L'Evolution Tour di Giovanni Allevi all'Arena Alpe Adria

Lignano Sabbiadoro (UD) - Allevi, nei panni di ragazzo della porta accanto tutto t-shirt, all star e rossori, accompagnato con estrosità dalla perfezione musicale dell'orchestra I Virtuosi Italiani: mai un attimo di noia, mai l'impressione di stanchezza; il rapporto che si crea tra lo spettatore in platea e gli attori sul palco (musicisti, musica) è all'insegna di un perfetto e travolgente equilibrio, uno scambio di sentimenti e sensazioni che variano e si approfondiscono ad ogni ascolto, nota dopo nota, pausa dopo pausa.

 

Sarà perchè la musica scritta e interpretata dal giovane marchigiano è evidentemente trascinante e sincera, sarà perchè si richiama palesemente al comune quotidiano, sarà perchè lui stesso è uno spettacolo sia quando introduce le suonate con la sua proverbiale timidezza, sia quando immerge le dita - delicatamente, ma passionalmente - nel piano.

Pubblico interessatissimo e civile, oltre che dai buoni numeri per una serata era divisa in due parti, piano solo e orchestra (insieme nell'ultimo atto); nella prima Allevi ha dato sfoggio della sua bravura interpretativa (e autoriale) al pianoforte, con composizioni originali che variavano costantemente e repentinamente di tono e di colore, ritmo e sostanza, come nell'interessantissima sperimentazione de L'orologio degli dei (dall'album Joy) nel quale momenti sospesi e riflessivi si misurano ad accelerazioni improvvise e inserti al limite del contrasto. Altri brani - in ordine sparso - eseguiti con accuratezza maniacale e gestualità unica: Back to life, A perfect day (piaciuta talmente tanto da essere richiesta a gran voce come bis), Jazzmatic (jazz prodotto a tavolino, perfetto e orecchiabilissimo quanto freddo esercizio stilistico), Come sei veramente (scelta da Spike Lee per la pubblicità della Bmw), Go with the flow, Foglie di Beslam, Room 108.

Nella seconda parte l'entrata in scena de I Virtuosi, formazione da una quarantina di elementi, ha visto Allevi nei panni di direttore d'orchestra sui generis (dinoccolato e macchiettistico) su alcuni brani tratti dal suo repertorio concertistico (Angelo Ribelle, Whispear); un momento intenso per complessità e risultato finale dell'operazione che raggiunge vette di eccellenza, fino al bellissima conclusione composta dalla melodica suite 300 Anelli.

Un artista d'eccellenza che saprà confermarsi sempre più a livello internazionale e che travalica le fossilizzazioni di genere (per questo nel 2006 ha vinto il Premio Carosone) .