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Qualità e produzioni d'autore per la stagione 2007-2008 del Politeama Rossetti,

Cartellone
TRIESTE - Punta come sempre all’alta qualità delle proposte artistiche e al prestigio dei protagonisti, a una ricca varietà di titoli e alla pluralità dei generi la Stagione 2007-2008 del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, di cui sono state offerte alcune anticipazioni, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta giovedì 26 luglio al Politeama Rossetti, alla presenza del direttore Antonio Calenda e di Stefano Curti, che dal 1° luglio ha assunto la carica di direttore organizzativo dello Stabile regionale. Dopo la Stagione 2006-2007 – conclusa con risultati prestigiosi, fra cui il Premio Gassman per il miglior cartellone in Italia – l’intento della direzione artistica, è di riprenderne la formula tanto apprezzata, arricchendola e migliorandola ulteriormente. Il programma del Teatro Stabile regionale sarà dunque nuovamente articolato secondo i consueti “percorsi” nell’ambito dei quali il pubblico ha vasta possibilità di scelta: ritorneranno i cartelloni Prosa, Danza, il filone dei Musical & Grandi Eventi e quello intitolato altripercorsi che da anni ormai richiama a sé gli appassionati di drammaturgia contemporanea e delle novità del teatro italiano. È una significativa consuetudine per il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia inaugurare la stagione con uno spettacolo di Prosa di propria produzione: quest’anno sarà Vita di Galileo di Bertolt Brecht, con Franco Branciaroli diretto da Antonio Calenda. Uno spettacolo accolto con pieno successo di critica e pubblico fin dal debutto nazionale, avvenuto nel marzo scorso, nella stagione del cinquantenario della morte dell’autore. La prova intensa di Branciaroli, la lettura registica di Calenda sono molto attese: il pubblico sarà coinvolto da una messinscena che punta l’attenzione sul conflitto fra l’uomo e il senso di responsabilità, fra l’etica e la febbrile determinazione alla ricerca che discende proprio dall’innovativo atteggiamento critico e scientifico galileiano, fra lo scienziato e il potere. «Brecht ci ha donato un testo presago – commenta il regista – turbato dall’intuizione dei disastri che l’uso distorto della scienza avrebbe procurato all’umanità e oggi quell’umanità siamo noi». Nel cartellone Prosa sarà inserito un ulteriore progetto produttivo dello Stabile regionale, che fa omaggio a Carlo Goldoni allestendo I due gemelli veneziani, firmato da Calenda e interpretato da Massimo Dapporto. Eccellente esempio di scrittura comica, il testo porta in primo piano l’eccezionale virtuosismo sul classico tema dello sdoppiamento. Maturo nell’espressività, Dapporto sembra perfetto per dar vita al paradosso di Zanetto e Tonino, giostrandosi con sicurezza fra i loro opposti caratteri e sintetizzando in un unico corpo il ruolo di antagonista e protagonista, comico e spalla. Accanto a queste prime gustose anticipazioni, sono stati svelati per ora, nell’ambito della Prosa soltanto due spettacoli “ospiti”. Un attore di profonda sensibilità e raffinatezza come Massimo Popolizio sarà il protagonista di Inventato di sana pianta dell’austriaco Hermann Broch, produzione del Piccolo Teatro di Milano firmata da Luca Ronconi che è stata rappresentata per la prima volta in Italia nella scorsa stagione. Trieste sicuramente coglierà lo spirito e la filosofia del novecentesco autore viennese, che attraverso una commedia spassosa denuncia una società sull’orlo dell’abisso, capace ormai di fondare i rapporti interpersonali, sia economici che sentimentali, soltanto sull’imbroglio. Attorno a Popolizio, un gruppo di interpreti d’eccezionale livello, fra cui Massimo De Francovich, Anna Bonaiuto, Giovanni Crippa. Sarà poi gradito il ritorno (dopo oltre dieci anni d’assenza) di Paolo Poli, attore di eclatante versatilità che nel suo Sei brillanti interpreterà i racconti sceneggiati di alcune giornaliste – Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi, Bellotti – pubblicati fra gli anni Venti e gli Ottanta del Novecento. Sono frammenti di un ritratto, toccante e allegro, pubblico e intimo, di una società in evoluzione, dipinta nei suoi drammi – la crisi del ’29, le miserie del dopoguerra – come pure nei suoi aspetti più lievi: le mode, i suoi protagonisti, le sue icone. Ricco di proposte sorprendenti sarà il cartellone dei Musical & Grandi Eventi, che raccoglierà una nutrita galleria di celebri protagonisti e di accattivanti novità: la prima, rivelata durante la conferenza stampa, riguarda un one man show quale Christian De Sica. Sarà sul palcoscenico del Politeama Rossetti con il suo Parlami di me, una produzione generosa che prevede addirittura in scena un’orchestra dal vivo di venti elementi, ballerini e