Shun Li e il poeta: al Festival di Cannes il progetto di Andrea Segre e della padovana Jolefim

ConSequenze

PADOVA - È veneto l’unico progetto italiano selezionato al Festival di Cannes nella sezione Atelier (dal 13 al 24 maggio), dedicata ai lungometraggi ancora in fase di sviluppo. Lo firmano la casa di produzione di Padova Jolefim e il regista Andrea Segre, che presentano Shun Li e il poeta: una storia di amicizia romantica ambientata a Chioggia. Veneto sarà anche il cast, nel quale attori non professionisti, scelti secondo un approccio documentaristico, saranno affiancati ad attori professionisti di primo piano, Marco Paolini in primis. Così come di alto livello sono le figure scelte per la realizzazione film: direttore della fotografia sarà Luca Bigazzi, appena premiato con il David di Donatello per Il Divo di Paolo Sorrentino, mentre per la sceneggiatura Andrea Segre è stato affiancato da Marco Pettenello, con la collaborazione, in una seconda fase di scrittura, di Erri De Luca. Shun Li e il poeta racconta la storia dell’amicizia romantica e difficile tra una giovane donna cinese immigrata clandestina e un vecchio pescatore di origini napoletane, chiamato “Il Poeta”, su un’isola della laguna veneta che sta attraversando un periodo di cambiamenti economici e sociali. L’idea del film nasce da due esigenze – racconta Andrea Segre -: da una parte la necessità di trovare in una storia, allo stesso tempo realistica e metaforica, il modo per parlare del rapporto tra individuo e identità culturale, in un mondo che sempre più tende a creare occasioni di contaminazione e di crisi identitaria; dall’altra la voglia di raccontare un luogo importante per la mia vita e molto emblematico nell’Italia di oggi. Il Veneto, infatti, è una regione che ha avuto una crescita economica rapidissima, passando in pochissimo tempo da terra di emigrazione a terra di immigrazione. Chioggia, piccola città di laguna con una grande identità sociale e territoriale, è lo spazio perfetto per raccontare con ancora piùevidenza questo processo. La storia produttiva di Shun Li e il poeta comincia nel giugno 2008, quando Jolefilm decide di presentare il progetto di Andrea Segre al Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione Fabbrica dei Progetti-New Cinema Network Europe, il programma dedicato al sostegno della produzione del cinema indipendente e di ricerca per i migliori progetti di opera seconda di registi europei emergenti. Il film non solo viene selezionato, ma riceve anche il premio come Miglior Progetto Europeo per l’approccio originale, poetico e profondamente umano alla materia dell’immigrazione. La prima stesura della sceneggiatura di Shun Li e il poeta viene terminata in tempo per essere presentata alla selezione del prestigioso Atelier del 62° Festival di Cannes. Dal 2005 L’Atelier, organizzato dalla Cinéfondation, seleziona ogni anno una quindicina di progetti di lungometraggi, provenienti da tutto il mondo, e invita i registi e i produttori al Festival di Cannes per metterli in contatto con i professionisti del settore a livello internazionale. Per l’edizione 2009 del Festival sono stati selezionati 16 rogetti, di cui solo tre di origine europea. Le riprese avranno luogo prevalentemente nel territorio di Chioggia a partire dalla primavera del 2010 – spiega Francesco Bonsembiante di Jolefilm –, dove ci appoggeremo prevalentemente a maestranze locali. Attualmente stiamo valutando una possibile partecipazione di Erri De Luca al film nel ruolo di uno dei protagonisti: Bepi, il Poeta. Si tratta dunque di una produzione indipendente e attenta al territorio, ma grazie alla collaborazione con la casa francese Æternam Films il film avrà un respiro e una visibilità internazionali. Shun Li e il poeta è un punto di sintesi del percorso registico di Andrea Segre nell’ambito del cinema-documentario, attraverso il quale si è occupato negli ultimi dieci anni principalmente di due temi: le migrazioni verso l’Europa (Marghera Canale Nord, A sud di Lampedusa, Come un uomo sulla terra) e il territorio sociale e geografico del Veneto (Pescatori a Chioggia e La mal’ombra, già prodotto da Jolefilm). Il film sarà girato intrecciando un linguaggio tipico del neo-realismo italiano con quello onirico del cinema orientale. Rispetterò modi e stili conosciuti nel cinema-documentario - conclude Segre - lavorando nella maggior parte dei ruoli con attori non professionisti e scegliendo sempre location del mondo reale. Credo che la precisione e la sottigliezza del linguaggio cinematografico orientale e di alcuni importanti esempi del cinema indipendente internazionale (Jim Jarmush e Matteo Garrone in primis) siano tracce importanti per riuscire a raccontare le atmosfere e i luoghi che ho scelto per questo progetto. Shun Li e il poeta Dopo aver lavorato in un laboratorio tessile nella periferia romana, la giovane immigrata cinese Shun Li viene trasferita nella piccola città di Chioggia: lavora come barista in un’osteria, per uscire dalla clandestinità. Ed è proprio qui che conosce Bepi, pescatore chioggiotto di origini napoletane soprannominato “il Poeta”, affezionato cliente dell’osteria. Il film racconta l’incontro tra due mondi in crisi: quello di chi ha abbandonato le proprie radici e quello di chi sente le proprie radici trasformate profondamente dalla crescita economica. Questi due mondi si annusano e capiscono di avere lo stesso problema; affidandosi più alla poesia che alla realtà, cercano di salvarsi reciprocamente. Una salvezza quasi onirica, resa possibile anche dal fascino di un luogo, Chioggia, la laguna e l’alto Adriatico. Una salvezza ostacolata però dal contrasto tra le loro comunità, quella italiana e quella cinese. Andrea Segre è dottore di ricerca in sociologia della comunicazione presso l'Universitàdi Bologna; da diversi anni collabora a progetti di cooperazione internazionale e interculturale tra Italia, Europa dell'Est, Mediterraneo e Africa Occidentale. Ha diretto numerosi documentari: Marghera Canale Nord (2003, 60° Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica; menzione speciale al RomaDocFestival); Dio era un musicista (2004, 62° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica); PIP49 (2006, episodio per Checosamanca, Eskimosa- Gruppo Feltrinelli e RaiCinema); A Sud di Lampedusa (2006, premio MedFest al 10° MediterraneoVideoFestival; finalista al 13° Premio Ilaria Alpi). Con Jolefilm ha realizzato La mal’ombra (2007, 25° Torino Film Festival; 26° Uruguay Film Festival). Il suo ultimo lavoro, “Come un uomo sulla terra” (2008), ha già vinto numerosi premi (2.SalinaDocFest; menzione speciale al Premio Vittorio De Seta) ed è stato presentato a molti festival in Italia e all’estero (Milano Film Festival; Visioni Italiane, Bologna; CinemAfrica, Stoccolma; Sao Paulo Film Festival); recentemente è stato candidato al David di Donatello, per la sezione Documentari.