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Maria Serrano regina del flamenco al Palamostre

Flamenco

[img_assist|nid=5197|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]UDINE - Ha colpito nel segno la Regina Voodoo del flamenco, Maria Serrano che ha arricchito, giovedì 22 marzo scorso al Palamostre,  uno degli ultimi appuntamenti di Calendidonna 2007 con uno spettacolo davvero caldo e sensuale.
Maria Serrano fonda la compagnia che porta il suo nome nel 2000 in occasione della Biennale dell'Arte del Flamenco a Siviglia, ma il suo lavoro di interprete nasce negli anni '90.

Sivigliana puro sangue studia con i più importanti insegnanti di flamenco da Manolo Marin a José Galvan a Juan Manuel Farruco. Viene subito ingaggiata da famose compagnie come Meme Menjivar, Carmen e Carmelilla Montoia, Javier Baron e Antonio “El Pipa” con le quali si esibisce in tutto il mondo.

Nel 1993 viene scelta come interprete principale dal produttore austriaco André Héller per la sua nuova produzione Magneten. Il successo è immediato e, in una tournée durata sei mesi, Maria Serrano conquista il pubblico della Germania, Austria e Svizzera che la amano e ribattezzano, appunto, la Regina voodoo del flamenco.

Ed è proprio questo lo spirito del suo spettacolo che il pubblico udinese ha molto applaudito ed apprezzato, il proporre un incontro tra il Flamenco e Tango dal quale è scaturita passione, forza e sensualità in un eccitante viaggio attraverso il labirinto delle emozioni.
Lo spettacolo, a cura della Fondazione Luigi Bon, ha proposto una peformance musicale e coreografica in cui il flamenco e il tango argentino, entrambe danze note per la loro sensualità,[img_assist|nid=5198|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=428] si sono incontrate e fuse in una nuova e affascinante creazione che ha accompagnato il pubblico in un lungo percorso di emozioni visive e sonore.
Lo spettacolo ha seguito  il filo narrativo di un lungo rincorrersi  che i protagonisti, ballerini di flamenco e di tango, compiono all’interno di sé e che comunicano al pubblico attraverso la gestualità e la sensualità della danza, scoperta e riscoperta, ogni volta nuovamente sul palco, nelle sue antiche radici, nei suoi sogni e nelle esperienze che portano il più delle volte alla melanconia. Lo spettacolo è stato accompagnato da musica dal vivo, percussioni, bandoneon, chitarra e piano e dal canto dei cantaores Immaculada Rivero e Juan Cantarote.