TRIESTE - Insiel ha realizzato per la Regione Friuli Venezia Giulia il Sistema Informativo dei siti inquinati e delle aree degradate (SIQUI). Durante la fase di analisi e sviluppo durata due anni, i tecnici dei laboratori Insiel, con il contributo della Direzione Centrale Ambiente e Lavori Pubblici, hanno prodotto una soluzione tecnologicamente allo stato dell'arte.
Il primo esempio, in Italia, di sistema di collaborazione tra enti per la gestione dei siti inquinati che integra la parte amministrativa e tecnica, con la componente cartografica e offre le gestione condivisa dell'applicazione semplicemente via web.
SIQUI consente di produrre nuove conoscenze sullo stato dell'ambiente, di completare quelle già acquisite, di gestire le fasi di caratterizzazione e bonifica dei siti inquinati, ma soprattutto fornisce il supporto informativo per l'elaborazione del piano regionale di bonifica.
SIQUI è decisivo per consentirci di raggiungere i nostri obiettivi - comunica La Direzione Centrale Ambiente e Lavori Pubblici della Regione F.V.G. - tra i quali l'attivazione di una condivisione dei dati relativi ai siti inquinati con gli altri enti.
Si tratta di un approccio innovativo - riferisce Elena Viero, responsabile del progetto per il reparto Sistemi Informativi Territoriali di Insiel- una visione a 360 gradi della problematica e delle sue possibili soluzioni. La versione di questo applicativo rilasciata oggi da INSIEL è impiegata dalla Direzione centrale ambiente e lavori pubblici e dall'ARPA del Friuli Venezia Giulia.
Attualmente il SIQUI integra: 1128 sezioni anagrafiche di siti inquinati e aree degradate; 13.062 atti amministrativi; 461 conferenze di servizi; 156 istruttorie tecniche; 55 tipi di report; 336 siti inquinati, cartografati e inseriti nel database.
