
VERONA - Sabato 4 agosto 2012, va in scena la prima di Turandot di Giacomo Puccini, quinto titolo in cartellone per il 90° Festival lirico 2012 all’Arena di Verona. La direzione d’orchestra è affidata al giovane maestro veronese Andrea Battistoni, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada.
Completano la messa in scena i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli e le luci disegnate da Paolo Mazzon. L’opera vede impegnati i complessi artistici - Orchestra, Coro e Corpo di ballo - e Tecnici dell’Arena di Verona insieme alle molte comparse per un allestimento da colossal.
Nelle vesti di Turandot Giovanna Casolla, mentre il principe ignoto Calaf sarà interpretato da Carlo Ventre; l’infelice Liù da Amarilli Nizza. Completano il cast Giorgio Giuseppini nel ruolo di Timur; Leonardo López Linares come Ping, Paolo Antognetti in Pong e Saverio Fiore sarà Pang. Carlo Bosi l’Imperatore Altoum, Nicolò Ceriani il Mandarino e Cristiano Olivieri il Principe di Persia.
L'idea di ispirarsi per il soggetto ad una delle fiabe teatrali più celebri di Carlo Gozzi, drammaturgo veneziano del Settecento contemporaneo e rivale di Carlo Goldoni, nacque da un incontro a Milano durante l'inverno del 1920 fra Puccini e i librettisti Adami e Simoni.
Puccini mise subito al lavoro i suoi collaboratori e già nell'agosto del 1920 erano state apportate le principali modifiche rispetto allo schema originale. Adami e Simoni, il primo versificatore e il secondo ideatore della trama, scrissero il libretto e lo dovettero adattare molte volte rispettando le richieste del compositore.
Le difficoltà principali furono quelle causate soprattutto dal carattere favoloso dei personaggi gozziani, privi di quel pathos che Puccini tanto ricercava. Le maschere nella versione originale della fiaba vennero trasformate dagli autori nel terzetto dei ministri Ping, Pang e Pong che rappresentano la gran parte del materiale musicale cinese nell'opera. La protagonista Turandot diventa invece un ostacolo nella costruzione dell'opera a causa della forte mutevolezza del personaggio. Infine lo spessore eroico del Principe Calaf e l'introduzione della figura di Liù, con il suo sacrificio d'amore, sono elementi innovativi e tipici dello stile pucciniano.
All'inizio del 1921 Puccini aveva già iniziato la composizione musicale con l'aiuto di un carillon cinese appartenente alla collezione d'arte dell'amico Fassani e grazie all'ispirazione ad alcuni brani di musica folk forniti dalla Ricordi.
Tuttavia la strumentazione dei primi due atti venne conclusa solo nel febbraio del 1924. Il terzo atto invece rimaneva incompiuto, poiché l'autore non riusciva a vederne il logico sbocco drammatico, specialmente per il gran duo finale fra Calaf e Turandot, già rivisto ben quattro volte.
Da questo momento in poi Puccini continuò a lavorare freneticamente sull'opera, interrompendosi solo per soggiorni all'estero o per correggere altre partiture.
All'inizio del 1924, mentre il lavoro sulla partitura procedeva tra alti e bassi, il compositore ebbe i primi sintomi della malattia che l'avrebbe portato alla morte in quello stesso anno. Cercò di sottoporsi ad alcune cure, ma senza risultati visibili. Cominciò allora a deperire, ma nonostante ciò prese accordi sulla data della prima di Turandot, sebbene l'opera non fosse ancora ultimata.
Gli fu diagnosticato un papilloma, che in realtà era un cancro alla gola senza alcuna possibilità di guarigione. L'unico modo per prolungare un po' la vita del malato era di sottoporlo ad un intervento chirurgico immediato e alla cura del radio presso "L'Institut de la Couronne" di Bruxelles. Il 24 novembre fu sottoposto con successo all'intervento. Quattro giorni dopo però il cuore del compositore cedette improvvisamente, portandolo alla morte, che avvenne il 29 novembre 1924.
Alla sua partenza per Bruxelles, Puccini aveva portato con sé le trentasei pagine di abbozzo di partitura delle due ultime scene di Turandot ossia il duetto d'amore e il finale del terzo atto, nella speranza di terminarli, ma non vi riuscì.
Chi conosceva meglio di tutti la partitura dell'opera era Arturo Toscanini e fu proprio lui ad incaricarsi di presentare l'opera rimasta incompiuta. Era un problema grave sia dal punto di vista pratico e sia della responsabilità artistica. Puccini aveva infatti lasciato una partitura completa solo fino al suicidio di Liù e al corteo funebre che segue. La scelta di chi avrebbe dovuto completare l'opera non fu semplice. Toscanini propose alla famiglia Puccini e alla casa Ricordi di affidare l'incarico a Franco Alfano il quale completò la partitura dell'ultimo episodio dove la principessa Turandot è scossa e trasformata dall'amore sulla base dei fogli lasciati da Puccini.
La prima dell'opera fu quindi rappresentata alla Scala di Milano il 25 aprile 1926 sotto la direzione di Toscanini. Giunti al terzo atto, terminata l'aria di Liù Tu che di gel sei cinta il maestro depone la bacchetta e rivolgendosi al pubblico interruppe l'esecuzione commosso:Qui il maestro è morto e abbandona quindi l'esecuzione là nel punto in cui il suo compositore si era fermato.
Festival Lirico 2012 - 90. edizione
Dal 4 al 30 agosto 2012
Sabato 4 agosto, mercoledì 8 agosto, sabato 11 agosto, venerdì 17 agosto, giovedì 23 agosto e giovedì 30 agosto, ore 21:00
Arena, Piazza Brà, 1 - VERONA
Turandot
Dramma lirico in 3 atti di Giacomo Puccini
Libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni
Direttore Andrea Battistoni
Regia e scene Franco Zeffirelli
Costumi Emi Wada
Movimenti coreografici Maria Grazia Garofoli
Lighting designer Paolo Mazzon
Coro voci bianche A.Li.Ve.
Direttore voci bianche Paolo Facincani
Interpreti
Turandot Giovanna Casolla
Altoum Carlo Bosi
Timur Giorgio Giuseppini
Calaf Carlo Ventre
Liù Amarilli Nizza
Ping Leonardo Lopez Linares
Pong Paolo Antognetti
Pang Saverio Fiore
Un mandarino Nicolo' Ceriani
Il principe di Persia Cristiano Olivieri
Info: Call center
tel. 0458005151
