Seres di Mai 2010: si apre con i Sacred Concerts di Duke Ellington al Teatro Lavaroni di Artegna

Jazz Vibes

Artegna (UD) - Jazz e musica classica. Con una contaminazione di generi sviluppata in una proposta musicale che si preannuncia originale, coinvolgente e festosa, parte lunedì 10 maggio alle 20.45, al teatro Monsignor Lavaroni di Artegna, la 14ma edizione di Seres di Mai, la rassegna culturale curata e promossa dalla locale associazione Amici del Teatro. 
Sul palcoscenico del teatro arteniese,  una settantina di interpreti per un performance d'effetto e grande impatto, sonoro in particolare. Protagonisti della serata saranno la Big Band Bulgara “Brazz Association”, il Coro del Friuli Venezia Giulia (direttore il maestro Cristiano Dell’Oste), dai tre solisti Claudio Mansutti (clarinetto), Maximiliano Naselli (pianoforte), Marta Raviglia (voce) al maestro Paolo Paroni, elemento unificante delle diverse componenti, al quale è affidata la direzione dell’intera performance che si aprirà con “Prelude, Fugue and Riffs”, brano in tre movimenti di Leonard Bernstein, genio della musica del '900 del quale ricorre il ventesimo dalla scomparsa. Protagonisti del primo tempo saranno gli ottoni, nella seconda parte l’interpretazione è affidata ai sax per arrivare poi al crescendo finale: il terzo movimento è una sintesi dei due iniziali con il coinvolgimento della Big Band al completo, del clarinetto e del pianoforte solisti.
Il momento clou della serata coinciderà con l’esecuzione dei Sacred Concerts di Duke Ellington, oratorio jazz senza struttura narrativa ma con robuste invenzioni musicali in cui si fondono sacro e profano, danza e preghiera, fisicità e spiritualità. Una proposta musicale suggestiva e coinvolgente interpretata da un organico che, proprio sulle partiture scritte per coro, solisti e orchestra dal compositore afroamericano (tra i più grandi autori della storia del jazz), interagisce per la prima volta. Articolati in una struttura che dà grande rilievo alla parte corale, che ricopre il ruolo principale, ma lascia anche il dovuto spazio alla voce solista e ad esecuzioni della Big Band sola, i Sacred Concerts come tutta la produzione di Duke Ellington esprimono attraverso la musica e i testi (ispirati ai racconti biblici), una forte valenza sociale. Sono stati scritti, infatti, negli anni della lotta degli afroamericani per la loro emancipazione e nella parte centrale, che corrisponde al brano It’s freedom, lanciano un forte un messaggio di speranza. Il progetto di collaborazione che vede lavorare fianco a fianco il Coro del Fvg e la Big Band bulgara avrà sviluppi anche nel 2011: il concerto verrà replicato a Trieste e Tel Aviv.
 

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