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L'Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti nell'Omaggio a Dino Buzzati al Castello di Serravalle

Vittorio Veneto (TV) - Venerdì 3 luglio 2009, alle ore 21.30, l'Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti sotto la direzione di Claudio Scimone sarà protagonista dell'Omaggio a Dino Buzzati, musicista della parola nel Castello di Serravalle. In programma pagine di Chailly, Vivaldi, Albinoni, Puccini e Rossini. L’esecuzione sarà inframezzata dal reading di brani dell'autore del Deserto dei Tartari da parte di Antonella Morassutti. Per la capacità di esprimere l’insensatezza della vita, Dino Buzzati è stato accostato al grande scrittore praghese Franz Kafka. Effettivamente nel suo massimo capolavoro Il deserto dei Tartari, lo scrittore di San Pellegrino mostra un destino assurdo e beffardo attraverso l’inutile attesa del tenente Giovanni Drogo dell’invasione da parte dei Tartari, evento che darebbe un senso al suo lavoro di militare e, in fondo, alla sua vita. L’attacco degli asiatici si verificherà ma quando oramai Drogo è malato e incapace di partecipare agli scontri. La parabola esistenziale del protagonista è dunque tutta consumata nella gratuita e sterile attesa del grande evento: il senso della vita rimane, quindi, inconoscibile e misterioso. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 1928, Dino Buzzati comincia a lavorare al “Corriere della Sera” come inviato prima e come critico musicale poi. Presto, però, nella sua vita acquista grande importanza la letteratura: nel 1933 esce il suo primo romanzo Bàrnabo delle montagne. Le vicende del giovane guardaboschi Bàrnabo anticipano i temi dominanti dell’opera di Buzzati: la estenuante attesa del grande evento che possa riscattare una vita vuota e il senso di solitudine della montagna (o, nel caso del Deserto dei Tartari, del deserto). Due anni dopo il primo romanzo, lo scrittore e giornalista di San Pellegrino pubblica Il segreto del bosco vecchio che narra la storia di un fanciullo al quale l’avido zio vuole sottrarre la sua parte di proprietà del bosco vecchio. L’aiuto decisivo per il bambino viene dagli abitanti della foresta: animali, folletti e alberi viventi difendono le sue ragioni. Alla base dell’opera vi è il racconto della formazione del giovane protagonista e del suo passaggio dal mondo favoloso del bosco a quello, assai più duro, degli adulti. Il successo arriva nel 1940 con il Deserto dei Tartari, romanzo dalle atmosfere surreali che esprime l’inquietudine dell’uomo del Novecento di fronte alla imperscrutabilità del proprio destino. L’opera viene tradotta in varie lingue ottenendo un ottimo successo internazionale. Nel 1942 pubblica la raccolta di racconti I sette messaggeri cui fa seguito nel 1949 un’altra raccolta di racconti Paura alla Scala, in cui dominano atmosfere cariche di terrore e angoscia (di gusto gotico) che rinviano all’opera inquietante di Edgar Allan Poe. Buzzati è anche valido autore drammatico e nel 1953 scrive Un caso clinico, opera che viene rappresentata al Piccolo Teatro di Milano e in seguito a Berlino e Parigi. Nel 1954 esce il volume di racconti Il crollo della Baliverna mentre con Sessanta racconti (1958) ottiene il Premio Strega. Si infittisce, intanto, la sua produzione teatrale (Il mantello, atto unico del 1960, La colonna infame del 1962 e La fine del borghese del 1968). Nel romanzo Un amore (1963) descrive la torbida storia d’amore tra un cinquantenne (che perde completamente la testa) e una giovane prostituta che fa anche la ballerina. Nel 1966 esce l’importante racconto Il colombre in cui si narra la storia di un ragazzo che viene tenuto dal padre lontano dal colombre, un misterioso animale marino che lo tormenta. Dopo la morte del genitore, il giovane affronta finalmente il colombre e la strana creatura gli rivela di possedere la facoltà di esaudire tutti i suoi desideri. Alla fine il giovane viene trovato morto nel relitto di una barca. Nel 1971 esce il volume di racconti Le notti difficili. Buzzati si dedica anche alla pittura e da questa sua passione nascono le opere sperimentali tra narrativa e pittura Poema a fumetti (1969) e i Miracoli di Val Morel (1971). Festival di Serravalle - VII edzione Venerdì 3 luglio 2009, ore 21.30 Castello Serravalle - Vittorio Veneto (TV) Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti direzione Claudio Scimone Omaggio a Dino Buzzati, musicista della parola In programma pagine di Chailly, Vivaldi, Albinoni, Puccini e Rossini. L’esecuzione sarà inframezzata dal reading di brani dell'autore del Deserto dei Tartari da parte di Antonella Morassutti In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà al Teatro Multisala Verdi. Info: Associazione Amici del Castrum tel.043857179 castello@serravallefestival.it www.serravallefestival.it