Teatro Venezia
Ordinamento
Luogo Evento
Referente
Telefono
Sito Web
Descrizione
Venerdì 12 marzo 2010, ore 21.00
Vita di Galileo
di Bertolt Brecht
Interpreti Personaggi
Chiara Benedetti Virginia, figlia di Galileo / Una vecchia
Alberto Dall’Abaco Sagredo, amico di Galilei / Un vecchio cardinale
Denis Fontanari Galileo Galilei
Dario Masciello Frate Fulgenzio / Un teologo / Un segretario / Un astronomo
Paola Mitri Signora Sarti, domestica di Galileo
Andrea Pergolesi Andrea Sarti / Uno scienziato / Un segretario
Gabriele Valente Priuli, procuratore della Serenissima / Un filosofo / Un monaco / Un funzionario dell’Inquisizione
Andrea Zanforlin Ludovico Marsili / Un matematico / Cristoforo Clavio
regia Riccardo Bellandi
assistente alla regia Valentina Recchia
elementi scenici e costumi Chiara Benedetti, Anna Lazzarini, Stefania Tosi
musiche Mattia Balboni
Compagnia ariaTeatro
Biglietti: intero € 12,00, ridotto € 9,00
scuole superiori e allievi scuole di teatro € 6,00
L’elogio del ‘dubbio’
La Terra, in quanto creazione di Dio, doveva rappresentare il centro di tutto l’universo, pianeta “prescelto” e “superiore” rispetto ad una stella o ad un altro corpo celeste. Questa era la ferrea visione delle cose che imperava nella cultura corrente; e questa insindacabile convinzione, che regalava al genere umano la sicurezza di essere, con la Terra, il centro del disegno divino, inizia a scricchiolare nel momento in cui proprio l’essere umano si pone sul piano del dubbio.
La grandezza dell’uomo alberga nella sua mente: in continua evoluzione, la mente non può essere da nessuno intrappolata entro schemi decisi e cristallizzati nel tempo per motivi culturali, religiosi, morali. Nel momento in cui sorge la sensazione di essere ‘intrappolati’ dentro una prigione inesistente la mente diventa più forte e sente la necessità di scoprire la verità per trovare la via di uscita che porta alla libertà, anche se questo vuol dire correre il rischio di crollare in una crisi esistenziale.
Nell’esaminare l’astrolabio, Brecht fa dire al giovane Andrea: “Ma noi siamo come intrappolati dentro!”; questa semplice esclamazione nasconde in sé tutto il bisogno di conoscenza dell’uomo. E’ in questo preciso momento che esplode il tarlo del ‘dubbio’, momento di feconda crisi che permette di porsi di fronte alle cose con un punto di vista sempre diverso; e solo attraverso questo processo l’uomo trova la sua vera dimensione di essere vivo e libero.
Questa necessità è insita nell’essere umano; e anche se per tempi più o meno lunghi qualcuno sembra riuscire a soffocarla, tornerà alla luce con tutta la forza dirompente che le è propria.
E non è solo un problema filosofico, ma soprattutto umano: ecco che diventa ancora più forte la scelta di Brecht di mostrarci il Galileo uomo, con le sue pulsioni, le sue grandezze ma anche le paure, le meschinità; è un ritratto questo che ci permette di sentirci vicini e quest’uomo così grande nella sua dimensione, ma anche così simile a noi. Serve a ricordarci di non dimenticare la forza del dubbio, la scelta di essere liberi.
Ordinamento
Luogo Evento
Referente
Telefono
Sito Web
Descrizione
Stagione Teatrale 2009-2010 - Teatro Veneto 9a edizione
Venerdì 12 marzo 2010, ore 21.00
di Ray Cooney
BigliettI: unico € 7,00
“Taxi a due piazze”, brillante commedia in due atti, è il fiore all’occhiello nella produzione di Ray Cooney, autore inglese contemporaneo in cartellone nei più importanti teatri del mondo. E’ una giostra sulla quale il pubblico è invitato a salire, vivendo in prima persona le peripezie degli attori che divengono ora l’uno ora l’altro loro beniamini. In un crescente coinvolgimento si passa da un sorriso iniziale di circostanza ad un riso pieno e sincero; il frenetico susseguirsi di battute e doppi sensi, l’intreccio delle situazioni, l’intricarsi degli elementi è paragonabile allo scoppio di fuochi d’artificio. Da sottolineare la freschezza della simpaticissima traduzione che, innestando il punzecchiante umorismo inglese nell’humus di un’ambientazione romana, ha reso ancora più vivace e colorata la rappresentazione. La regia ha scelto di non sottolineare ulteriormente quanto già presente, ma di accompagnare per mano lo svolgersi dell’azione cercando un ritmo rapido e sciolto che senza pause di riflessione, facesse emergere le caratteristiche dei personaggi: Carla e Barbara così diverse in tutto ma ugualmente mogli innamorate, Pascucci e Ferroni, brigadieri integerrimi nel loro lavoro ma diversi nei risvolti umani, l’amico Fattore, allucinato viveur, Bobby il vicino “particolare” del piano di sopra e il protagonista Mario Rossi, tassista freneticamente impegnato su due fronti. Complessa è stata la preparazione della commedia, che ci ha impegnato tutti in un intenso lavoro d’equipe; trovare il giusto ritmo amalgamando il tutto è costato fatica, ma dobbiamo dire che si è rivelata una bellissima esperienza proficua sul piano umano e professionale. Il prodotto lo offriamo al pubblico augurando buon divertimento.
