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Al via a Trieste il XXVI Festival del Cinema Latino Americano

ConSequenze
Dal 22 al 30 ottobre 160 opere in programma al Teatro Miela

TRIESTE - Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, la più vasta rassegna in Europa sulla produzione cinematografica, video e televisiva del continente latino, giunge alla sua XXVI edizione: dal 22 al 30 ottobre, al Teatro Miela, presenterà più di 160 tra film e documentari sulla realtà culturale, artistica e sociale dell’America Latina, parte dei quali verranno poi riproposti in rassegne in altre città d’Italia.

L’appuntamento, promosso dall’APCLAI (Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia) e supportato da vari enti e istituzioni italiane, europee e latino americane, si ripropone annualmente come vetrina di una variegata produzione artistica e culturale, spesso sconosciuta all’estero a causa dell’emarginazione nella quale è relegata dalle grandi distribuzioni commerciali.
Anche quest’anno, grazie alle collaborazioni avviate, parte delle opere verranno proiettate all’Università di Trieste, al Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda per i Servizi Sanitari Triestina, e al Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare (dove si terrà l’inaugurazione del Festival, sabato 22 alle ore 19.30, con alle 21.00 la proiezione di Cuba un'arte anche italiana, di Silvana Palumbieri, documentario Rai su cinque secoli di architetti, costruttori, scultori e pittori italiani che realizzarono opere di grande rilievo a Cuba e all'Avana. (L'ingresso all'inaugurazione è libero).

