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Teatro Treviso

13/03/2010 - 16:00
13/03/2010 - 21:00

Ordinamento

0

Luogo Evento

Teatro dei Rinnovati - Asolo (TV)

Referente

Arteven

Telefono

Descrizione

Stagione Teatrale 2009-2010

Sabato 13 marzo 2010, ore 16:00 e ore 21:00

Associazione Etnica Music

Spettacolo di Flamenco

danza e coreografia di Cristina Benitez

musiche di Riccardo Ascani

 

Intimo, essenziale e ricercato, lo spettacolo indaga gli stati d’animo femminili. I diversi strumenti in scena diventano elementi narrativi, come l’ abanico – ventaglio – che come un fiore rappresenta la grazia e l’armonia delle forme nei movimenti più lenti, o la bata de cola - abito lungo con strascico, che sottolinea le curve, l’orgoglio, la consapevolezza di sé e la sensualità femminili. La danza si fonde con la musica in una immersione estatica nel mondo gitano spagnolo, fino condividerne la sensibilità e la visione ora drammatica, ora dolce e romantica, ora gioiosa ma sempre intensa della vita.


04/03/2010 - 20:45
05/03/2010 - 20:45

Ordinamento

0

Luogo Evento

Teatro Accademico - Castelfranco Veneto (TV)

Referente

Arteven

Telefono

Descrizione

Stagione Teatrale 2009-2010

Giovedì 4 e venerdì 5 marzo 2010, ore 20:45

tratto dal testo di Miguel de Cervantes
musiche di Daniele D’Angelo
progetto e regia di Franco Branciaroli

"Don Chisciotte è un enorme trattato sull'imitazione: così come lui imita i cavalieri, io imito i cavalieri della scena". Con questa premessa Franco Branciaroli, dopo l'originale edizione di Finale di partita in cui il protagonista parlava con la voce dell'ispettore Clouseau, si prepara al nuovo spettacolo tratto dal testo di Miguel de Cervantes. Branciaroli sarà infatti impegnato nel doppio ruolo di Don Chisciotte e Sancho Pancia, cui darà, imitandole, le voci di Vittorio Gassman e Carmelo Bene. Il vagabondare verbale, divertente e commovente insieme, dei due mattatori ripercorrerà alcune delle scene più celebri del grande romanzo picaresco del siglo de oro spagnolo. "Li immagino nell'aldilà - spiega ancora Branciaroli - mentre confessano che avrebbero sempre voluto mettere in scena il libro più d'avanguardia che ci sia, il Don Chisciotte. Li faccio parlare e così, accanto accanto ai personaggi dell'Hidalgo e di Sancho, riprenderanno vita anche i loro dialoghi, i loro battibecchi, il loro immaginario". Ecco dunque che le "maschere verbali" dei due grandi protagonisti della scena teatrale italiana, daranno anche occasione di ritrovare atmosfere di un Gran teatro che non c'è più e che lo stesso Branciaroli, che con Bene ha recitato ai suoi esordi, ha preso per la coda: "Erano due avversari irriducibili - continua l'attore-regista - ma anche, al fondo, due artisti che si stimavano. E questa è una cosa che mi commuove". E divertimento con un pizzico di nostalgia sarà infatti la temperatura emotiva dello spettacolo. Il finale? Non è una vera fine, cosa che sarebbe pertinente solo con il mondo dell'aldiqua, mentre nel tempo eterno i nostri due mattatori, e idealmente Branciaroli con loro, possono ripetere all'infinito, variandola e reinventandola, la rappresentazione. E così è.

"... Il procedimento corrisponde a un nascondermi. L'ho già fatto con Finale di partita di Beckett dove ho adottato i toni del doppiatore italiano dell'ispettore Clouseau alias Peter Sellers. Come se escludessi i miei mezzi vocali. Ancora di più col Don Chisciotte evocante Gassman e Bene (o con Gassman e Bene che evocano il Cavaliere della Mancha e Sancio) in definitiva plasmo le voci degli altri, voci diventate mitiche, nobilmente manieristiche. Non è un caso che loro due siano riproducibili, reinventabili (è molto difficile riprodurre me, che non ho nulla di particolare a livello di gola), e va aggiunto che il nostro è un momento in cui non si può più granché affermare una voce, per il semplice motivo che in realtà non ti stanno più ad ascoltare. Un gruppo di persone decide cosa è giusto e cosa non lo è (e questo andrebbe bene se le opzioni e i culti fossero davvero giusti: purtroppo sono spesso sbagliati), e queste persone sono tutto l'apparato decisionale coalizzato (dal critico ai direttori di teatro). La conseguenza è che la povera arte del teatro continua a pedalare a vuoto, il ricambio è costituito da fallimenti, e non c'è spazio per un contropotere. Allora ho sentito la tentazione di portare in scena i potenti: vedetevela con loro, con Gassman e Bene. Non è proprio esclusivamente un omaggio: è anche, quindi, una specie di resa dei conti. Ossia, l'omaggio è ovvio, perché reputi alti coloro cui ti riferisci per mettere a segno la resa dei conti. Però è come se dicessi anche: bene, questi sono i miti che avete codificato, e io mi ci confronto, e questo produce anche l'idea teoretica di un Chisciotte che si trova nella condizione in cui mi trovo io, che deve parlare con/per voce altrui, che non vive una condizione romantica con slanci ideali ma subisce il destino d'un disgraziato alle prese con un mondo che non lo vuole, che non ha niente a che fare con lui. Il Cavaliere dalla triste figura impersona la deriva, l'ultima spiaggia cui viene costretto oggi il teatro. Rischiamo non più di vedere un'osteria come fosse un castello, ma di vedere un'osteria come fosse il teatro... ".
Franco Branciaroli
 


