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Il trio Corsini – Pivetta – Turchet interpreta in Jazz il cinema degli anni Trenta

PORDENONE - Il jazz interpreta il cinema degli anni ’30 grazie a Visioni sonore, la kermesse organizzata a Pordenone da Cinemazero nell’ambito del cartellone Estate in città.
Venerdì 11 luglio, alle ore 21.30, nella suggestiva cornice del Chiostro San Francesco, la kermesse ospita la performance del trio Paolo Corsini (pianoforte) Alessandro Turchet (contrabbasso), Andrea Pivetta (batteria), impegnati nella sonorizzazione dal vivo, in versione jazz, del film Acciaio, opera con cui nel 1933 il regista Walter Ruttmann fu chiamato dal regime fascista a celebrare la laboriosità italiana. I tre musicisti propongono dunque la loro versione in musica di un film che vive nella tensione tra racconto drammatico (la storia di due amici innamorati della stessa donna), documento sociale e visione astratta. L’ambientazione ci restituisce un’Italia oggi lontana: comunitaria e operaia, innamorata del ciclismo e del ballo. Pur essendo un film di finzione, Acciaio contiene una componente documentaria fortissima su un ambiente, paesaggistico, industriale e sociale che non mancherà di regalare suggestioni date dalla vicenda narrativa e dalle immagini girate nelle acciaierie di Terni, e di suscitare riflessioni su argomenti ancora attuali, come il tema della sicurezza sul lavoro. Modi miti e gentili, il vezzo di un pizzetto alla D'Artagnan o di una treccia di barba, una passione sconfinata per la musica. [...] L'impasto timbrico tra i due strumenti è scuro e contrastato [...]. Turchet ha un'approccio duro, quasi rabbioso, mentre Corsini lascia maggiori spazi. Si cercano e giocano tra loro come in una jam session [...]. Sono la nuova generazione che si affaccia alla ribalta di una scena piccola ma vivace che ha saputo toccare vertici di eccellenza. Da tempo chi segue il jazz, sia esso mainstream o di ricerca, li avrà notati accompagnare con discrezione e dedizione i musicisti più esperti; adesso è tempo di raccogliere gli insegnamenti e buttarsi nella mischia. (Flavio Massarutto).