cantanti. De Sica vi evoca i suoi maestri – a partire dal padre – l’amore per la musica, la predilezione per il jazz e lo swing, rende omaggio ai suoi miti, appartenenti alla tradizione canora americana, e si cimenta in modo assai personale con i classici. Uno spettacolo frizzante – sapientemente scritto da Enrico Vaime e Maurizio Costanzo – che celebra il teatro con affettuosa ironia. Arriverà poi – veramente in volo – Peter Pan: il beniamino dei più giovani, diviene infatti protagonista di Peter Pan il musical una produzione completamente italiana che è già record, con ben 135.000 spettatori registrati nella stagione appena conclusa e una fitta tournée estiva nei grandi spazi aperti. Quale interprete meglio di Manuel Frattini poteva dar vita con la rara perfezione tecnica e con la forza interpretativa che lo distinguono, all’eroe di Barrie? La colonna sonora dello spettacolo “riarrangia” in versione musical i maggiori successi di Edoardo Bennato. Un “evento speciale” che non si inserisce nel cartellone Musical ma che è dedicato ai più piccoli, alle famiglie e ai fan del famoso cartoon Scooby-Doo, where are you? di Hanna e Barbera, giunge eccezionalmente allo Stabile regionale dopo i “tutto esaurito” ottenuti in Inghilterra e negli Stati Uniti. Si tratta del simpatico musical Scooby-Doo in Live on Stage: protagonista è ovviamente il pauroso e goloso cane danese con i suoi amici, che a Hollywood investigheranno su strani incidenti che stanno portando alla rovina un anziano zio di Daphne… Anche per gli appassionati di danza il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia sta costruendo un prezioso ventaglio di proposte: a partire dal ritorno a Trieste di un’importante star internazionale, Philippe Genty con La Fin des Terres. Un appuntamento con la poesia che si fa movimento, danza, teatro: racconta l’incontro fra due esseri e le emozioni segrete che ne scaturiscono, in un linguaggio che contraddistingue il genio di Genty e permette all’uomo di “trascendere la sua miserabile condizione per elevarsi fino a sognare l’infinito”. Di assoluto rilievo è anche l’Hubbard Street Dance Chicago, una delle compagnie di maggior prestigio nella danza contemporanea che dopo un’applauditissima apparizione molti anni fa al Festival di Spoleto non si è più esibita in Italia: occasione da non perdere dunque per ammirare danzatori eccellenti in coreografie dei più illustri artisti attuali, da Kylian a Duato, a Ezralow. E sarà proprio Daniel Ezralow a firmare l’ultimo degli spettacoli annunciati: il suo Why – be extraordinary when you can be yourself restituisce alla danza virtuosismo, sensualità, energia, ne fa fonte di gioia e di meraviglia. Della compagnia di Ezralow fanno parte anche tre giovani allievi del talent show Amici, con cui il coreografo ha collaborato. Infine il programma di altripercorsi, come sempre improntato sul lavoro degli autori contemporanei: il cartellone si prospetta vivace e ricco d’induzioni. Neri Marcoré, di cui conosciamo le doti di eclettico uomo di spettacolo e il talento attoriale sarà Un certo signor G. È chiaro il riferimento all’amatissimo Giorgio Gaber: Marcorè – in una piéce di musica e parole – ne porta in scena l’ironia, l’innovazione beffarda, la parabola di un uomo comune che s’interroga, comicamente impotente, sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal pericolo dell’imbecillità e del qualunquismo. Il fascino e l’intensità di Anna Galiena diretta da Andrée Ruth Shammah invece ci accompagneranno nelle pieghe della scrittura del tedesco Kai Hensel, autore di Quale droga fa per me?: un titolo-choc per un testo che tocca temi scottanti ed è costruito come un impegnativo “corpo a corpo” della protagonista con il pubblico. Infine Indemoniate-la soglia che lo Stabile regionale coproduce con Teatro Club di Udine. È il risultato finale di un articolato progetto di ricerca partito proprio dalla Sala Bartoli, che nel 2006 ha ospitato nell’ambito della rassegna Play.01 una fase laboratoriale di Indemoniate. Diretto da Massimo Somaglino, che è anche fra gli interpreti, Indemoniate tratta di uno straordinario caso di possessione collettiva che esplose in Carnia nell’Ottocento e di cui furono vittime molte donne: un caso storico che si apre a letture di ampio respiro in un gioco di chiaroscuri fra ragione e follia, potere ed emersione anarchica del profondo, e – volendo – principio maschile dell’ordine e impulso femminile di ribellione e protesta. La conferenza di presentazione del cartellone completo del Teatro Stabile del Friuli-Venzia Giulia si terrà nei primi giorni di settembre: da allora tutte le informazioni saranno disponibili nei consueti punti vendita, dove sarà possibile acquistare nuovi abbonamenti e confermare le vecchie sottoscrizioni. Informazioni allo 040/3593511 e sul sito www.ilrossetti.it