04/03/2010 - 21:00

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0

Luogo Evento

Teatro Accademico - Conegliano (TV)

Referente

Arteven

Telefono

Descrizione

Giovedì 4 marzo 2010, ore 21:00

un omaggio ad Antonio Ruiz Soler

Compagnia Antonio Marquez

Musiche Salvador Bacarisse, Isaac Albéniz, Edouard Lalo Padre Soler, Reveriano Soutullo y Juan Vert
Danzatori Antonio Márquez,Trinidad Artíguez, Eva Leiva,Joana Flores,  Mercedes Recio, Verónica Soriano, Elena Miño, David Sánchez, Daniel Fernández, Francesco Bucchi, Víctor Rodríguez, Alberto García
Coreografía Antonio Márquez
Testo Eva Leiva
Luci Álvaro Estrada Scene Antonio Márquez. Inmaculada Martín y Luís Callejón
Disegno costumi Eva Leiva Costumi J.L. Gonález, Dolores Ortiz, Encarna Ortiz
Tecnico Álvaro Estrada, Sergio Chaparro, Ángela Rodríguez
Coordinatore tecnico Álvaro Estrada

Questa nuova, importante produzione di Antonio Marquez è un atto d’amore nei confronti di una figura leggendaria per la danza spagnola come Antonio Ruiz Soler, scomparso nel 1996 e noto in tutto il mondo come “Antonio el bai-larìn”. Figura poliedrica e geniale, Ruiz ha gettato le fondamenta del grande rinnovamento stilistico e coreografi-co che ha coinvolto  la danza spagnola negli ultimi decenni. Per un incredibile incrocio di percorsi umani e artistici, il personaggio di “Antonio” da vecchio è interpretato in questa sorta di “Opera Flamenca” dal grande Paco Romero, il maestro di Antonio Marquez stesso e a sua volta allievo di Antonio Ruiz; anche grazie a questo “tocco”, l’interpretazio-ne di Marquez è semplicemente indi-menticabile per passione interpretativa e coinvolgimento emotivo. Com’è stato detto in Spagna, il “duende”, lo spirito sottostante ad ogni vera interpretazione flamenca, sembra toccare qui con il suo vivo fuoco tre generazioni di straordina-ri artisti. La traiettoria artistica di Ruiz viene ricostruita con passione e affet-to a partire da un effervescente caffè di Sevilla, passando per le esperienze americane e cinematografiche, mo-strando la sua passione per l’insegna-mento della sua arte che ha potuto met-tere a profitto dopo il ritorno in Spagna nel periodo in cui fu direttore artistico del Ballet Nacional. Le musiche hanno in questo spettacolo un ruolo centrale: oltre a pezzi di flamenco puro come la coreografia del poema di Lorca “Pren-dimiento de Antoñito el camborio”, o le danze condotte al solo suono di tacchi e nacchere, emergono brani selezionati tra il meglio della musica classica spa-gnola: “Leyenda” di Bacarisse; “Sonata” di Padre Soler, “Sevilla” e “Córdoba” di Albéniz, il “Zapateado” di Sarasate e “La leyenda del beso” di Soutullo y Vert. “Antonio”, che vede impegnati in scena quindici danzatori e danzatrici, arriva per la prima volta in Italia, sull’onda del grandissimo successo ottenuto in Spagna e nelle prime tournée interna-zionali.

