Myung-Whun Chung dirige al Teatro La Fenice la Sinfonia di salmi di Stravinskij e la Patetica di Čajkovskij

Classica
[img_assist|nid=23347|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - Sabato 27 marzo 2010 alle ore 20.00 il Teatro La Fenice ospiterà un concerto straordinario dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice diretti da Myung-Whun Chung, che torna per l’ottava volta anel teatro veneziano, dove dal 1989 ad oggi ha diretto quattro concerti sinfonici. Tre con l’Orchestra del Teatro La Fenice nel 1989, 1995 e 2007 e uno con l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel 2003 per la settimana inaugurale del Teatro appena ricostruito) e un’opera (La traviata di Verdi nel settembre 2009, con Patrizia Ciofi e Vittorio Grigolo), esibendosi inoltre due volte (nel 1991 e nel 1994) come pianista con il Trio Chung.  Il programma, che si inserisce in un ampio itinerario iniziato lo scorso anno attraverso i grandi capolavori sinfonico-corali della spiritualità europea (dall’Oratorio di Natale di Bach al War Requiem di Britten, dal Requiem di Mozart a quello di Maderna), prevede nella prima parte la Sinfonia di salmi per coro e orchestra di Igor Stravinskij, un brano del 1930 basato su testi tratti dai Salmi 38, 39 e 150 della Vulgata. La seconda parte sarà invece consacrata alla Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 Patetica, ultimo capolavoro sinfonico di Pëtr Il’ič Čajkovskij, eseguita per la prima volta nel 1893 nove giorni prima della morte del compositore. Commissionata da Sergej Kusevickij, direttore della Boston Symphony Orchestra, per il cinquantenario dell’orchestra americana, la Sinfonia di salmi fu composta da Stravinskij entro l’estate 1930 e in dicembre, a pochi giorni di distanza, si ebbero la prima assoluta a Bruxelles e quella statunitense a Boston. Da tempo l’autore pensava ad un grande testo sinfonico-corale in cui i due blocchi di esecutori interagissero in rapporto di parità: approfittò quindi della commissione ricevuta per creare un’opera di grande organico ma di durata assai contenuta – poco oltre i venti minuti – su testi tratti dai Salmi 38, 39 e 150, nella versione latina della Vulgata; un’opera che per tanti versi, di ordine sia espressivo che ideologico, appare come il correlato, in ambito religioso, dell’opera-oratorio Oedipus Rex, di tre anni precedente. In essa l’uso del latino non è tanto un omaggio alla [img_assist|nid=23348|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=415]lingua della liturgia, quanto un incarnare, nella sua lontana e immutabile ieraticità, una dimensione religiosa connotata soprattutto per la propria atavica fissità. Sebbene la Sinfonia sia stata composta anche sotto la spinta di una profonda religiosità personale, pare che Stravinskij vi tenti un’operazione di estrema «oggettivazione» del senso religioso: non tanto sentimento del singolo individuo, quanto perpetuazione rituale della comunità ecclesiale come oggetto quasi antropologico (e in questo senso non andrà trascurata anche una parentela col Sacre) e fissazione di una dimensione di eterna sospensione del divenire contesta di figurazioni basate su catene di intervalli uguali roteanti in moto perpetuo. La Sinfonia, che quindi non si riallaccia per nulla alla tradizione classica del genere così denominato, comprende tre movimenti, di durata ineguale e da suonarsi senza interruzione. Sabato 27 marzo 2010, ore 20:00 Teatro La Fenice, Campo San Fantin, 1965 - VENEZIA L'Orchestra e Coro del Teatro La Fenice diretta da Myung-Whun Chung maestro del Coro Claudio Marino Moretti   esegue Igor Stravinskij, Sinfonia di salmi per coro e orchestra Pëtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 Patetica Biglietti: dai 15 ai 100 euro   Info: http://www.teatrolafenice.it/