Pubblico interessatissimo e civile, oltre che dai buoni numeri per una serata era divisa in due parti, piano solo e orchestra (insieme nell'ultimo atto); nella prima Allevi ha dato sfoggio della sua bravura interpretativa (e autoriale) al pianoforte, con composizioni originali che variavano costantemente e repentinamente di tono e di colore, ritmo e sostanza, come nell'interessantissima sperimentazione de L'orologio degli dei (dall'album Joy) nel quale momenti sospesi e riflessivi si misurano ad accelerazioni improvvise e inserti al limite del contrasto. Altri brani - in ordine sparso - eseguiti con accuratezza maniacale e gestualità unica: Back to life, A perfect day (piaciuta talmente tanto da essere richiesta a gran voce come bis), Jazzmatic (jazz prodotto a tavolino, perfetto e orecchiabilissimo quanto freddo esercizio stilistico), Come sei veramente (scelta da Spike Lee per la pubblicità della Bmw), Go with the flow, Foglie di Beslam, Room 108.
Nella seconda parte l'entrata in scena de I Virtuosi, formazione da una quarantina di elementi, ha visto Allevi nei panni di direttore d'orchestra sui generis (dinoccolato e macchiettistico) su alcuni brani tratti dal suo repertorio concertistico (Angelo Ribelle, Whispear); un momento intenso per complessità e risultato finale dell'operazione che raggiunge vette di eccellenza, fino al bellissima conclusione composta dalla melodica suite 300 Anelli.
Un artista d'eccellenza che saprà confermarsi sempre più a livello internazionale e che travalica le fossilizzazioni di genere (per questo nel 2006 ha vinto il Premio Carosone) .
