TRIESTE - Trieste sarà l’altra faccia della medaglia di quello che si è visto a Genova nella non-partita tra Italia e Serbia. A Genova un manipolo di violenti, ultras iper nazionalisti, ha messo in scacco una città, ha impedito alla propria squadra di giocare una partita di calcio per la qualificazione agli europei del 2012, ha tradito tutti i valori dello sport.
A Trieste, invece, verranno raccontati e mostrati i migliori progetti europei per far conoscere ai giovani le lingue e le culture attraverso la passione per lo sport e i suoi valori. A Trieste, da domani venerdì 15 a domenica 17 ottobre, si terrà il secondo convegno europeo “Languages meet Sport. Per il dialogo interculturale e l’inclusione sociale” (www.languagesmeetsport.eu).
Domani i lavori saranno aperti all'Auditorium dell'Allianz (Largo Irneri 1- Trieste) alle ore 9.00 da Elio DE ANNA, Assessore allo sport della Regione FVG, Paris LIPPI, Vicesindaco del Comune di Trieste, FABIO SAMANI, Direttore Azienda Sanitaria Trieste e MADDALENA VENZO, Ufficio Scolastico Friuli Venezia Giulia
“Si tratta di un progetto avviato lo scorso anno e sostenuto dalla Comunità europea - spiega Ariella Cuk, ideatrice e responsabile dell’iniziativa - che ha voluto far emergere i migliori progetti educativi che utilizzano lo sport per favorire il dialogo interculturale e diffondere tra i giovani i valori del rispetto reciproco e delle regole condivise. Quest’anno ci sarà anche una concreta iniziativa di solidarietà, particolarmente significativa in questo momento, che parte da Trieste, città di confine, aperta a tante culture e religioni e di grande tradizione sportiva, a favore di Sarajevo, che ha vissuto le ferite della guerra. Con programma “Challenge for Inclusion” faremo giocare a Trieste, nella magnifica Piazza Unità d’Italia, in brevi partite amichevoli, i ragazzi di Inter Campus Sarajevo, che unisce sotto la stessa maglia ragazzi serbi, croati e mussulmani, con i giovani dell’Arsenal Double Club di Londra, e tanti altri giovani delle scuole e delle squadre della città, compresa una rappresentativa della comunità serba che vive a Trieste. In sostanza – conclude Ariella Cuk - dimostreremo concretamente a questi giovani, attraverso lo sport e al calcio, che è possibile conoscersi, dialogare e sentirsi cittadini europei”.
Tra le “buone pratiche” di comunicazione interculturale e di inclusione, che saranno presentate venerdì a Languages meet sport, ci sarà la Nazionale Italiana di Cricket, composta da ragazzi pakistani, bengalesi, indiani, che grazie allo sport sono riusciti a superare antiche divisioni etniche e religiose, si sentono italiani e sono orgogliosi di aver vinto per l’Italia il titolo europeo di questa disciplina. E poi ancora Inter Campus, il programma sociale del F. C. Internazionale Milano, che racconterà il progetto di inclusione attraverso il calcio a favore dei bambini di Sarajevo; L’Arsenal, una delle più gloriose squadre inglesi, presenterà il suo programma educativo realizzato con il nuovo “DOUBLE CLUB Music Video and Language Song” girato durante l’evento allo Stadio Emirates. Il contributo dei media a queste tematiche sarà raccontato da MTV, la televisione vicina alle tematiche giovanili, che racconta in “presa diretta” storie ordinarie di inclusione di giovani attraverso lo sport. Radio Rai 1 mostrerà come il servizio pubblico, durante i Mondiali di Calcio 2010, ha saputo raccontare nel programma “GEO Mundial” le culture, le diversità e le rassomiglianze dei Paesi che si confrontavano sui campi di calcio del Sud Africa.
L'evento, organizzato dalla Ligue Européenne de Natation (LEN) e da Leader ComunicareInterculture, gode del sostegno della Fondazione CRTrieste, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.
Info: Studio Sandrinelli Srl
tel. 040-362636
