Gianni Minà e Omar Sosa protagonisti a Udin&Jazz 2009
Rassegne
[img_assist|nid=21020|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]UDINE - Comincia all’insegna dello studio e dell’informazione la seconda giornata udinese del Festival internazionale Udin&Jazz. In attesa della serata di grande musica, infatti, sin dalla prima mattina di giovedì 25 giugno (alle ore 9.30 presso la Sala Ajace - Comune di Udine), è previsto il primo appuntamento con Cuba e la sua cultura: Silvana Serafin e Federica Rocco, entrambe docenti dell’Università degli Studi di Udine, tengono una “lezione aperta” ai loro studenti e a tutti coloro che volessero intervenire (l’ingresso è libero) su La letteratura cubana del Novecento.
Segue un incontro fuori programma con l’attesissimo Gianni Minà (giornalista che non ha certo bisogno di molte presentazioni, soprattutto quando si parla dell’isola cubana e della sua storia) che ha deciso di dedicare al Festival una sorpresa (che si ripeterà anche venerdì mattina, alla stessa ora). Oltre all’incontro programmato per giovedì pomeriggio alla corte di Palazzo Morpurgo, infatti, Minà è protagonista alla Galleria Fotografica Tina Modotti, alle ore 11.00, sia giovedì 25 che venerdì 26 giugno di due appuntamenti del tutto particolari: in queste occasioni, infatti, Minà ha deciso di illustrare al pubblico e commentare i video di Storie del jazz, i suoi documentari in quattro puntate, proiettati nel contesto della mostra fotografica Ritratti cubani, allestita fino al 27 giugno, e concessi a Udin&Jazz dalla Cineteca Rai. Giovedì 25 Minà si dedica alle prime due puntate del documentario: Ricordi di New Orleans e Gli anni caldi di Chicago; venerdì 26 giugno tocca invece alle ultime due puntate, Le Big Band e Ritorno all’Africa: due “perle” impreviste, rigorosamente a ingresso libero.
Gianni Minà, giornalista e documentarista, è nato a Torino nel 1938. Ha collaborato con quotidiani e settimanali italiani e stranieri, ha girato centinaia di reportage per la Rai ed ha realizzato e condotto, per Rai Due dal '81 al '84, il programma domenicale Blitz, e successivamente, dal '96 al '98, il talk show Storie. Storici, nell'ambito sportivo, i suoi documentari su Muhammad Alì e George Foreman, Tommy Smith, Edwin Moses, Alberto Juantorena, Pietro Mennea, Sugar Rey Laonard, e su Pelè, Falcao, Zico, Platinì, Baggio e Maradona, che ha seguito per venti anni, nella sua contraddittoria avventura umana e sportiva, e sul quale ha realizzato, nel corso del tempo, sette documentari che sono alla base di una collezione di dieci dvd, per la Gazzetta dello Sport, intitolata Maradona: Non sarò mai un uomo comune.
Minà ha anche prodotto e diretto, negli anni '70, per la Rai, una Storia della Boxe in quattordici puntate e una Storie del Jazz in quattro puntate.
Nell 1982 il Presidente Pertini gli ha consegnato il Premio Saint-Vincent quale miglior giornalista televisivo dell’anno. Celebri anche le sue opere su Fidel Castro, Che Guevara, il Subcomandante Marcos e il Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchú, un documentario, quest'ultimo, premiato al summit dei Diritti Umani, organizzato dall'Onu a Vienna nel '93. Nel 2004 il suo film documentario In viaggio con Che Guevara ha vinto il Festival di Montreal e il Nastro d'argento, il premio dei critici italiani. E, inoltre, ha vinto i premi dedicati a Ennio Flaiano e Elio Vittorini.