 

La compagnia
Compañía Antonio MárquezFondata nel 1995 con l’intento di recu-perare, potenziare ed approfondire le autentiche radici del Baile Español, la Compagnia ottiene immediato succes-so in patria, dove presenta nelle mag-giori città spettacoli di grande interes-se: “Movimiento Perpetuo”, spettacolo di debutto (Siviglia, ’95); “Reencuentros” del ’96 (coreografia di José Granero e musica di Emilio de Diego, debutto a Valencia in dicembre); “Il Cappello a tre punte” di Manuel de Falla nel ’97, che inaugura il Teatro Real de Madrid.
Altri importanti riconoscimenti atten-dono Márquez sia in Spagna che in Italia nel 1998, mentre la Compagnia continua a rappresentare “El Sombrero de Tres Picos” in una nuova produzione, toccando importanti festival quali “Ma-drid en Danza”, Sintra in Portogallo, il Festival de Jerez, Barakaldo e così via. Ma il riconoscimento più bello del ’98 è senz’altro la “Mención de Honor en el Libro de Oro de la Historia del Ballet de Cuba”, per la sua brillante esibizione al 30° Anniversario del Festival de L’Avana. Nel 2000 la Compagnia è in tournèe tra Svizzera, Italia, Grecia, Portogallo, Giappone, Panama, Francia e Spagna. Mentre altri importanti premi di danza le vengono assegnati, la Compagnia arriva all’Opéra di Parigi con “Reen-cuentros”, “Zapateado” e “Movimiento Flamenco”, ottenendo grande successo di pubblico e di critica. Anche il 2001 si apre con un grande tour internazio-nale che comprende Italia, Portorico, Brasile e Ungheria. Nel dicembre del-lo stesso anno, dopo vari mesi di pre-parazione, debutta al Teatro di Madrid “Boda Flamenca” con musica di Diego Franco e coreografia di Antonio Már-quez, Matilde Coral e Currillo, riscuo-tendo un grande successo di critica e pubblico. Subito dopo la compagnia parte per una tournée in Israele, Bu-dapest, Francia e Montecarlo, parteci-pando all’opera “Il Barbiere di Siviglia”. Nel gennaio 2002, grazie all’enorme successo ottenuto nel 2001, la Com-pañia Antonio Márquez è nuovamente invitata dall’Opéra National de Paris-Opera de Bastille. E ancora una volta il consenso del pubblico e della critica è stato sorprendente. Forte di questo ri-sultato, il 28 gennaio 2002 la Compañia Antonio Márquez ha iniziato una lunga tournée negli Stati Uniti, su invito della Columbia Artists Management. La Com-pagnia ha poi fatto tournèe in Brasile, Italia, Francia e Spagna, dove è stata ospitata nuovamente dal Teatro Real di Madrid, nel dicembre 2002, con il pro-gramma  “Carmen” e “Boda Flamenca”. Nel marzo 2003 ottiene il Primo Premio all’interno del Festival Internacional de Danza di Jerez. Da quell’anno diviene Compagnia residente della Comuni-dad de Madrid a Villaviciosa de Odón. Nell’anno 2005 fa tournee nuovamente in Italia, Spagna ed in Giappone con lo spettacolo “El Sombrero de Tres Picos” di Manuel de Falla e “Bolero” di Ravel, ottenendo dovunque  grande succes-so ed in Spagna il Premio della Critica come i due migliori spettacoli all’inter-no del Festival di Jerez. In Italia Anto-nio Marquez viene insignito del Premio Positano “Leonid Massine” per l’arte e la danza con la motivazione”Anche il flamenco ha la sua Stella”. Nello stesso anno debutta al Teatro di Madrid la sua nuova creazione “La Vida Breve” da Ma-nuel de Falla. Nel 2007 la Compagnia arriva nuovamente in Italia portando in scena”Giuseppe Verdi” con l’Orche-stra del Teatro Lirico g. Verdi di Trieste, diretta dal M° Hirofumi Yoshida. Nel corso del 2008 la Compagnia si è esi-bita al Festival di Jerez ed in alcuni dei più prestigiosi festival di danza d’Italia, tra i quali ricordiamo Invito alla danza a Roma, La Versiliana, E’ Grand’Esta-te a Parma, Taormina Arte e Vigna-le Danza,  ed in Brasile e Giappone.

