Maratona di New York venerdì 4 maggio a Camino al Tagliamento

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Camino al Tagliamento (PN) - Forte dei numerosi successi riscossi in cinque anni di tournée, Maratona di New York, riconosciuto unanimemente come uno dei migliori spettacoli teatrali in friulano, debutta in un nuovo appuntamento venerdì 4 maggio (ore 20.45), all’Auditorium Comunale di Camino al Tagliamento.

Il testo, già vincitore del Premio Candoni Arta Terme e tradotto in più di venti lingue in tutto il mondo, nasce dal fortunato incontro tra il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, il Teatro Incerto e il noto drammaturgo Edoardo Erba.
Scritta nel 1992, la brillante commedia di Erba è stata interpretata nella prima versione dagli attori Luca Zingaretti e Bruno Armando, per poi essere portata in scena nell’originale versione in marilenghe dagli attori del Teatro Incerto Fabiano Fantini e Claudio Moretti, con la traduzione di Paolo Patui.
Diretta dalla regista Rita Maffei e prodotta nel 2002 dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, la commedia dirotta in scena in tempo reale l’agonismo sportivo, metafora di una vita da vivere come competizione.

Sul palcoscenico due amici, nella buia notte di una strada di campagna, si allenano per la gara amatoriale più famosa del mondo, tra lunghe falcate e qualche raro scambio di battute, quelle che bastano per non sentirsi soli e per  ingannare la fatica dell’allenamento.
Mario e Steve, corrono per rincorrere un sogno, un mito, corrono per “stare sotto i trenta”, corrono insieme, corrono fino al passaggio a livello, corrono fino al confine del mondo conosciuto, per scoprire forse cosa c’è al di là. E la corsa, oltre ad essere unica e assoluta azione scenica, diventa intenzione, ritmo delle battute, ritmo del pensiero, ritmo cardiaco, ritmo della vita, diventa metronomo di una relazione troppo importante per consumarsi solo in un allenamento domenicale.
Si legge tra le note di regia di Rita Maffei “ad ogni passo, ad ogni battuta troviamo momenti di noi stessi, ricordi, ipocrisie, risate, questioni irrisolte o sensi di colpa, scoprendo qualcosa di più di Mario, di Steve, di chi corre. Maratona di New York ti fa fare i conti con te stesso, come per Mario e Steve: se hai qualcosa in sospeso è venuto il momento di pensarci. Anche se non l’hai mai fatto”. Come un cronometro il filo dei pensieri batte più forte. Ricordi comuni e comuni incomprensioni di due maratoneti che si ritrovano a fare i conti con se stessi e con gli altri, col senso delle proprie azioni, con piccoli particolari che non tornano. Mentre il sudore scende più freddo e la milza comincia a far male, l'allenamento svolta verso una mèta drammatica. Le immagini sfuocano nella nebbia e nel buio, i punti di riferimento si perdono, ansimano perfino le parole, presagi di una tragedia da cogliere nelle frasi spezzate, nell'affanno del respiro, nel cuore che pompa a vuoto. Nel rumore, forse soltanto immaginato, di lamiere che si accartocciano.