VENEZIA - Venerdì 26 novembre 2010 alle ore 20.00 e sabato 27 alle 17.00 al Teatro Malibran giunge al suo secondo appuntamento la Stagione sinfonica 2010-2011 del Teatro La Fenice, intitolata Nel segno di Mahler in occasione del centocinquantenario della nascita e del centenario della morte del compositore boemo.
Il direttore cinese Muhai Tang, personalità di spicco della scena musicale internazionale fin dalla metà degli anni Ottanta, si esibirà per la prima volta sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice, in un programma volto a illustrare alcuni aspetti dell’eredità mahleriana in autori strettamente legati al suo magistero compositivo e direttoriale.
Il concerto si aprirà infatti con la Sinfonietta op. 23 di Alexander von Zemlinsky (1934), uno degli ultimi lavori del compositore viennese la cui carriera e vita personale si intrecciò strettamente con quella di Mahler nel primo decennio del Novecento, e proseguirà con le due suites che Bruno Maderna trasse all’inizio degli anni Cinquanta da Odhecaton – l’antologia di polifonisti franco-fiamminghi del Quattrocento stampata nel 1501 a Venezia dall’editore Ottaviano Petrucci – trascrivendo per orchestra dodici delle novantasette chansons dell’antologia: un interesse per la musica antica che accanto al diretto insegnamento malipieriano rispecchia chiaramente la filiazione dall’esperienza mahleriana di direttore-compositore attento alle più diverse espressioni storiche del linguaggio musicale occidentale.
La seconda parte del programma sarà interamente dedicata alla trascrizione per grande orchestra che Arnold Schoenberg curò nel 1938 del Quartetto per pianoforte e archi n. 1 in sol minore op. 25 di Johannes Brahms: entrambi, il maestro Brahms e l’allievo Schoenberg, figure di spicco del contesto in cui Mahler operò.
Ultimo lavoro per orchestra di Alexander von Zemlinsky (Vienna 1871 - Larchmont, New York 1942), la Sinfonietta op. 23 risale al 1934 ed ebbe la prima esecuzione a Praga nel gennaio 1935. Nel catalogo di Zemlinsky è una delle ultime opere di rilievo, insieme con il Quarto Quartetto del 1936. Dal 1933, in seguito alla presa del potere dei nazisti, Zemlinsky aveva lasciato Berlino per rientrare a Vienna, da cui nel 1938, dopo l’Anschluss, sarebbe emigrato negli Stati Uniti. Sia Berg che Schoenberg, che l’ascoltarono entrambi alla radio rispettivamente nel 1935 da Vienna e nel 1940 da New York, manifestarono grande ammirazione per la Sinfonietta, di cui apprezzavano l’affascinante colore sonoro, la chiarezza di scrittura e la raffinatezza antieffettistica tipicamente ‘zemlinskiana’.
Bruno Maderna diresse la prima esecuzione delle sue trascrizioni dall’Odhecaton a Napoli con l’Orchestra Scarlatti nel 1953. Compiute probabilmente all’inizio degli anni Cinquanta, forse su richiesta di Hermann Scherchen, queste trascrizioni sono alcuni dei documenti dell’interesse di Maderna per la musica rinascimentale, stimolato dai consigli di Gian Francesco Malipiero di cui aveva seguito negli anni Quaranta i corsi di perfezionamento al Conservatorio di Venezia. Fonte delle trascrizioni è un’antologia, l’Harmonice Musices Odhecaton che l’editore Ottaviano Petrucci pubblicò a Venezia nel 1501 (primo libro di contenuto interamente musicale stampato con caratteri mobili). Nell’antologia, di cui Maderna trascrisse dodici pezzi ordinandoli in due suites di 7 e 5 pezzi, ci sono i grandi della scuola franco-fiamminga del secolo XV, da Johannes Ockeghem a Josquin Desprez, che Maderna trascrisse per piccola orchestra con una varietà di colori estrosa, felicissima e sempre aderente al carattere di ogni pezzo. Se ne sarebbe ricordato Luigi Nono citandone due in Risonanze erranti e nel quartetto Fragmente-Stille, an Diotima.