Antonio Márquez
Nato a Siviglia nel 1963, è già Primo Bal-lerino al Ballet Nacional de España nel 1982, sotto la direzione di José Antonio Ruiz; intepreta con questa compagnia molti ruoli principali, nel “Cappello a tre punte”, nel “Bolero de Ravel”, in “Ritmos” e molte altre produzioni.Dal 1991 è Pri-mo Ballerino al Ballet Español de Ma-drid, di José Granero, dove interpreta, tra le altre coreografie, “Reencuentros”. Di nuovo con il Ballet Nacional de España dal 1993 in qualità di Artista Ospite, compare in quell’anno in un brano del “Cappello a tre punte” nel-la trasmissione televisiva sui grandi miti maschili “Los Divinos”, prodotta da RAI e TVE e ripresa praticamente in tutto il mondo. L’anno dopo inter-preta Carmelo in “El Amor Brujo” di Manuel De Falla, con la coreografia di Victor Ullate, ed altri importanti ruoli, tra cui “La Oración del Torero”, dedicato a Ortega Cano (musica di Joaquin Tu-rina e coreografia di Victoria Eugenia). Nel 1995 fonda la sua Compagnia, con cui ha ottenuto straordinari riconoscimenti internazionali. Prosegue nel frattempo anche la sua attività di ballerino e core-ografo, che lo vede curare coreografie dell’opera “Carmen” sia per l’Opera di Montecarlo che per il Teatro Nazionale di Atene, e dell’opera “Don Chisciot-te” per l’Opéra di Parigi. Nel corso del 2001, infine, ha ottenuto in Italia impor-tanti riconoscimenti e premi, mentre in Brasile il suo spettacolo, cui hanno assistito 40.000 persone a Rio de Janei-ro, è stato inserito nel “Libro de los Re-cords” per il grande seguito di pubblico. Ormai divo da folle oceaniche, so-prattutto quando interpreta alcu-ni ruoli come Don José in Carmen,  di lui è stato scritto moltissimo. Per la sua apparizione italiana nel lu-glio 2001 al Teatro Romano di Verona, Sergio Trombetta su “La Stampa” ha detto:“Ballerino dotato di una tecnica su-blime, sulla scena sembra preda di una forza animalesca che lo rende capace di tutto…Antonio Márquez fa flamenco-flamenco, travolgente, animalesco ed eccessivo…è un tipo che accalappia le platee, soprattutto femminili, con la sua presenza magnetica, l’intensità della sua danza. 


27/02/2010 - 21:00

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3

Luogo Evento

Teatro dei Rinnovati - Asolo (TV)

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Arteven - Circuito teatrale Regionale

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Descrizione

Teatro dei Rinnovati - Stagione teatrale 09/10

Sabato 27 febbraio 2010, ore 21:00

In guisa dei commedianti dell’Arte

da Pierre Augustin Caron de Beaumarchais e Cesare Sterbini

regia di Benoît Roland

Compagnia Teatroimmagine

Si tratta di un’opera leggera e buffa. Già nella scrittura del
libretto - datato 1816 - riconosciamo subito sotto le vesti di
Bartolo il nostro “Pantalone de’ Bisognosi”: avaro, sospettoso,
eternamente innamorato d’una fanciulla tanto più giovane. E
Figaro, non somiglia al nostro simpatico Arlecchino, sempre
pronto a seminare intrighi attorno a lui? Il Conte d’Almaviva ci
ricorda tanto Florindo, l’innamorato dell’ “Arlecchino servitore
di due padroni” e Rosina è la classica giovane innamorata. Don
Basilio, maestro di musica, sapientone e corruttibile, somiglia
stranamente al nostro panciuto Dottor Balanzone…


20/02/2010 - 21:00

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3

Luogo Evento

Teatro Accademia, Piazza Cima, 5. - Conegliano (TV)

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Città di Conegliano - Associazione Culturale La Città delle Stelle

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Descrizione

Sotto le stelle del cabaret 2010

Sabato 20 febbraio 2010, ore 21:00

di Marco Bazzoni

Biglietti:

Prezzi  poltronissima intero € 26.00 ridotto €  23.00 

Platea e galleria intero €  23.00 ridotto € 20.00

Loggia intero  € 15.00  ridotto € 12.00

In questo nuovo spettacolo, Marco Bazzoni coadiuvato dall'inseparabile compagno di palcoscenico Alex De Santis, diretto dal fresco premio Ennio Flaiano, Francesco Brandi porta in scena uno spettacolo scritto insieme all'insolente Marzio Rossi e spinge il famoso lettore multimediale oltre il semplice intrattenimento, trasformando BAZ 4.0 in un prodotto dotato di un'intelligenza artificiale al servizio dellumanità.
La follia suggerita da Marco Bazzoni offre un divertente spunto per guardare la società  in tutte le sue contraddizioni: uno spettacolo che cerca di affrontare attraverso i suoi monologhi la realtà, o quello che ci viene propinato come tale, con il sorriso sulle labbra, l'allegria delle canzoni e con la convinzione che ridere sia l'unico modo per resistere.

