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Zente refada di Giacinto Gallina per il carnevale del Teatro Ruffo di Sacile

Foyer
Sacile (PN) - Al culmine del Carnevale arriva al teatro Ruffo di Sacile uno dei capolavori del teatro veneto, diretto dalla mano sicura di Carlo Vianello, notissimo attore e regista del mondo amatoriale veneziano e grande interprete di quel repertorio che ha proprio in Goldoni e in Gallina i suoi autori di riferimento. Zente refada di Gacinto Gallina è appunto la commedia scelta da Vianello per la sua Compagnia, la “Ribalta Veneta”, che sarà in scena venerdì 12 febbraio per il penultimo appuntamento di Scenario, la fortunata Stagione del Piccolo Teatro Città di Sacile che concluderà il cartellone venerdì 19 febbraio con il debutto (fuori abbonamento) della sua nuova produzione. Anche Zente refada è un testo legato alla storia della Compagnia teatrale sacilese, che lo mise in scena nel lontano 1967 ancora con il vecchio nome della “Filodrammatica” che di lì a poco si sarebbe trasformata nell'attuale Associazione, il cui Quarantennale di palcoscenico è stato festeggiato proprio lo scorso anno. Scritta nel 1875, Zente refada è una commedia che risale al primo periodo della produzione di Gallina, nel quale i rimandi all'ispirazione goldoniana risultano maggiormente evidenti. Divertente e ricca di personaggi comici, la trama racconta di una famigliola veneta d'altri tempi e di modeste origini, nella quale piomba improvvisa una cospicua fortuna. Il bottegaio Momolo, la moglie Zanze e le due figlie diventano così dei “nuovi ricchi”, la cui principale preoccupazione è quella di ben comparire in società, stringendo nuove amicizie “altolocate” con feste e ricevimenti, senza però contare i pericoli che questo potrebbe comportare. Così, mentre le signore passano il loro tempo ad imparare inchini e riverenze, la casa comincia ad essere frequentata da una variegata compagnia di nobili spiantati, cacciatori di dote e donnette di dubbia reputazione, mentre improbabili tentativi di “ripulire” il dialetto quotidiano con un forbito uso della lingua danno vita a ridicolissimi siparietti di spontanea comicità. La storia si complica poi quando la vecchia nonna Orsola vende di nascosto un ventaglio regalatole da Momolo per aiutare, all'insaputa della famiglia, un'altra figlia in difficoltà. Inutile dire che il ventaglio finirà nelle mani sbagliate, dando il via ad una serie di equivoci e malintesi, che soltanto un sussulto finale di ritrovato buonsenso sapranno sciogliere e risolvere, ricomponendo l'armonia familiare perduta.