L'Iris di Pietro Mascagni al Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Opera

TRIESTE - Nell’allestimento realizzato dalla Fondazione triestina in coproduzione con il Teatro Goldoni di Livorno e il Petruzzelli di Bari, andrà in scena martedì 12 febbraio prossimo Iris, l’opera di Pietro Mascagni che il Teatro Lirico Giuseppe Verdi ha inserito nel cartellone lirico dopo un’assenza di più di trent’anni. L’opera è musicata sullo splendido libretto di Luigi Illica, e ambientata in un Giappone da favola e da sogno, così come era nella moda dell’epoca, affascinata dall’esotismo. Ma dall’Estremo Oriente Mascagni traeva “suggestioni di colori, suoni e parole”, a differenza di Puccini che poco più tardi di quello stesso Giappone coglieva invece suoni, spunti e temi autentici ed originali e studiati con cura. Iris narra la storia di una fanciulla che viene rapita da Kyoto, tenutario di un bordello, e da Osaka, uomo ricco, capriccioso e gaudente. Esposta nella casa di piacere, in un quartiere a luci rosse di Tokyo IRIS viene riconosciuta dal padre che, ignaro del suo rapimento, la svergogna e maledice. La fanciulla per il dolore si suicida gettandosi in una discarica. Nella morte viene baciata dal Sole che trasforma il suo corpo nel fiore omonimo. Questo l’intreccio cupo, ambiguo e soffocante che, nella messa in scena di Federico Tiezzi viene sintetizzato ed equiparato ad un fumetto Manga, privilegiando così lo spirito simbolista che pervade tutta l’opera e liberandola dal più superficiale decorativismo liberty tipico dell’epoca. La ricerca di Tiezzi, che per questa messa in scena ha avuto il plauso e la stima degli eredi della Famiglia Mascagni, va ad approfondire la psicologia dei personaggi allo scopo di evidenziare la modernità del dramma completamente sottratto alla lettura puramente favolistica. Lo spettacolo, ripartito in tre atti, è ambientato nel primo atto in campagna, con la protagonista che vive in un mondo di favola: d’impianto tradizionale, si ispira al teatro Kabuki; il secondo è ambientato nella contemporaneità, in una città moderna; il terzo è pienamente espressionista, buio e pieno di simboli e si conclude con il Sole che spazza via le tenebre e con la rinascita dopo la morte, emblemizzata dalla trasfigurazione di Iris nel fiore che porta il suo stesso nome. Affiancato da un team molto affiatato formato dallo scenografo Pier Paolo Bisleri, dalla costumista Giovanna Buzzi, dal coreografo Virgilio Sieni, dal light designer Iuraj Saleri e dall’ assistente Francesco Torrigiani, Federico Tiezzi ha scelto un’impostazione registica che impegna i cantanti ad un maggiore coinvolgimento teso a dare espressione a personaggi fortemente delineati oltre che molto preparati vocalmente. Nel cast spiccano nel ruolo di Iris, i nomi di Adriana Marfisi, artista già affermata internazionalmente e al suo debutto sul palcoscenico del “Verdi”, e Sun Xiu Wei apprezzata soprattutto per le sue interpretazioni pucciniane;il coreano Sung Kyu Park e in alternanza, il tenore calabrese Francesco Anile interpreti del ruolo di Osaka; i baritoni Pierre-Yves Pruvot e Gezim Mjshketa, entrambi al loro debutto a Trieste per il ruolo del sensale Kyoto. Il ruolo del padre cieco è affidato al polacco Gregor Rozycki anche lui per la prima volta al “Verdi”e a Manrico Signorini che ha già rivestito questo ruolo nella rappresentazione livornese dello spettacolo. Completano il cast Seon Young Pak (una geisha), Gianluca Bocchino (il cenciaiuolo) e Giuliano Pelizon e Dax Velenich (il merciaiuolo e un cenciaiuolo). A questi artisti della compagnia di canto è delegato l’impegno di misurarsi con una partitura giocata su continui passaggi dai toni centrali agli acuti, ricca di invenzioni musicali (incluso un coro a bocca chiusa precedente a quello pucciniano) decisamente arduo ma facilitato dalla guida esperta della bacchetta del M° Nello Santi, considerato uno dei direttori più prestigiosi in tutto il mondo. Particolarmente attento nel concertare il palcoscenico e la compagine orchestrale. Il M° Nello Santi è per la prima volta sul podio triestino, “rubato” agli impegni internazionali per questa esibizione che rientra nella sua speciale capacità interpretativa e conoscenza del repertorio verista che con il repertorio verdiano, l’ha reso celebre e onorato in tutto il mondo, ambasciatore del melodramma italiano a livello internazionale. Oltre all’Orchestra e al Corpo di Ballo del Teatro Verdi, grande impegno è richiesto nello spettacolo al Coro - preparato anche questa volta dal M° Lorenzo Fratini - a partire dal famoso “Inno del Sole”che apre e chiude l’opera. Come di consueto, a latere degli spettacoli che si svolgeranno il 12, 13, 14, 16, 17, 19 e 20 febbraio, sarà allestita a cura dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” nella sala stampa al pianoterra del Teatro, la mostra sulle precedenti edizioni di Iris al “Verdi”. Cinque infatti sono state le messe in scena dell’opera a partire dall’edizione del 1901 con protagonista Fausta Labia. Altre edizioni hanno fatto seguito nel 1906, 1925, 1947 (con la direzione del M° Antonino Votto) e infine nel 1977 (con la direzione del M° Maurizio Arena e la partecipazione di Leo Nucci nel ruolo di Kyoto). 12, 13, 14, 16, 17, 19 e 20 febbraio 2008 Martedì 12, ore 20.30 Mercoledì 13, ore 20.30 Giovedì 14, ore 20.30 Sabato 16, ore 17.00 Domenica 17, ore 16.00 Martedì 19 OPERA, ore 20.30 Mercoledì 20, ore 20.30 Sala del Ridotto - Teatro Verdi Trieste Teatro Lirico Giuseppe Verdi, Riva Tre Novembre 1 - TRIESTE Iris di Pietro Mascagni Dirige Nello Santi Lunedì 18, ore 18.00 INCONTRO CON GLI ARTISTI DELLA COMPAGNIA DI IRIS Info: tel. 0406722209-223 info@teatroverdi-trieste.com www.teatroverdi-trieste.com