 


09/02/2010 - 20:45

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3

Luogo Evento

Teatro Careni - Pieeve di Soligo (TV)

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Arteven - Circuito teatrale Regionale

Telefono

Descrizione

Stagione Teatrale 2009 – 2010  

Martedì 9 febbraio 2010, ore 20:.45

di Renato Simoni

con Dorotea Aslanidis, Nicoletta Maragno, Giancarlo Previati, Massimo Somaglino, Lino Spadaio, Pino Costalunga, Eleonora Bolla, Maria Grazia Plos, Michele Casarin, Andrea Pennacchi

regia Damiano Michieletto

Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni - La Contrada Teatro Stabile di Trieste - Teatri S.p.A.

Siamo in un paese del Veneto, di cui è sindaco il conte Cesare, autoritario ed egoista in casa come fuori. La sua volontà è la sola che conti, per cui le sue decisioni non ammettono obiezioni di sorta. Si sente superiore in tutto, anche nell’ambito della morale, motivo per cui rifiuta al povero Marasca il posto di maestro comunale, perché colpevole di aver tollerato troppo a lungo in casa la moglie adultera prima di scacciarla. Allora questi gli rivela che anche lui, vent’anni prima, avrebbe dovuto fare la stessa cosa. La rivelazione lo ferisce nel profondo, distruggendo la sua sicurezza e il suo orgoglio. Comincia allora ad indagare con allusioni e sottintesi per conoscere la verità, finché la moglie Eva, uscendo dal suo stato di soggezione, confessa di aver cercato l’amore in un altro uomo poiché nel marito aveva trovato solo un tiranno. Cesare cerca allora sostegno nella vecchia madre e si sforza di cambiare atteggiamento verso gli altri: ma oramai tutto è inutile, continuare a vivere per lui non ha alcun senso.


01/02/2010 - 20:45
02/02/2010 - 20:45

Ordinamento

3

Luogo Evento

Teatro Accademico - Castelfranco Veneto (TV)

Referente

Arteven - Circuito teatrale Regionale

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Telefono

Descrizione

Stagione Teatrale 2009-2010

Lunedì 1° e 2 febbraio 2010, ore 20.45

Luca Zingaretti

legge
La Sirena

dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
drammaturgia di Luca Zingaretti
con musiche dal vivo composte da Germano Mazzocchetti

 

Nel tardo autunno del 1938 due uomini si incontrano in una Torino a entrambi estranea. Paolo Corbèra è nato a Palermo, giovane laureato in Giurisprudenza, lavora come redattore de “La Stampa”. Rosario La Ciura è nato ad Aci Castello, ha settantacinque anni, ed oltre ad essere senatore, è il più illustre ellenista del tempo, autore di una stimata opera di alta erudizione e di viva poesia. Il primo risiede in un modesto alloggio di via Peyron e, deluso da avventure amorose di poco valore, si trova «in piena crisi di misantropia». Il secondo vive in «un vecchio palazzo malandato» di via Bertola ed è «infagottato in un cappotto vecchio con colletto di un astrakan spelacchiato», legge senza tregua riviste straniere, fuma sigari toscani e sputa spesso.I due sconosciuti si incontrano in un caffé di via Po («una specie di Ade» o «un adattissimo Limbo») e, a poco a poco, entrano in una garbata e cordiale confidenza. Tra riflessioni erudite, dialoghi sagaci, battute cinicamente ironiche, i due trascorrono il tempo conversando di letteratura, di antichità, di vecchie e nuove abitudini di vita. In un immaginario viaggio, geografico e temporale tra il Nord e il Sud, emerge un mondo costruito sulla passione e l’estasi. Alle iniziali avventure del giovane con «sgualdrinelle ammalate e squallide (...), di un’eleganza fatta di cianfrusaglie e di moinette apprese al cinema, a pesca di bigliettucci di banca untuosi nelle tasche dell’amante» si sostituisce, in modo tanto sinuoso quanto dirompente, l’amore del vecchio per una creatura dal sorriso che esprime «bestiale gioia di esistere, una quasi divina letizia», dal «profumo mai sentito, un odore magico di mare», dalla voce che pare un canto. Nonostante Giuseppe Tomasi di Lampedusa sia noto soprattutto per Il Gattopardo, se si osserva la pur modesta opera letteraria dell’autore, non si può far a meno di annoverare tra i suoi capolavori anche quel piccolo gioiello che è Lighea.Pubblicato postumo nel 1961 per i tipi di Feltrinelli, questo racconto affascina sotto innumerevoli aspetti. Colpiscono le raffinate scelte semantiche che spaziano dall’italiano forbito al dialetto popolano, la precisa e attenta costruzione della sintassi, le scrupolose descrizioni di luoghi, personaggi, eventi, ma soprattutto sensazioni. Dalle pagine del racconto ambientato nella fredda Torino emerge con vigore la calda Sicilia: l’odore della salsedine, il sapore dei ricci di mare, il profumo di rosmarino sui Nèbrodi, il gusto del miele di Melilli, le raffiche di profumo degli agrumeti, «l’incanto di Castellammare, quando le stelle si specchiano nel mare che dorme e lo spirito di chi è coricato riverso fra i lentischi si perde nel vortice del cielo mentre il corpo,teso e all’erta,teme l’avvicinarsi dei demoni». Di tutte queste sensazioni si arricchisce lo spettacolo La Sirena, accompagnato dalle musiche del Maestro Germano Mazzocchetti, di cui Luca Zingaretti non è solo interprete ma anche curatore della regia e dell’adattamento drammaturgico, trova spazio, in un percorso tra la carnalità del Presente e la spiritualità dell’Antichità, la ricchezza della poesia della terra siciliana su cui sembra palpitare quella melensa e liquorosa stasi del vivere che connota gran parte dei paesaggi e degli uomini.