Alla serie di documentari tratti dalle due storiche interviste con Fidel Castro, inseriti nella collezione intitolata Cuban Memories, realizzate nell'87 e nel '90, il Festival del Cinema di Berlino ha dedicato nel 2007 una rassegna; in quell’occasione gli è stato anche assegnato il prestigioso premio alla carriera Berlinale Kamera. Nel 2007 Minà, per i suoi documentari, è stato premiato alla carriera anche al Festival di Siviglia. Con l' Editore Sperling&Kupfer ha[img_assist|nid=21021|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=462] pubblicato fino ad ora una decina di opere. Nel giugno 2008 la Casa del Cinema di Roma gli ha dedicato una rassegna di sette giorni intitolata Gianni Minà, una vita da cronista, basata su i suoi documentari di sport, musica, cinema, attualità, diritti umani, realizzati in cinquant'anni di professione. Sempre nel 2008 Rai Tre ha riproposto una serie di dieci puntate del primo anno di Blitz intitolata La stagione dei Blitz, un programma innovativa rivisitato venticinque anni dopo.
A seguire, alle ore 12.30, il consueto Aperitivo Jazz, presso l’Osteria Alla Ghiacciaia (via Zanon, 13) che vedrà protagonisti alcuni degli artisti del Festival e in particolare Omar Sosa con i suoi musicisti: intrattenuti dal critico musicale Franco Savadori, gli artisti saranno a disposizione per le domande del pubblico e della stampa.
Gli approfondimenti sul jazz continuano nel pomeriggio, alle ore 17.00, alla Sala Ajace, con Claudio Sessa che presenta il suo ultimo libro Le età del jazz (incontro a cura di Flavio Massarutto). “Tutte le storie del jazz, anche le più recenti, ignorano o trattano comunque in maniera troppo superficiale la scena musicale degli ultimi trent’anni, che pure è ricchissima di tendenze e personalità: da Wynton Marsalis a Brad Mehldau, da Steve Coleman a Dave Douglas, senza dimenticare gli sviluppi dei musicisti più creativi delle precedenti generazioni. Questo libro affronta per la prima volta al mondo l’analisi di questo ampio periodo storico, osservato secondo diverse chiavi di lettura per metterne in luce la complessità; inoltre, pur privilegiando gli elementi di novità e di originalità, ne sottolinea anche il sofisticato rapporto con la precedente, lunga storia di questa musica. Il testo è costantemente affiancato da richiami dettagliati a molte significative incisioni del periodo, più di duecento brani, al punto che può anche essere utilizzato, tanto dal neofita quanto dal lettore più esperto, come una sorta di “guida discografica” essenziale e commentata. L’opera è la prima parte di un lavoro che punta a descrivere in modo innovativo l’intero sviluppo storico del jazz”. (Flavio Massarutto)
Alle ore 18.00 presso la Corte di Palazzo Morpurgo (o, in caso di maltempo presso la Sala Ajace – Comune di Udine) Gianni Minà parlerà delle sue esperienze a Cuba, delle sue interviste, dei suoi contatti con la musica e con il popolo cubano nell’incontro intitolato Cuba: la storia, la musica. Gli incontri con Sessa e Minà sono a ingresso libero.
Grande musica a Piazza Matteotti (o, in caso di maltempo, al Palamostre di via Diacono) alle 19.30, ancora a ingresso gratuito: protagonisti del concerto sono i !Cubanismo¡: Jesús Alemañy Castillo, tromba, direzione; Rolando Lopez, Jose de Jesús Boza & Carlo Vives, vocals; Eduardo Saura, tromba; Cecilio Scull, sax, flauto; Alfred Grinions, Carlos Guerra, tromba; Raul Gallardo, chitarra; Francisco Pampón, basso; Mariano Oti, congas; Irvin Alfonso, pianoforte; Karel Ulasias & Eduardo Alonso, percussioni.
Formidabile orchestra, una sorta di all-star band composta da musicisti cubani, con un organico in continua evoluzione, !Cubanismo¡ è considerata una delle più vitali espressioni del sound latino, un viaggio nel cuore danzante della musica tropical-salsa.
Animatore del progetto è l'impetuoso trombettista Jesús Alemañy, che guida un ensemble assolutamente superlativo, formato da ben 14 musicisti cubani di varie generazioni.
Il gruppo, completato da portentosi cantanti, da scattanti trombettisti, flautisti, sassofonisti, da una vasta gamma di percussionisti e da uno straordinario pianista, vanta un affiatamento formidabile.
