a 29 €; ridotti da 13:00 € a 24 € Venerdì 26 febbraio alle ore 17.30 al CaféRossetti si terrà un incontro con gli attori di Romeo e Giulietta condotto da Peter Brown, il direttore della British School di Trieste che ha ormai al proprio attivo una lunga collaborazione con lo Stabile regionale. Con una profondissima competenza e un particolare sense of humor Peter Brown regala riflessioni e approfondimenti mai scontati al pubblico e rende ogni sua conferenza un appuntamento interessante, da non lasciarsi sfuggire. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. Info: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia tel. 0403593511 info@ilrossetti.it www.ilrossetti.it   Foto di ©Luca Piva. Vietata ofni riproduzione non autorizzata