21/01/2010 - 20:45
22/01/2010 - 20:45

Ordinamento

3

Luogo Evento

Teatro Accademico - Castelfranco Veneto (TV)

Referente

Arteven

Telefono

Descrizione

Stagione Teatrale 2009-2010

Giovedì 21 e venerdì 22 gennaio 2010, ore 20.45

di Renato Simoni
regia di Damiano Michieletto
scene e costumi di Paolo Fantin
con Dorotea Aslanidis, Nicoletta Maragno,
Giancarlo Previati, Massimo Somaglino,
e Lino Spadaro, Pino Costalunga, Eleonora Bolla, Maria Grazia Plos,
Michele Casarin, Andrea Pennacchi

 

 siamo in un paese del Veneto, di cui è sindaco il conte Cesare, autoritario ed egoista in casa come fuori. La sua volontà è la sola che conti, per cui le sue decisioni non ammettono obiezioni di sorta. Si sente superiore in tutto, anche nell’ambito della morale, motivo per cui rifiuta al povero Marasca il posto di maestro comunale, perché colpevole di aver tollerato troppo a lungo in casa la moglie adultera prima di scacciarla. Allora questi gli rivela che anche lui, vent’anni prima, avrebbe dovuto fare la stessa cosa. La rivelazione lo ferisce nel profondo, distruggendo la sua sicurezza e il suo orgoglio. Comincia allora ad indagare con allusioni e sottintesi per conoscere la verità, finché la moglie Eva, uscendo dal suo stato di soggezione, confessa di aver cercato l’amore in un altro uomo poiché nel marito aveva trovato solo un tiranno. Cesare cerca allora sostegno nella vecchia madre e si sforza di cambiare atteggiamento verso gli altri: ma oramai tutto è inutile, continuare a vivere per lui non ha alcun senso.

Dopo Nina, no far la stupida di Arturo Rossato e Gian Capo prodotto nel 2006, la felice edizione di Quando al paese mezzogiorno sona di Eugenio Ferdinando Palmieri nel 2008 e il riallestimento de La base de tuto di Giacinto Gallina, prosegue dunque l’impegno a ridare voce al migliore repertorio teatrale veneto: nessun intento nostalgico, ma la necessità di valorizzare le punte di eccellenza della drammaturgia veneta per restituire vita sul palcoscenico ai moltissimi testi (poco o mai rappresentati) che costituiscono non solo il patrimonio di una antica tradizione teatrale, ma soprattutto hanno la forza e la vitalità per continuare a parlare, divertire ed emozionare gli spettatori contemporanei.