!Cubanismo¡ è nato nel 1995 per dare nuova vita alla musica da ballo cubana ed ha ottenuto grande riscontro in tutto il mondo: dal festival di New Orleans a quelli di Montreal, North Sea, Montreux ed Estival: dai teatri europei a quelli americani alle piazze, il gruppo ha sempre fatto registrare il tutto esaurito, rivitalizzando generi travolgenti come la Rumba, il Chachacha, la Guaracha, la Guajira e il tradizionale Son.
Dopo il primo album omonimo, uscito nel 1996, il gruppo ha prodotto altri cinque album, ma è dal vivo che è letteralmente dirompente: le performance non sono soltanto calienti, ma addirittura torride.
Jesús Alemañy come tutti i cubani, è un fiero difensore delle sue tradizioni musicali, nelle quali riesce ad inserire trascinanti momenti jazzistici.
C’è una sorta di legame artistico fra questo gruppo e la città di New Orleans, concretizzatosi nel 2000 con l’album “Mardi Gras Mambo”, che vede i componenti di !Cubanismo¡ impegnati in una session con alcuni musicisti della scena di New Orleans.
Chiude la giornata, al Teatro San Giorgio, alle ore 22.00, l’attesissimo concerto di Omar Sosa, con il progetto Afreecanos (Omar Sosa, pianoforte, Fender Rhodes, electronics; Childo Tomas, basso elettrico, voce, m’bira; Marque Gilmore, batteria; Mola Sylla, voce, m’bira, xalam, kongoman).
Omar Sosa unisce musicisti provenienti dall’Africa, Cuba, Brasile e Francia per celebrare la ricca eredità della musica africana nei confronti del jazz e della musica latina. Gli arrangiamenti di Sosa combinano folclore e contemporaneità, ancestrale e urbano. Le voci degli spiriti e le percussioni dall’Africa e dal Sudamerica si fondono con lo stile lirico e audace del pianoforte di Sosa.
Il dinamico Omar Sosa ha dato vita a una delle più ricche combinazioni artistiche della sua generazione. A una sconfinata curiosità culturale, il pianista accosta una misteriosa capacità di unire elementi apparentemente diversi. Le precedenti uscite discografiche si sono mosse tra la parola parlata e l’hip hop, i viaggi nel tempo, fino all’antica musica degli Gnawa del Marocco.
Nato a Camaguey, Cuba, Sosa ha cominciato a sviluppare le proprie doti artistiche a 8 anni, passando dal più rinomato Conservatorio di Cuba alla Scuola Nazionale di Musica. E’ stato ammaliato da molti pianisti che lo hanno influenzato: i cubani Frank Emilio Flynn, Chucho Valdéz, Emiliano Salvador e le icone come Thelonious Monk, Herbie Hancock. La sua musica ingloba elementi legati alle tradizioni folcloristiche di Cuba e delle Americhe, compresa la pratica spirituale denominata “santeria”. Dopo essere emigrato da Cuba ha vissuto in Ecuador, Spagna e nella zona della baia di San Francisco, dove ha sviluppato una preziosa collaborazione con il noto percussionista e maestro John Santos.
Per il nuovo CD Afreecanos, Omar ha scelto di collaborare con un’estesa formazione di musicisti, tutti provenienti da paesi che direttamente o indirettamente hanno un legame con il continente africano (Cuba, Mozambico, Francia, Senegal, Mali, Brasile, Usa, Guinea, Marocco). Il senso di pace e di universalità dell’Africa sono il punto di forza dell’intero progetto. In Afreecanos ho voluto continuare il mio lavoro di ritorno alle origini, di ricerca di punti in comune fra le varie tradizioni; come quella cubana, brasiliana, senegalese, guineana, maliana e mozambicana, dichiara Omar. Il mio lavoro vuole dimostrare che siamo figli della stessa Madre, e anche se siamo geograficamente separati, siamo vicini nell’essenza, nei concetti e nelle radici. Ho cercato di esprimere una piccola parte della faccia melodica dell’Africa e credo che attraverso il jazz sono stato in grado di combinare molteplici tradizioni attraverso un sound senza frontiere. Quello che maggiormente impressiona di Omar Sosa è l’anima e il cuore che pone in ogni album e in ogni concerto. Anche se è un musicista di jazz dotato di grande virtuosismo, è soprattutto un ricercatore instancabile dell’essenza spirituale della musica improvvisata.