La trascrizione del Quartetto op. 25 di Brahms fu sollecitata a Schoenberg, esule a Los Angeles, da Otto Klemperer, che la eseguì il 7 maggio 1938 con la Los Angeles Philharmonic Orchestra. L’amore di Schoenberg per la musica di Brahms e per questo brano in particolare, e il desiderio di cimentarsi con l’orchestrazione di un brano cameristico di cui lamentava, nelle esecuzioni, la preponderanza del ruolo del pianoforte, lo spinsero a realizzare questa magistrale trascrizione a grande orchestra, affettuosamente (e con un pizzico di orgoglio) soprannominata la Quinta di Brahms.
Muhai Tang, nato a Shanghai, studia composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Shanghai. Prosegue gli studi alla Hochschule di Monaco, a Berlino con Karajan, a Tanglewood con Ozawa e al Festival di Bayreuth grazie a una borsa di studio della Wagner Gesellschaft. Nel 1984 è invitato da Karajan a dirigere i Berliner Philharmoniker iniziando così una folgorante carriera internazionale che lo porta a dirigere orchestre quali London Philharmonic, BBC Symphony, Orchestre National de France, Orchestre de Paris, Gewandhaus di Lipsia, Staatskapelle di Dresda, Tonhalle di Zurigo, RSO di Francoforte, San Francisco Symphony, Israel Philharmonic, Filarmonica di San Pietroburgo, di Helsinki, di Oslo, di Rotterdam, Orchestra di Santa Cecilia, della Rai di Torino, del Maggio Musicale Fiorentino, dell’Arena di Verona, Orquesta Nacional de España, orchestre dei teatri di Amburgo, Berlino, Colonia, Francoforte, Stoccarda, Monaco e Stoccolma. Figlio di un celebre regista cinese, la direzione di opere liriche costituisce una parte rilevante della sua attività artistica. All’Opera di Helsinki ha diretto Le nozze di Figaro, Il barbiere di Siviglia, La traviata, Otello, Tosca, Madama Butterfly, La rondine, Turandot, Der Rosenkavalier, Die Frau ohne Schatten, Boris Godunov, La dama di picche; ha portato in tournée l’Opera Nazionale Cinese al Festival di Savonlinna e ha diretto La traviata a Hong Kong, Fidelio a Lisbona, Evgenij Onegin a Essen, Tea di Tan Dun a Stoccolma e Don Giovanni, Carmen, Cavalleria rusticana, Tosca, Madama Butterfly e Turandot a Pechino. Invitato regolarmente dalle più importanti orchestre asiatiche, ha diretto nel 1997 il concerto di gala per la riunificazione di Hong Kong con la Cina e nel 1999 Der fliegende Holländer a Shanghai, prima esecuzione di un’opera di Wagner in Cina. È attualmente direttore principale e direttore artistico della Kammerorchester di Zurigo, direttore principale della Filarmonica di Belgrado, direttore musicale della Shanghai Philharmonic e primo direttore ospite degli Hamburger Symphoniker. È stato direttore principale dell’Opera di Helsinki, dell’Orquestra Gulbenkian di Lisbona, della Queensland Symphony Orchestra, della Filarmonica delle Fiandre e della China National Symphony Orchestra.
Stagione sinfonica 2010-2011 del Teatro La Fenice - Nel segno di Mahler
Venerdì 26 novembre 2010, ore 20:00 e sabato 27 novembre 2010, ore 17:00
Teatro Malibran - VENEZIA
L'Orchestra del Teatro La Fenice
Muhai Tang, direttore
esegue
Alexander von Zemlinsky, Sinfonietta op. 23
Autori vari, Due suites da Odhecaton (Venezia, Petrucci, 1501).
Composizioni di Josquin, Compère, Ockeghem e altri maestri del XV secolo trascritte per orchestra da Bruno Maderna
Johannes Brahms, Quartetto per pianoforte e archi n. 1 in sol minore op. 25 nella trascrizione per grande orchestra di Arnold Schoenberg
Info: www.teatrolafenice.it