The Rape of Lucretia: il Verdi di Trieste celebra Britten e sostiene il talento di giovani artisti europei

Lirica

TRIESTE - Sarà il giovane regista Nenad Glavan a mettere in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, il prossimo sabato 23 marzo, The Rape of Lucretia di Benjamin Britten opera con cui viene celebrato il centenario della nascita del compositore inglese.

Con questa scelta il Verdi colma un’assenza storica perché l’opera non è mai stata fino ad ora rappresentata a Trieste e lo fa con un allestimento che è il frutto di uno scambio culturale con i paesi limitrofi, in questo caso la Croazia, Paese che di fatto è a un passo dal suo ingresso in Europa.

Affidando la regia dello spettacolo ad un giovane artista, originario di Spalato, il Verdi compie anche un’operazione culturale che intende far emergere, nel panorama artistico italiano, una nuova generazione di artisti creativi che si sono formati in Italia, e che si connotano per un segno registico e scenografico particolarmente intenso ed essenziale nella espressione teatrale e nella forma scenica. Nenad Glavan, Laurea con lode a "La Sapienza" di Roma, è infatti particolarmente interessato a forme di spettacolo che consentono la commistione di generi e tecnologie. Con la collaborazione del suo team formato da Teresa Acone (costumi), Almira Osmanović (coreografia) Srđan Barbarić (luci), il regista interpreta l’opera di Britten come tragedia di una donna che viene brutalmente utilizzata per quello che definisce "un rodeo politico cospirativo in pieno stile shakespeariano".

Gli orrori del conflitto mondiale aleggiano sul soggetto di Lucretia, che Britten scrisse al suo rientro in Gran Bretagna nel 1945 e che è frutto della riflessione che il compositore inglese e il suo librettista Ronald Duncan fecero al tempo sulle atrocità cui può condurre una gestione dittatoriale e incivile del potere politico.

Motivi costanti nella produzione artistica di Britten sono infatti l’orrore per l’innocenza tradita, la difesa dei deboli e degli emarginati ma anche la condanna dell’ingiustizia perpetrata dalla società a danno degli individui. Come avverrà in Billy Budd, in fondo, anche in The Rape of Lucretia il candore della persona è violato dalla prepotenza delle istituzioni, poiché Tarquinio pensa che gli sia lecito possedere Lucrezia in grazia del suo potere.

Lucrezia non è solo vittima. Il suo suicidio è un gesto estremo per difendere la propria integrità. Si trafigge sapendo che solo morta potrà essere innalzata a simbolo rivoluzionario e come corpo-simbolo cambiare l’ordine delle cose. Conseguenza tragica e irreversibile della violenza maschile sull’innocenza femminile che in Britten si dilata fino a divenire simbolo, l’una dell’aggressività, del potere, della guerra e del sopruso, l’altra del sentimento, dell’accoglienza e della dignità.

Il racconto della vicenda di Lucrezia funziona come un monito riguardo alla possibilità che ogni sistema e ordine di valori, anche quello più equo e complesso, in alcune circostanze possa mutare e cambiare di segno, trasformandosi nel suo esatto opposto", sostiene il regista riferendosi alla sua messa in scena: "Tutto ciò sembra suggerire l'idea di un cerchio. Al centro della scena c’è il potere, che geometricamente di solito si presenta in forma di semicerchio: di un anfiteatro, di un parlamento o di un tribunale. Un semicerchio rispecchiato nel suo opposto è ancora una volta un cerchio. Vizioso? Di disperazione? Di speranza?… (Nenad Glavan).

Scritta all'indomani dell'Olocausto, l’opera gioca con la simmetria tra quell'epoca terribile e un'interpretazione della romanità, di cui Lucrezia diviene simbolo, l’agnello sacrificale.

Un messaggio rivolto alla contemporaneità che nell’allestimento curato dalla Hrvatsko Narodno Kazaliste di Spalato vedrà la presenza di Sara Galli, nel ruolo di Lucrezia, Carlo Agostini in quello di Tarquinio assieme a Alexander Kröner voce maschile, Katarzyna Medlarska, voce femminile, Marijo Krnić, Collatino, Zlatko Aurelio Kokeza Giunio, Dijana Hilje, Bianca, Nuria Garcia Arres, Lucia. Completano la compagnia artistica l’Orchestra e il Coro (istruito dal M° Paolo Vero) del Teatro Verdi di Trieste sotto la bacchetta del Maestro giapponese Ryuichiro Sonoda, direttore già apprezzato sul podio triestino sia in campo operistico che sinfonico.

Stagione Lirica e di Balletto 2012-13

Dal 23 al 29 marzo 2013
Sabato 23 marzo ore 20.30 Domenica 24 marzo ore 15.30 Martedì 26 marzo ore 20.30 Mercoledì 27 marzo ore 20.30 Giovedì 28 marzo ore 20.30 Venerdì 29 marzo ore 15.30

Teatro Lirico Giuseppe Verdi, Riva 3 Novembre, 1 - TRIESTE

The Rape of Lucretia
Musica di Benjamin Britten
Regia di Nenad Glavan

Orchestra e il Coro (istruito dal M° Paolo Vero) del Teatro Verdi di Trieste
Ryuichiro Sonoda, direttore
Con gli interpreti della compagnia di canto del Teatro Nazionale di Spalato
Sara Galli, Lucrezia
Carlo Agostini, Tarquinio
Alexander Kröner, voce maschile
Katarzyna Medlarska, voce femminile
Marijo Krnić, Collatino
Zlatko Aurelio. Kokeza Giunio
Dijana Hilje, Bianca
Nuria Garcia Arres, Lucia

Spettacolo in collaborazione tra il Teatro Verdi di Trieste, Hrvatsko Narodno Kazaliste di Spalato e la Fundación Cultural Artemus di Madrid

Info: Biglietteria del Teatro Verdi
Tel. 0406722111
n. verde 800 090373
www.teatroverdi-trieste.com