Ordinamento
Luogo Evento
Referente
Telefono
Sito Web
Descrizione
Mira al Cuore 2009/10
Venerdì 12 marzo 2010, ore 21.00
di William Shakespeare
spettacolo di Massimiliano Civica
con Elena Borgogni, Oscar De Summa, Mirko Feliziani, Angelo Romagnoli
maschere realizzate da Andrea Cavarra
Premio Ubu 2009 Miglior Regia
Massimiliano Civica – Fondazione Teatro Due
Scritta intorno al 1596, la commedia in cinque atti composta di prosa e versi presenta la storia di un patto non mantenuto e di una vendetta sullo sfondo della millenaria intolleranza religiosa nei confronti degli ebrei. Per il regista Massimiliano Civica, dopo il successo ottenuto nella scena off con Ai fantoccini meccanici, Grand Guignol e La parigina, Il mercante di Venezia di Shakespeare rappresenta l’approdo, felicemente riuscito, sulle scene teatrali. “Il Mercante di Venezia è un enigma. Non provo neanche a sintetizzare le tante questioni interpretative che solleva. È nella nostra voglia di interpretare, di spiegare, cioè di sciogliere l’enigma, che forse si trova un vizio di forma, il peccato originale. Perché pensiamo che l’enigma sia una domanda? Siamo sempre stati convinti che esso preveda e contenga una risposta, che solleciti la sua risoluzione. L’enigma non è una domanda, ma una certificazione della realtà. Non è qualcosa da capire, è qualcosa da contemplare. Come si contempla un paesaggio, il mare, l’abisso dei nostri ricordi, un amore, l’irriducibilità al senso di ogni manifestazione piena della vita.” Massimiliano Civica
Ordinamento
Luogo Evento
Referente
Telefono
Sito Web
Descrizione
Stagione Teatrale 2009-2010
Mercoledì 10 marzo 2010, ore 21:00
di Samuel Beckett
traduzione di Carlo Fruttero
regia di Lorenzo Loris
con Gigio Alberti, Mario Sala, Giorgio Minneci, Alessandro Tedeschi, Davide Giacometti
scene di Daniela Gardinazzi
costumi di Nicoletta Ceccolini
consulenza musicale di Andrea Mormina
luci di Luca Siola
fonica e video di Fabio Cinicola
Teatro Out Off - Teatro Stabile di Innovazione
E’ indubbio che attenendosi in modo ferreo alle regole che Beckett ci segnala si pensi di avere poca libertà di interpretazione, ma se si segue la sua gabbia di indicazioni si finisce per immagazzinare un tale bagaglio di informazioni che diventa quasi naturale costruire una regia senza dover rinunciare alla propria libertà creativa.
Quando abbiamo messo in scena “Finale di Partita” nel 2003, abbiamo cercato di tenere conto delle indicazioni introduttive al testo ma anche dell’ interesse che Beckett aveva nei confronti dei ritratti dipinti da Giorgione. Lo studio di questi quadri ci ha permesso di illuminare la scena in un modo singolare, restituendo la sensazione di trovarci di fronte a uomini immersi nell’ antro nero e buio della loro coscienza.
Questo era in linea con quello che Beckett raccontava nel testo, ma nello stesso tempo ci offriva anche un ampio margine di intervento dal punto di vista creativo.
Nel rapporto tra Pozzo e Lucky la critica del primo dopoguerra aveva individuato il kapò aguzzino che infieriva contro l’ebreo indifeso, mentre Estragone e Vladimiro sembravano i testimoni attoniti di un orrore incommensurabile.
E in quello spazio desertificato i due “clochard” erano diventati il simbolo di un’umanità sterminata dove all’uomo non restava che attendere un domani migliore.
