UDINE - Dalla teoria alla pratica. Una maratona, quella di New York, per studiare e analizzare gli adattamenti fisiologici che si producono sul corpo umano a seguito di una prestazione atletica come la maratona
. Questo l’obiettivo del Progetto
Scienze motorie alla New York Marathon ’09. 20 miles with legs, 6,2 with heart, presentato a palazzo Belgrado nel corso di una conferenza stampa.
Si tratta di una iniziativa messa a punto da 4 giovani atleti nonché studenti universitari del corso di laurea in Scienze Motorie dell’Università di Udine. Luca Rustja, Gianni Stelitano, Daniela De Crignis e Matteo Chiaradia, guidati dal professor Ivan Zadro, si stanno preparando fisicamente col fine di coprire il percorso dalla maratona in un tempo inferiore alle 4 ore. Sotto osservazione la fase preparatoria e la competizione vera e propria, che fungono da materiale di studio e di sperimentazione.
Si tratta di una iniziativa - ha ricordato l’assessore provinciale allo Sport Mario Virgili - c
he si presta ad un triplice lettura. Come prima cosa mette insieme vari fiori all’occhiello del nostro territorio, a cominciare dall’Università di Udine. Un Ateneo di eccellenza che vede, in questo caso, nel corso di laurea in Scienze motorie un punto di riferimento per chi intenda intraprendere un percorso di formazione in queste discipline.
Un secondo aspetto vuol far capire – secondo Virgili – l’importanza della pratiche sportive,
perché lo sport è una cosa seria non solo per i risvolti agonistici ma anche per i valori che propone. Oltre a favorire l’integrazione sociale è un momento di crescita per i giovani, risultando anche un fattore importante per la salute.
Infine, va preso atto che lo sport non è qualcosa di aleatorio ma ha delle componenti scientifiche complesse,
credo che la maratona rappresenti, di fatto, il più grande test che si possa effettuare sul proprio corpo, per verificare le capacità che ci permettono di superare i nostri limiti. Questa occasione, poi, permetterà di mettere a punto utili metodologie al servizio non solo degli atleti ma anche dei corridori della domenica.
Il professor Pietro Enrico di Prampero, presidente del corso di laurea di Scienze motorie, dopo aver ricordato che proprio quest’anno la facoltà compie 10 anni di vita mentre l’Università del Friuli ne festeggia 30 (avvio del primo anno accademico il 1° novembre 1978I) ha affermato che la finalità del progetto vuole essere sia di tipo scientifico che ludico-sportivo.
L’iniziativa è partita dalla constatazione – ha ricordato Rustja -
che il running quale attività amatoriale è molto diffuso, prova ne sia la partecipazione di tante persone alla diverse marce che ogni domenica vengono organizzate in varie località. Si tratta per la gran parte di persone sportivamente “inesperte” che affrontano, spesso, con troppa facilità competizioni anche impegnative. Da qui la necessità di proporre questo studio per fornire, alla fine, delle “dritte” anche agli appassionati di questa disciplina.
Il Progetto, che intende monitorare le caratteristiche fisiologiche e mentali di una persona dopo i vari step, compresi i miglioramenti in tema di forma fisica, si articola su test di laboratorio e sul campo precedenti alla maratona, rilevamento delle masse grasse e muscolare a preparazione ultimata, rilevamento dei miglioramenti ed adattamenti fisiologici a fine preparazione, effettuazione della maratona di New York il 1° novembre, stesura della relazione finale, utile per eventuali tesi da parte dei partecipanti.
L’iniziativa ha avuto l’adesione convita anche del Centro universitario sportivo di Udine (CUS), evidenziata dal presidente Gian Luca Bianchi, mentre il presidente del Coni provinciale Silvano Parpinel (presente assieme al vice Roberto Cotrozzi) si è soffermato sull’importanza dell’attività agonistica quale fattore di prevenzione e riabilitazione per tante malattie.
«Bisognerebbe fare almeno 10mila passi al giorno per vivere in buona salute», ha aggiunto il professor Claudio Bardini, docente a Scienze motorie, che ha introdotto i relatori della conferenza stampa, a cominciare dagli atleti protagonisti della ricerca.
Questi ultimi hanno colto l’occasione per ringraziare gli sponsor che si sono prestati a sostenere l’iniziativa, a cominciare dalla Provincia di Udine, ma anche il comune di Gemona, il Cus Udine ed il Gruppo Arteni. I risultati complessivi saranno illustrati a Gemona il prossimo 17 novembre.
La maratona di New York, ha ricordato in chiusura il prof. Faustino Anzil, è stata organizzata la prima volta nel 1970, registrando la partecipazione di 127 concorrenti. Il prossimo primo novembre, sulla distanza di 42 chilometri e 195 metri si cimenteranno oltre 45mila persone!