Damiano Michieletto, veneziano, si è diplomato in regia teatrale presso la Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano e si è laureato in Lettere moderne presso l’Università “Cà Foscari” di Venezia. Le sue esperienze registiche iniziate all’interno della scuola milanese sono continuate sia nella prosa sia nella lirica. Nella prosa ha diretto La Betia di Ruzante per la compagnia Ar.Co di Venezia, I dialoghi ruzantiani per la Compagnia Avogaria,  Una ballata del mare salato per la Compagnia Piccionaia-Carrara, il monologo L’ultimo volo interpretato da A. Albertin e il monologo Il Friuli di Pasolini interpretato da L.Altavilla. Ha diretto Amadeus di P. Shaffer presso il Teatro Franco Parenti di Milano. Ha lavorato per il Teatro Stabile del Vento dirigendo Quando al paese mezzogiorno sona di E. F. Palmieri e Nina, no far la stupida assieme a P.Donin.   Nella lirica ha debuttato nel 2003 con Svanda Dudak al Wexford Festival Opera (allestimento vincitore dell'Irish Time Award come Best Opera 2003). Nel 2004, per il Rossini Opera Festival, ha firmato la regia de Il trionfo delle belle di S.Pavesi e Il piccolo spazzacamino per il Luglio Musicale di Trapani. Nel 2005 ha firmato la regia de Il barbiere di Siviglia a Firenze (Maggio Formazione) e di Falstaff con l'English Touring Opera. Collabora abitualmente con l’Orchestra Verdi di Milano con la quale ha realizzato numerosi spettacoli per bambini. Per la stagione 2005/6 ha messo in scena il musical di M.Tutino La bella e la bestia al Teatro Comunale di Modena e in estate la produzione Il barbiere di Siviglia è stata in tournée a Shanghai. Ha lavorato negli USA per la Yale Opera presso la Yale University (L’impresario in angustie, Cimarosa) ed ha lavorato in Spagna al Festival Mozart de La Coruña dove ha messo in scena Il dissoluto punito di R.Carnicer. Per l’edizione 2006 del Pergolesi Spontini Festival ha messo in scena Li finti filosofi, farsa musicale di Spontini in ‘prima’ moderna. Nel 2007 ha diretto L’italiana in Algeri al Teatro Olimpico di Vicenza ed è tornato al Rossini Opera Festival con La gazza ladra. Per questa produzione ha vinto il Premio nazionale della critica musicale “Franco Abbiati” 2008. Recentemente ha lavorato al Teatro Carlo Felice di Genova curando la regia de Il cappello paglia di Firenze di Nino Rota, ha diretto il musical Jackie O. di M.Daugherty per il Teatro di Lugo di Romagna e il Comunale di Bologna, Il paese del sorriso al Festival dell’Operetta di Trieste, Lucia di Lammermoor al Teatro dell’Opera di Zurigo, Romeo et Juliette, al Teatro La Fenice,  Il ratto del serraglio al Teatro San Carlo di Napoli.

 siamo in un paese del Veneto, di cui è sindaco il conte Cesare, autoritario ed egoista in casa come fuori. La sua volontà è la sola che conti, per cui le sue decisioni non ammettono obiezioni di sorta. Si sente superiore in tutto, anche nell’ambito della morale, motivo per cui rifiuta al povero Marasca il posto di maestro comunale, perché colpevole di aver tollerato troppo a lungo in casa la moglie adultera prima di scacciarla. Allora questi gli rivela che anche lui, vent’anni prima, avrebbe dovuto fare la stessa cosa. La rivelazione lo ferisce nel profondo, distruggendo la sua sicurezza e il suo orgoglio. Comincia allora ad indagare con allusioni e sottintesi per conoscere la verità, finché la moglie Eva, uscendo dal suo stato di soggezione, confessa di aver cercato l’amore in un altro uomo poiché nel marito aveva trovato solo un tiranno. Cesare cerca allora sostegno nella vecchia madre e si sforza di cambiare atteggiamento verso gli altri: ma oramai tutto è inutile, continuare a vivere per lui non ha alcun senso.

Dopo Nina, no far la stupida di Arturo Rossato e Gian Capo prodotto nel 2006, la felice edizione di Quando al paese mezzogiorno sona di Eugenio Ferdinando Palmieri nel 2008 e il riallestimento de La base de tuto di Giacinto Gallina, prosegue dunque l’impegno a ridare voce al migliore repertorio teatrale veneto: nessun intento nostalgico, ma la necessità di valorizzare le punte di eccellenza della drammaturgia veneta per restituire vita sul palcoscenico ai moltissimi testi (poco o mai rappresentati) che costituiscono non solo il patrimonio di una antica tradizione teatrale, ma soprattutto hanno la forza e la vitalità per continuare a parlare, divertire ed emozionare gli spettatori contemporanei.

