A Pordenone, i segni e i colori di Marc Chagall

Art&Fatti

[img_assist|nid=3618|title=|desc=|link=none|align=left|width=96|height=130]Moishe Segal alias Mark Zakharovic Šagalov, meglio noto come Marc Chagall, nasce in Russia alla fine del secolo XIX da una modesta famiglia ebrea. Partecipa all’ambiente artistico delle avanguardie senza affiliarsi a nessun movimento in particolare. La sua pittura si ispira alla cultura popolare russa ed alla religione ebraica traendone delle composizioni quasi magiche, dallo stile fumettistico e ingenuo.

Spesso Chagall viene associato alla temperie culturale della cosiddetta École de Paris (quella di Utrillo, Soutine, Severini, de Pisis e altri) definibile non tanto una scuola quanto piuttosto una condizione, un luogo di incontro di artisti decisi ad essere moderni ed a svincolarsi da qualsiasi forma di imposizione politica o stilistica.
 Negli anni francesi Chagall scopre l’energia vitale del colore, i cromatismi vivaci di composizioni ispirate alla vita ed all’amore in cui domina la linea curva e sinuosa di figure fantastiche. È sempre in Francia, e in particolare a Parigi, che la verve chagalliana comincia ad esprimersi nel genere dell’illustrazione. Il committente privilegiato è il mercante d’arte ed editore Ambrosie Vollard per il quale l’artista disegna novantasei acqueforti destinate a Le anime morte di Gogol, centonovantotto incisioni per le Favole di La Fontane e, infine, centocinque tavole per la Bibbia, incise tra il 1931 e il 1939 e pubblicate a Parigi soltanto nel 1956.

Del resto, qualcosa sarebbe mancato se, a parte il colore, non mi fossi impegnato, ad un certo momento della mia vita, anche con l’incisione scrive Chagall, spiegando la necessità di tradurre in immagini la sua stupefacente fantasia onirica. Le scene bibliche interpretano il testo sacro alla maniera chagalliana, mescolando simboli tradizionali dei rituali ebraici con scenette [img_assist|nid=3616|title=|desc=|link=none|align=right|width=498|height=640]di vita quotidiana, probabili ricordi d’infanzia dell’artista. I motivi ebraici ricorrono spesso nelle incisioni, come la rappresentazione della torah (il Pentateuco biblico) o il classico violinista che nelle comunità chassidiche accompagnava nascite, matrimoni e funerali.
Le incisioni dai soggetti biblici lasciano il passo a quelle dedicate al circo, altro tema caro al nostro artista. I colori si fanno più vivaci rispetto ai soggetti sacri, le figure sono sinuose e leggere, parlano di divertimento, di vita e amore. Come nella serie dedicata al celebre Le Mille e una notte, dove la vena favolistica del nostro si sbizzarrisce in composizioni inverosimili. Basti pensare ai suoi cavalli alati, alle sue figure rosse, verdi o gialle spesso fluttuanti nell’aria sotto l’influsso magico di un sentimento nobile.

Sono le caratteristiche delle[img_assist|nid=3617|title=|desc=|link=none|align=left|width=480|height=640] opere pittoriche quelle che ritroviamo nelle incisioni di Marc Chagall, delle superfici coperte di rappresentazioni di cose in cui la logica non ha più alcuna importanza, né la verosimiglianza dei cromatismi. La composizione diventa allora una misteriosa quarta o quinta dimensione che, colpisce l’occhio dello spettatore con concezioni nuove e insolite imponendo la visione di un mondo particolare, nato dalla straordinaria vena creativa chagalliana. Al di là della presenza quasi ossessiva di elementi ebraici e necessariamente derivanti dlle vicende non solo personali ma di un intero popolo fatto segno di persecuzioni secolari, l’arte di Marc Chagall esprime la vita in tutta la sua pienezza, sino a spingersi oltre il proprio individualismo e raggiungere una risonanza universale.