Pensieri Preziosi 2011: non solo arte orafa all'Oratorio di San Rocco di Padova

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PADOVA - Dal 19 novembre 2011 fino al 22 gennaio 2012, all’Oratorio di San Rocco di Padova, si tiene la settima edizione di Pensieri Preziosi, rassegna punto di riferimento della gioielleria d’arte europea. La mostra curata da Mirella Cisotto Nalon, presenta 15 artisti italiani che permettono di scoprire e conoscere le nuove tendenze del gioiello contemporaneo nel nostro Paese.

Dopo aver indagato diverse scuole europee e singoli artisti, l’esposizione di quest’anno costituisce un ulteriore omaggio di Padova al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che suggerisce il tema ispitatore alla mostra dal titolo Gioielli “d’Italia” - linguaggi e tendenze nel gioiello contemporaneo italiano.

La mostra, in collaborazione con AGC (Associazione Gioiello Contemporaneo), propone 15 artisti orafi, 15 diverse interpretazioni, 15 linguaggi, tutti accomunati dalla ricerca per la creazione di opere d’arte da indossare.
Si tratta di Fernando Betto (1961), Adrean Bloomard (1966), Patrizia Bonati (1964), Lucia Davanzo (1954), Elisabetta Duprè (1967), Anna Fornari (1965), Maria Rosa Franzin (1951), Simonetta Giacometti (1956), Lisa Grassivaro (1978), Eugenia Ingegno (1981), Rita Marcangelo (1965), Maurizio Stagni (1958), Fabrizio Tridenti (1962), Barbara Uderzo (1965), Stefano Zanini (1964), provenienti da Roma, Cremona, Perugia, Vasto, Trieste, Udine, Vicenza e Padova.

I materiali impiegati dai 15 artisti presenti, ciascuno dei quali presenta otto opere, di cui tre recenti, sono i più disparati: dai metalli classici dei gioielli tradizionali come oro e argento, a metalli meno usuali e pregiati quali acciaio, ottone, rame, ferro; accanto corallo, smalti, zirconi, perle, ma anche plexiglas, poliuretano espanso, vetro, silicone, pigmenti, cuoio, materiale plastico, tessuti fino ad arrivare all’utilizzo di objet trouvé quali nidi di vespe, legno, caucciù, terra e persino una pianta grassa e il cioccolato.

Betto sostiene che le sue opere sono sperimentazione quotidiana, che qualsiasi materiale può dar vita ad un gioiello. La personale tensione introspettiva passa ai suoi gioielli che rivelano un’identità imprevista, in cui risalta un atteggiamento di fedeltà verso la materia per trovare una nuova dimensione segnica di cui è possibile il superamento e la negazione; per l’artista il gioiello deve poter vivere da solo.

Bloomard guarda al gioiello come ad un potente condensatore di significati, non soltanto ornamentali o materici, ma soprattutto, magici e mentali, dove la memoria ha tracciato, nei ricordi, la propria fisionomia. Egli racchiude nel gioiello la propria esperienza emozionale. Fa rivivere il passato, la stratificazione di una
storia collettiva e personale attraverso l’oro finemente lavorato in lamine slabbrate che dialogano con rame, argento, smalti.

Bonati crea basandosi sull’idea di trasformazione e sull’aspirazione al movimento. Tale concetto caratterizza i suoi gioielli che assecondano questa dichiarazione d’intenti e, agli occhi dell’osservatore, mutano, si evolvono: da una collana o un anello si ottiene un bracciale creando così dei monili interscambiabili. Il suo linguaggio infatti risente delle influenze derivate dalla corrente artistica giapponese wabi sabi, dottrina che insegna a guardare ciò che circonda l’uomo come un qualcosa di transitorio, non duraturo. L’esito materico è dato da superfici grezze, slabbrate, non nitide, accanto ad esiti geometricamente lineari.

Davanzo dimostra come la sua poetica consideri la forma geometrica il mezzo e lo strumento concettuale atto a rappresentare l’idea, solidificato nel tempo dall’esperienza e dalla memoria, che tende ad opporsi ai mutamenti spaziali e temporali della vita. Per l’artista la materia non è soltanto il mezzo con cui si esplicitano le sensazioni, ma una sostanza sensibile, una memoria, qualcosa della nostra interiorità. Ecco che le sue opere nascono dal rapporto che s’innesta tra il pieno e il vuoto da cui si originano forme geometriche, costruzioni plastiche, forme concrete: dal punto nasce la linea, dalla linea i piani, dai piani i volumi in un continuo processo creativo.

Duprè si serve di un lessico formale scarno, di pochi ed essenziali elementi in cui il rigore esecutivo ed il limitato cromatismo sono il linguaggio dal quale prendono vita i suoi gioielli. Il suo operare trova origine dal suprematismo da cui coglie lo spunto di liberare l'arte dai fini pratici ed estetici e di lavorare sulla pura sensibilità plastica e giungere all'unione, per l’artista imprescindibile, tra lavoro artigianale e lavoro artistico.