Dopo mezzo secolo da allora, nelle nostre metropoli multietniche “Aspettando Godot” può rappresentare l’emblema di una società in cui l’uomo vive una dimensione spersonalizzante e raggiunge il paradosso di sentirsi solo in mezzo alla moltitudine.
Lorenzo Loris, dalle note di regia
Sinossi
Due uomini vestiti come vagabondi, Estragone e Vladimiro, si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Un certo Godot ha dato loro appuntamento ma senza precisare Il luogo e l'orario. I due non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, ma credono di poter rimediare qualcosa di caldo da mangiare e un letto dove dormire all'asciutto. Mentre attendono passa sulla stessa strada una strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servitore, Lucky, tenuto al guinzaglio dal primo. Estragone e Vladimiro sono incuriositi dall'istrionismo del padrone e spaventati dalla miseria della condizione del servo. Pozzo e Lucky riprendono il loro cammino. Intanto è calata la sera e Godot non si è fatto vivo. Arriva però un ragazzo che riferisce loro che il signor Godot non può venire. Arriverà sicuramente domani. I due prendono in considerazione l'idea di suicidarsi, ma rinunciano. Poi pensano di andarsene, ma restano. Vladimiro ed Estragone attendono pazientemente sotto l'albero l'arrivo di Godot. Vedono passare Lucky e Pozzo, che nel frattempo è diventato cieco. Sull'albero notano che sono spuntate due o tre foglie. Pozzo e Lucky se ne vanno. Arriva il messaggero a dire che Godot anche stasera non potrà venire ma verrà sicuramente domani.
Samuel Beckett è considerato l’autore che più ha innovato il teatro del Novecento sia per quanto riguarda la forma del dramma che i suoi contenuti divenendo un riferimento imprescindibile per tutto il teatro contemporaneo. Il punto di unione fra le diverse opere di Beckett è la solitudine dell'uomo moderno che si trova ad affrontare la perdita di dio in una condizione di rassegnazione, potenza e ignoranza incolmabili, e senza avere assolutamente modo di comunicare con qualcuno. Waiting for Godot, il suo capolavoro, è stato rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1953 e nel ‘69 gli valse il Premio Nobel per la letteratura .
Lorenzo Loris, regista storico della compagnia Out Off, nel suo lavoro ha realizzato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter). Questo confronto lo ha portato ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Henrik Ibsen, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità.
Ordinamento
Luogo Evento
Referente
Telefono
Descrizione
Paesaggio con Uomini, teato, danza, letteratura e poesia
- IV edizione
Sabato 6 marzo, ore 21.00
Ordinamento
Luogo Evento
Referente
Telefono
Sito Web
Descrizione
Stagione Teatrale 2009-2010
Venerdì 5 marzo 2010, ore 21:00
dramma con musiche tratto dal film di Federico Fellini
di Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi
con Tosca, Massimo Venturiello
e con Camillo Grassi, Franco Silvestri, Barbara Corradini, Gabriella Zanchi, Dario Ciotoli, Chiara Di Bari
Scene:Set: Alessandro Chiti
Costumi: Sabrina Chiocchio
Musiche: Germano Mazzocchetti
testi delle canzoni di Nicola Fano e Massimo Venturiello
Regia: Massimo Venturiello
Una produzione La Contemporanea S.r.l., Compagnia Mario Cocchio in collaborazione con Asti Teatro 30 e Fondazione Fellini
tradire Fellini! Un adattamento teatrale che riporta trama e dialoghi del film ma ne offre anche una dimensione più
poetica ed epica, anche grazie alla tessitura musicale e canora creata ad hoc. nel giugno 2009 ha vinto il premio
eti per migliore Commedia Musicale originale, miglior autore di Musiche e migliore Costumista.
