La principessa della czarda al Verdi di Gorizia
Operetta
[img_assist|nid=12244|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]GORIZIA - Grande attesa a Gorizia per un nuovo, grande appuntamento con la sezione Musica e Balletto della Stagione Artistica del Teatro comunale Giuseppe Verdi. Martedì 19 febbraio, alle 20.45 il sipario si alza su La principessa della czarda, una delle operette più famose e rappresentate nel mondo, seconda solo a La vedova allegra.
Un successo che si deve al meraviglioso spartito del compositore ungherese Emmerich (Imre) Kálmán (Siófok, 1882 – Parigi, 1953) - compagno di studi, all’Accademia Musicale di Budapest, di Bartók e Kodály - dove gli spunti della musica tzigana si fondono a splendidi valzer. Tra l’energia e la forza trascinante degli accenti ungheresi e l’eleganza dei valzer viennesi si dipana un intreccio godibile ed elegante dove il sentimento degli innamorati si stempera in quella speciale predisposizione di Kálmán per le parti brillanti. Corrado Abbati torna dopo dieci anni a “prendersi cura” del capolavoro magiaro e lo fa con una nuova scrittura evitando le secche (e l’equivoco) di un’operetta serieuse per trattarla con quel tipico coté brillante tale da coniugare insieme le suggestioni del testo e le emozioni della musica perché operetta non è solo musica, perché operetta non è solo prosa.
La principessa della Czarda nacque sulla scia del grande successo riconosciuto alla produzione leggera di Kálmán, che lo indusse a tentare la strada dell’operetta e quindi a trasferirsi a Vienna, dove si assicurò la collaborazione di librettisti di vaglia (superiori, ad esempio, a quelli di Strauss junior) e proseguì il suo fortunato amalgama di suadente classicismo europeo e vaghe quanto irresistibili suggestioni tzigane, tratte, più che da autentico materiale popolare, dalla brillante veste orchestrale con cui Liszt lo aveva introdotto tra il pubblico colto. Furono Leo Stein e Béla Jenbach a costituire il[img_assist|nid=12245|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=425] libretto, inaugurato il 17 novembre 1915 al Teatro Johann Strauss a Vienna, nonché a escogitare il titolo, un’astuzia pubblicitaria che faceva leva sul fascino della musica tzigana (la csárdás era una danza assai popolare tra gli zingari e i suonatori ambulanti per le strade di Vienna) per un’operetta, in effetti, tutta intessuta di valzer nella più squisita tradizione straussiana. La “Principessa della Czarda” è Silva Varescu (qui interpretata da Antonella Degasperi) una celebre cantante della quale festeggia, al cabaret Orpheum di Budapest, l’imminente partenza per una tournée americana. Innamorato di lei e da lei ricambiato è il nobile principe Edvino che tuttavia deve sottostare alla volontà del padre che, disapprovando la sua unione con un’artista, l’obbliga a tornare a Vienna per sposare sua cugina Stasi. Nella consueta ridda di equivoci e inganni le ragioni del denaro cadranno di fronte a quelle del cuore, e delle orecchie, in brani divenuti istantaneamente e durevolmente famosi (L’ora d’amor, Canta un coro di angioletti, La Rondinella). La Principessa della Czarda firmata da Abbati è bella musica, grandi quadri coreografici, ritmo, slanci melodici al servizio di un sentimento vero.
Stagione Artistica Musica e Balletto 2007-2008
Martedì 19 febbraio 2008, ore 20.45
Teatro comunale Giuseppe Verdi - GORIZIA
La principessa della czarda
di Emmerich Kálmán
diretta e interpretata da Corrado Abbati
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