Primo Toccare - White/Black/Red
Bolzano Danza 2010 - Tanz Bozen 2010
Mercoledì 21 luglio 2010, ore 21:00
Primo Toccare - White/Black/Red
prima assoluta
Balletto Teatro di Torino
coreografia: Matteo Levaggi
set concept/design: Corpicrudi
disegno luci: Marco Policastro
danzatori: Manuela Maugeri, Viola Scaglione, Valeria Vellei, Norbert De La Cruz III, Giuseppe Cannizzo, Gert Gijbels, Rosario Guerra,Vito Pansini.
I White
musica: Lilith, Orbital, Mika Vainio
II Black
musica: Arvo Pärt
III Red
musica: David Tudor (estratti da Pulsers, 1976)
prima assoluta
Ha festeggiato trent'anni di vita nel 2009 il Balletto Teatro di Torino. Trent'anni vissuti da pioniere nel panorama della danza italiana grazie alla lungimirante direzione artistica della fondatrice Loredana Furno (direttrice artistica anche di Bolzano Danza dal 1985 al 1988) che sin dagli anni' 70 ha saputo dare un'impronta originale al suo ensemble.
Etoile del Teatro Regio di Torino, Loredana Furno è stata antesignana del "nuovo" in Italia aprendo le porte della sua compagnia a numerosi coreografi di fama internazionale. Per il Balletto Teatro di Torino hanno creato tra gli altri Milorad Miskovitch, Vittorio Biagi, Gigi Caciuleanu, Luca Veggetti e, nel 2000, Karole Armitage, autrice di un bizzarro Yo, Giacomo Casanova.
Oggi il nome del Balletto Teatro di Torino è principalmente legato al trentaduenne coreografo residente Matteo Levaggi, discepolo della Furno, che ha traghettato la compagnia nel Terzo Millennio con il suo stile puro, geometrico, vibrante e dinamico, spiccatamente formale e contemporaneo. A lui si deve il trittico Primo toccare, realizzato in collaborazione con la coppia di artisti Samantha Stella e Sergio Frazzingaro, ovvero Corpicrudi, uno dei nomi più gettonati e richiesti nell'ambito dell'arte contemporanea.
Primo toccare è un lavoro a episodi, tre totali dal titolo White - Black - Red, quest'ultimo in prima assoluta a Bolzano Danza, che ad ogni rappresentazione diventa un evento artistico a sé. Stratificazioni di elementi pre-esistenti e nuovi dettagli si sovrappongono rendendo l'opera sempre diversa, alternandone il meccanismo percettivo in base al luogo e al tempo in cui viene rappresentata. Nel trittico Matteo Levaggi, coadiuvato dalle suggestive installazioni di Corpicrudi, proietta i suoi otto bravi danzatori in una scena futuribile, in un tessuto coreografico, sonoro e visivo che, grazie al contrasto tra suono e silenzio, mette in relazione tutti gli elementi in un gioco di resistenza fisico-percettiva. Come in un allenamento sportivo il muscolo (qui l'impatto visivo) si potenzia, andando oltre il suo limite.
I White è nato per la Biennale danza di Lione nel 2008 ed è un episodio di clinica freddezza, mentre Il Black, che ha debuttato con successo lo scorso ottobre al Joyce Theater di New York, riscopre l'intimità e la spiritualità. In III Red Levaggi costruisce una partitura per una danzatrice sola: quindici minuti in cui un punto di candore emerge nello spazio invaso da luce rossa e da una galleria di statue ideate da Corpicrudi. I corpi delle modelle che appaiono nei primi due atti, dapprima racchiusi in una teca museale, poi imponenti su un altare trasparente, si cristallizzano ora in bianche Veneri eterne.