Ordinamento
Luogo Evento
Referente
Telefono
Sito Web
Descrizione
Divertiamoci a teatro 2009/2010 - 15° Edizione
Sabato 6 Marzo 2010, ore 21:00
Sugar - Il musical
Libretto di Peter Stone, musica di Jule Styne, liriche di Bob Merrill
Basato sull'omonimo film di Billy Wilder e I.A.L. Diamonds, tratto da una storia di Robert Thoeren
Lo spettacolo è presentato in collaborazione con Tams-Witmark Music Library, Inc. 560 Lexington Avenue, New York, N.Y. 10022 Usa
Regia di Giorgio Avanzini
Personaggi ed interpreti:
Jerry/Daphne - Daniele Zoccatelli
Joe/Josephine - Giorgio Avanzini
Zucchero Candito - Susanna Zampieri
Osgood Fielding/Stecchino - Marco Frassani
Ghette - Francesco Morati
Susie - Nadia Bitante
Bienstock/Gangster - Raffaello Bertolini
Poliakoff/Gangster - Alberto Manzati
Fattorino/Gangster - Christian Avanzini
Nellie/Olga - Laura Consolini
Dolores - Elena Cengiarolo
Alice - Rita Bianchi
Bridget - Paola Bitante
Claudine - Lisa Olivieri
Mary Lou - Marzia Apolloni
Nicole - Marianna Zocca
Rossella - Elisa Gelmetti
Stella - Morena Lorenzini
Scene e costumi Coreografie: Vittoriana degli Antoni Davide Tosadori
Tecnico: Andrea Avanzini
Una produzione Piccolo Teatro del Garda
Il film di Billy Wilder A qualcuno piace caldo, uscito nelle sale cinematografiche nel 1959 e definito "la migliore commedia della storia del cinema", fu un enorme successo di pubblico e critica, grazie anche alla bravura dello strepitoso tris di protagonisti: Jack Lemmon, Tony Curtis e Marilyn Monroe. Qualche anno dopo venne affidato a Stone, Styne e Merrill, celebri autori di musical e film, il compito di trasportare la storia dallo schermo al palcoscenico, trasformandola in un musical. Era il 1972 e Sugar, come venne intitolata la versione teatrale, andò in scena a Broadway. La vicenda, ambientata nella fredda Chicago e nella solare Miami del febbraio 1929, tra proibizionismo, gangster e jazz, è sottilmente giocata sui temi del travestimento e dell'ambiguità, quasi a ricordarci che "Nessuno è perfetto..." come recita la famosa battuta finale.
Il Piccolo Teatro del Garda è stato fondato nel 1987da Vittoriana degli Antoni, Giorgio Avanzini e Vincenzo Rose. Il preciso intento dei fondatori, era di costituire una compagnia teatrale che coinvolgesse molte persone, residenti nei vari paesi che si affacciano sul lago, e che già amavano "fare teatro", ciascuno nella propria realtà e dimensione locale.
Offrire la possibilità di allestire uno spettacolo di buona qualità, entrare nel giro delle rassegne teatrali del Triveneto, incentivare l'apprendimento delle elementari tecniche attoriali e strutturarsi legalmente come una vera compagnia amatoriale; tutto questo era, per quegli anni e per la nostra zona, una novità assoluta.
Il Piccolo Teatro del Garda ha calpestato ufficialmente il palcoscenico, per la prima volta, la sera del 19 dicembre 1987, nella Sala Congressi di Garda (VR), allestendo "Il Campiello" di Carlo Goldoni.
C'erano le scenografie e i costumi, semplici ma di grande effetto, di Vittoriana degli Antoni; c'era la mano esperta del regista Vincenzo Rose; ma soprattutto c'era l'entusiasmo di quel gruppo di persone, consapevoli di iniziare in quel modo un'avventura importante.
Ordinamento
Luogo Evento
Referente
Telefono
Sito Web
Descrizione
Sabato 6 marzo 2010, ore 21:00
creazione collettiva Teatro Sotterraneo
in scena Iacopo Braca, Sara Bonaventura, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri
dramaturgia Daniele Villa
disegno luci Roberto Cafaggini
costumi Lydia Sonderegger
montaggio audio Lea Landucci
produzione Teatro Sotterraneo/Fies Factory One
coproduzione Centrale FIES, Fondazione Pontedera Teatro – 4 Cantieri per Fabbrica Europa, festival Armunia Costa degli Etruschi, festival es.terni 2008 – progetto Dimora Fragile
Col sostegno di ETI Ente Teatrale Italiano – progetto vincitore Nuove Creatività
Col contributo di Regione Toscana
Progetto vincitore ETI Nuove Creatività 2008
Lo spazio così com’è, privo di accessori. Uno svuotamento.
Un atletismo che si espande e si ritrae, investe i luoghi. Un’invasione.
Montaggio di minimi comuni denominatori delle biografie di ognuno. Il trailer di una vita.
Si accendono le luci. La folla si compatta. Ha inizio il movimento, qualsiasi movimento, tutto purché qualcuno faccia qualcosa – una messa alla prova continua di muscoli e nervi, un corpo precario che dà tutto anche quando non ne ha più, inscena il fare per fare, fare2, fare3, lo strafare, lo stroppiare, una presentazione d’iperattività che va dalla culla alla tomba. Per voi.
La Cosa 1 è l’evento, ma è anche il momento subito dopo, quando ci si ferma, stanchi, saturi: La Cosa 1 invece continua, ripete, insiste, riparte a muoversi, correre, fare: la fine sostituita dal sequel: si vive una volta sola.