Per la Sezione ufficiale a Concorso sono quattordici i lungometraggi, sia di registi pluripremiati che di emergenti. Concorreranno i film argentini La revolución es un sueño eterno di Nemesio Juárez e La vieja de atrás di Pablo José Meza; il boliviano Gud Bisnes di Tonchy Antezana; il brasiliano Mae e Filha di Petrus Cariry; i cileni Ocaso di Theo Court e Perro Muerto”di Camilo Becerra. E ancora: dalla Colombia giunge Postales Colombianas di Ricardo Coral Dorado; dal Costa Rica El compromiso di Oscar Castillo; dal Guatemala Cápsulas di Verónica Riedl. Due i film messicani, Acorazado di Álvaro Curiel ed Entre la noche y el día di Bernardo Arellano; dal Perù La Vigilia di Augusto Tamayo; dal Venezuela La hora cero di Diego Velasco; e dall'Uruguay El casamiento di Aldo Garay.
La Sezione Contemporanea comprende invece una trentina di recenti film, documentari e cortometraggi, su vari aspetti della cultura, dell’arte e società latinoamericane. Parte delle opere verranno presentate in concorso, in una sezione con una Giuria specifica.
La retrospettiva sul regista e sceneggiatore Jaime Humberto Hermosillo comprende invece sette titoli, spazianti dagli anni '70 ad oggi. Fra le sue molte opere, divenute un punto di riferimento obbligato per l'analisi del comportamento sociale del messicano contemporaneo, il festival di Trieste presenterà: La pasión según Berenice (1976), Las apariencias engañan (1978), Doña Herlinda y su hijo (1984), “La tarea (1990); “De noche vienes Esmeralda” (1997), Exxxorcismos (2002), e il recentissimo Juventud, desengaños y anhelos de Hernán Cortés Delgado (2010).
Il regista cileno Raúl Ruiz, considerato uno dei maggiori a livello mondiale, è noto per i suoi film politicamente impegnati, ma anche per le numerose opere creative, surrealiste, ironiche e sperimentali. Per la retrospettiva a lui dedicata il Festival di Trieste presenterà nove titoli, comprendenti la maggior parte delle opere realizzate in Cile prima dell'esilio del 1973, tra le quali: Tres tristes tigres (1968), La colonia penal (1970), La expropiación (1972), El realismo socialista (1973), Palomita Blanca (1973). In programma anche il primo film che Ruiz realizzò in esilio in Francia, Diálogos de exiliados (1974), Las soledades (del 1992), Días de campo (del 2004), e Cofralandes (del 2002), parte 1: Hoy en día; parte 2: Rostros y rincones; parte 3: Museos y clubes en la región Antártica; parte 4: Evocaciones y valses.
Inoltre, prendendo spunto dalla guerra che nel 1982 contrappose i governi argentino e britannico per il controllo delle isole Malvinas (Falklands), il Festival di Trieste attribuirà il Premio Malvinas per promuovere la convivenza fra i popoli e il Diritto internazionale, premiando l’opera che meglio ne interpreta i valori. In collaborazione con l’Istituto di Cinema dell’Argentina (INCAA), verranno presentati nove titoli. Il Premio verrà assegnato da una giuria di esperti universitari, e i tre migliori film verranno poi acquistati per la programmazione dal canale televisivo Incaa TV, del Istituto di Cinema dell'Argentina.
Sono inoltre in programma sette eventi speciali, che metteranno in rilievo problematiche per lo più sconosciute o poco note in Europa, illustrate però dal cinema. Tra questi un documentario pluripremiato, ma più volte oggetto di censura, come Newen Mapuche della regista cilena Elena Varela (presente a Trieste), sulle lotte delle comunità indigene Mapuche; e Santo de la Guitarra di Carlos Salcedo Centurión, il primo documentario sul musicista paraguayano Agustín Barrios Mangoré, scomparso nel 1944, uno dei maggiori compositori e interpreti di chitarra classica di tutti i tempi. O, ancora, l'appassionante La spirale di Armand Mattelart (presente a Trieste), documentario sul piano attuato per distruggere il progetto di socialismo democratico in Cile di Salvador Allende. O, infine, dalla Slovenia, Branka la chamana, di Matiaz Zbontar, documentario su una donna slovena, Branislava Sušnik, per 40 anni direttrice del Museo Etnografico Andrés Barbero di Asunción, del Paraguay, studiosa delle lingue e costumi dei popoli indigeni tra Brasile, Argentina, Paraguay e Bolivia.
Novità di quest'anno sarà la Sezione L'altra Italia, dedicata alla presenza italiana in America Latina, e tesa ad evidenziare il talento di cineasti e attori di origine italiana ed opere che trattano le problematiche dell’emigrazione italiana. Nella Sezione Cinema e Letteratura saranno invece presenti la bio-fiction Homero Manzi di Eduardo Spagnuolo, sul grande poeta argentino, e il documentario Ernesto Sabato, commovente ritratto del grande scrittore argentino, realizzato dal figlio, Mario Sabato.
Tra le varie altre opere che verranno proiettate al Festival del Cinema Latino Americano di Trieste figurano film presentati ai maggiori festival europei, produzioni spagnole sulla cultura ispanica, e sezioni sulle nuove tecnologie, le Scuole di Cinema in Messico, la gastronomia e la musica latina.

Dopo l’inaugurazione del Festival, sabato 22 ottobre alle 20.30 al Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare, le proiezioni al Teatro Miela si terranno dal mattino fino a mezzanotte, a partire da domenica 23. Tutte le principali opere nella Sala Cinema saranno con interpretazione simultanea (a cura degli studenti della Scuola Interpreti dell’Università di Trieste), mentre quelle in video nella Sala Birri saranno in versione originale o con sottotitoli.
Parallelamente, in altre sedi istituzionali di Trieste, e in collaborazione con il Festival, verranno presentate in esclusiva parte delle opere in programma. Parte dei film presentati a Trieste verranno poi riproposti in altre città, in rassegne promosse in collaborazione con istituzioni pubbliche e private.

Dal 22 al 30 ottobre 2011

Teatro Miela, Piazza Duca degli Abruzzi 3 - TRIESTE

XXVI  Festival del Cinema Latino Americano di Trieste

Info: Direzione: Rodrigo Diaz

cell. 347.2364535

e-mail: apclai@yahoo.it

Organizzazione: APCLAI 

tel. 041.5382371

cel. 3472364535

latinotrieste@yahoo.com

www.cinelatinotrieste.org