La ricerca di Omar Sosa sugli aspetti multi culturali del continente africano hanno portato dei frutti e continuano ad illustrare i collegamenti ritmici, armonici e melodici. L’immersione di Omar nell’Africa è una ricerca sconfinata, questo bellissimo CD rappresenta ad oggi il suo capitolo più completo. Afreecanos è prodotto dal parigino Steve Arguelles, lo stesso che lavorò all’album Mulatos, nominato al Grammy nel 2004.
Per chi ama tirare tardi, infine, l’Afterhour al Caffè Caucigh (da mezzanotte in poi) vede esibirsi gli allievi scelti del workshop di canto Cantare, Interpretare, Emozionare, curato dell’Associazione In tantoCanto, con la direzione artistica di Barbara Errico, in corso ancora per le giornate di giovedì 25 e venerdì 26 giugno alla Sala Florio (Palazzo Florio, Università degli Studi di Udine). Il seminario è rivolto a cantanti che desiderino approfondire le tecniche vocali, espressive, l’interpretazione personale nel canto moderno e jazz, la tecnica dell’improvvisazione e lo studio delle tecniche di comunicazione e la gestione del palcoscenico. La cura del workshop è affidata a Barbara Errico e Franca Drioli (tecnica vocale e canto), Ivan Ordiner (studio del ritmo ed improvvisazione), Daniela Zorzini (presenza scenica e gestione del palco); a seguire le lezioni al pianoforte Juri Dal Dan e alle percussioni lo stesso Ivan Ordiner.
Udin&Jazz 2009 Festival internazionale – 19^ edizione
Re_Evolution Cuba 59_09
Giovedì 25 giugno 2009
UDINE – location varie
Il programma
ore 09.30
Sala Ajace
La letteratura cubana del Novecento
conferenza a cura della prof. Silvana Serafin (Ordinario di Lingua e Letterature Ispano-americane - Università di Udine) e della dott. Federica Rocco (Ricercatore confermato di Lingua e Letterature Ispano-americane - Università di Udine)
ore 11.00
Galleria Tina Modotti (ex Mercato del Pesece)
Gianni Minà incontra il pubblico e presenta Ricordi di New Orleans e Gli anni caldi di Chicago le prime due puntate di Storie del jazz (di Gianni Minà e Giampiero Ricci - documenti della cineteca Rai)
ore 17.00
Sala Ajace
Claudio Sessa
presenta Le età del jazz, a cura di Flavio Massarutto
ore 18.00
Corte Palazzo Morpurgo (o, in caso di maltempo in Sala Ajace)
Cuba: la storia, la musica, incontro con Gianni Minà
ore 19.30
Piazza Matteotti (o, in caso di maltempo al Palamostre)
!Cubanismo¡
Jesus Alemañy, direzione, tromba; Jose de Jesús Hernandez, vocals; Eduardo Rodriquez, tromba; Eduardo Lavoy, Bongos/percussioni; Karel Paez, timbales; Carlos Pimienta, vocals; Irvin Ferreyro, piano; Cecilio Valido, sax baritono & flauto; Tyrso Duarte, tastiere & vocals; Yoel Cuesta, congas; Jorge Gonzalez, basso; David Suarez , Sax alto & faluto; Rolando Martinez, vocals; Heikel Fabian, trombone
ore 22.00
Teatro San Giorgio
Omar Sosa - Afreecanos Omar Sosa, pianoforte, Fender Rhodes, electronics; Childo Tomas, basso elettrico, voce, m’bira; Marque Gilmore, batteria; Mola Sylla, voce, m’bira, xalam, kongoman
ore 24.00
Caffè Caucigh
Concerto degli allievi del workshop Cantare interpretare emozionare
Dal 24 al 26 giugno
Palazzo Florio
Cantare, interpretare, emozionare Workshop di canto a cura di Barbara Errico Associazione In TantoCanto
Info:
Associazione culturale Euritmica
tel. 0432523989
www.euritmica.it
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