Damiano Michieletto, veneziano, si è diplomato in regia teatrale presso la Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano e si è laureato in Lettere moderne presso l’Università “Cà Foscari” di Venezia. Le sue esperienze registiche iniziate all’interno della scuola milanese sono continuate sia nella prosa sia nella lirica. Nella prosa ha diretto La Betia di Ruzante per la compagnia Ar.Co di Venezia, I dialoghi ruzantiani per la Compagnia Avogaria,  Una ballata del mare salato per la Compagnia Piccionaia-Carrara, il monologo L’ultimo volo interpretato da A. Albertin e il monologo Il Friuli di Pasolini interpretato da L.Altavilla. Ha diretto Amadeus di P. Shaffer presso il Teatro Franco Parenti di Milano. Ha lavorato per il Teatro Stabile del Vento dirigendo Quando al paese mezzogiorno sona di E. F. Palmieri e Nina, no far la stupida assieme a P.Donin.   Nella lirica ha debuttato nel 2003 con Svanda Dudak al Wexford Festival Opera (allestimento vincitore dell'Irish Time Award come Best Opera 2003). Nel 2004, per il Rossini Opera Festival, ha firmato la regia de Il trionfo delle belle di S.Pavesi e Il piccolo spazzacamino per il Luglio Musicale di Trapani. Nel 2005 ha firmato la regia de Il barbiere di Siviglia a Firenze (Maggio Formazione) e di Falstaff con l'English Touring Opera. Collabora abitualmente con l’Orchestra Verdi di Milano con la quale ha realizzato numerosi spettacoli per bambini. Per la stagione 2005/6 ha messo in scena il musical di M.Tutino La bella e la bestia al Teatro Comunale di Modena e in estate la produzione Il barbiere di Siviglia è stata in tournée a Shanghai. Ha lavorato negli USA per la Yale Opera presso la Yale University (L’impresario in angustie, Cimarosa) ed ha lavorato in Spagna al Festival Mozart de La Coruña dove ha messo in scena Il dissoluto punito di R.Carnicer. Per l’edizione 2006 del Pergolesi Spontini Festival ha messo in scena Li finti filosofi, farsa musicale di Spontini in ‘prima’ moderna. Nel 2007 ha diretto L’italiana in Algeri al Teatro Olimpico di Vicenza ed è tornato al Rossini Opera Festival con La gazza ladra. Per questa produzione ha vinto il Premio nazionale della critica musicale “Franco Abbiati” 2008. Recentemente ha lavorato al Teatro Carlo Felice di Genova curando la regia de Il cappello paglia di Firenze di Nino Rota, ha diretto il musical Jackie O. di M.Daugherty per il Teatro di Lugo di Romagna e il Comunale di Bologna, Il paese del sorriso al Festival dell’Operetta di Trieste, Lucia di Lammermoor al Teatro dell’Opera di Zurigo, Romeo et Juliette, al Teatro La Fenice,  Il ratto del serraglio al Teatro San Carlo di Napoli.


18/12/2009 - 21:00

Ordinamento

0

Luogo Evento

Teatro Accademia - Concegliano (TV)

Referente

Arteven

Telefono

Descrizione

Venerdì 18 dicembre 2009, ore 21:00

Lo schiaccianoci
balletto in due atti

musiche di Caikovskji
coreografie di Yuri Gregorovich

Teatro dell'Opera della Repubblica Moldova

 

E' la sera della vigilia di Natale. Nella casa del borgomastro di Norimberga, Clara e Fritz, i suoi due figli, stanno adornando l'albero. Arrivano gli invitati: gli amichetti dei due bambini e i loro genitori. Giunge anche Drosselmeyer, un vecchio amico di famiglia e padrino di Clara che, travestito da mago,  ha portato doni per tutti. Per Clara c'è un dono speciale: uno Schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, geloso, strappa dalle mani della sorella e butta per terra rompendolo. Dolcemente Drosselmeyer lo aggiusta strappando un sorriso a Clara mentre i bambini riprendono a fare baldoria ed i genitori cercano di riportare la calma. E' l'ora di andare a dormire. Clara si addormenta abbracciando il suo Schiaccianoci e .....sogna. In un attimo la stanza comincia a crescere, l'albero, i giocattoli diventano enormi e grandi topi invadono la stanza inseguendo Clara. Anche lo Schiaccianoci adesso è accanto alla bambina e porta con sé un esercito di soldatini che mette in fuga i topi. Rimane solo da sconfiggere il re dei topi che lo Schiaccianoci affronta coraggiosamente, ma sarà la pantofola lanciata da Clara a metterlo al tappeto. Avviene il prodigio: lo Schiaccianoci si trasforma in un bel Principe e invita Clara ad andare con lui.La stanza diventa un bosco con i fiocchi di neve che danzano ed inizia il viaggio incantato.

Atto II°
Nel secondo atto si trovano nel Regno dei Dolci. La Fata Confetto, che vi regna, li intrattiene eseguendo un assolo. Poi ballano coppie da tutto il mondo, vari specie di fiori e di dolciumi. Il principe presenta Clara alla Fata Confetto e con lei balla un magnifico passo a due. Alla fine Clara e il principe salutano tutti i Dolci e ripartono.
Al mattino Clara si sveglia e si accorge che è stato solo un sogno.
 

 


13/02/2010 - 21:00

Ordinamento

0

Luogo Evento

Palaverde, loc. Villorba - TREVISO

Referente

Azalea Promotion

Telefono

0431510393

Descrizione

Sabato 13 febbraio 2010, ore 21:00

 

Corrado Guzzanti - Recital

Biglietti a partire da € 28,75 + d.p.

 



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