Fornari persegue da anni un filo immaginativo legato all’evoluzione di soluzioni espressive originali e personalizzate. Oggetti e materiali rinvenuti per caso, attraverso un’elaborazione fantastica, dopo essere stati riscoperti e studiati, trovano una nuova forma mantenendo nel contempo anche parte dell’identità iniziale pur divenendo gioielli.

Franzin applica in modo personale la disciplina geometrica alle sue creazioni senza mai tuttavia separarsi da una propria autonoma interpretazione di forme e materiali, esaltando la semplicità delle linee con una particolare attenzione al disegno. Ciò che interessa maggiormente l’artista sono le qualità cromatiche dei materiali prescelti a cui conferisce una squisita sensibilità pittorica con diversi trattamenti delle superfici. I suoi gioielli scaturiscono da un confronto tra il pensiero, la sua espressione segnica e la sua effettiva
traduzione in oggetti tridimensionali.

Marcangelo si avvale di forme lineari, quasi primitive, primordiali; la loro, solo apparente rigidità, è mediata da un uso sapiente del colore che rende i suoi gioielli veicoli di espressività e contemporaneità e così il gioiello creato diventa quasi rifugio, sfogo, esplosione di sentimenti. Predilige e adotta materiali che possono subire un cambiamento rispetto all’aspetto iniziale, che hanno cioè il potenziale di diventare altro
trasformando un materiale in maniera tale che diventi quasi irriconoscibile.

Ingegno pensa ai gioielli come portatori di messaggi, che raccontano storie di persone: sono senza sempre di qualcuno, il regalo di qualcuno, sul corpo di qualcuno. Nel suo operare l’artista privilegia la tecnica della fusione e quindi l’utilizzo di stampi che risponde all’azione concettuale di aderire alla realtà, a ciò che di essa possiamo o vogliamo cogliere.

Stagni concepisce il gioiello secondo tre diverse accezioni ovvero come un oggetto artigianale che esprime equilibrio ed abilità manuale e che mette in risalto caratteristiche di bellezza; come un “prodotto” proveniente da un percorso personale e creativo e quindi originale, attento però ai costi nella produzione e
nella distribuzione e infine come un manufatto che esprime liberamente, coerente ed eticamente un viaggio emozionale. Ironia, gioco, realtà e percezione sono gli aspetti indagati dall’artista nel suo percorso creativo dando vita nei lavori più recenti a gioielli seri nell’eleganza cromatica ma al contempo divertenti nell’inganno percettivo.

Giacometti percorre un iter artistico variegato: dai gioielli degli anni ottanta che appartengono chiaramente ad un approccio mediato dalla pratica orafa ai giorni più recenti in cui fa uso di materiali di riciclo con un riferimento al mondo naturale che è un’imprescindibile fonte d’ispirazione formale e cromatica del suo
lavoro. L’idea prende forma dalla materia stessa, dalla sua lavorazione.

Grassivaro domina l’assoluta libertà inventiva, ricerca di autenticità e singolarità in quanto l’artista è primo
ideatore ed artefice. Tali caratteristiche sfociano in uno stile inconfondibile, caratterizzato da essenzialità delle forme, precisione del segno, rigore geometrico, rarefatta eleganza e raffinata esecuzione tecnica che
rappresentano stilemi propri dell’artista.

Tridenti rinnega l’aspetto essenzialmente accessorio attribuito tradizionalmente al gioiello, predilige  l’utilizzo di materiali poveri, di scarto, elevandoli a preziosi strumenti di traduzione della propria  progettualità ideativa. Le sue creazioni vivono in una dimensione in cui traspare un senso di sottile attesa, di aspettativa, di sospensione intellettuale.

Uderzo si concentra fondamentalmente sull’aspetto concettuale dell’opera; l’idea progettuale diventa un
oggetto che si relaziona in maniera giocosa e provocatoria al corpo. Il gioiello è per l’artista esperienza
percettiva e sensoriale, luogo di partenza di eventi in trasformazione, scenario narrativo in cui dialogano oggetti in miniatura tolti alla quotidianità e conglobati con disinvoltura in plastiche coloratissime e metalli.

Zanini trae fonte di ispirazione nella natura in tutte le sue forme aderendo al movimento internazionale Art in nature di cui condivide la filosofia operativa. I più recenti lavori vedono ad esempio la riproduzione di rocce nella loro forma originaria o magmatica primitiva, terra spaccata, fangosa o brulla. L’artista dà forma a gioielli fortemente plastici per adornare il corpo.

Dal 19 novembre 2011 al 22 gennaio 2012

Oratorio di San Rocco, via Santa Lucia - PADOVA

Pensieri Preziosi 2011 - VII edizione - Gioielli "d'Italia". Linguaggi e tendenze nel gioiello contemporaneo italiano

Artisti: Maria Rosa Franzin, Fabrizio Tridenti, Barbara Uderzo, Anna Fornari, Elisabetta Duprè, Maurizio Stagni Andrean Bloomard, Patrizia Bonati, Lisa Grassivaro, Lucia Davanzo, Stefano Zanini, Rita Marcangelo, Eugenia Ingegno, Fernando Betto, Simonetta Giacometti

A cura di Mirella Cisotto Nalon

Vernissage: sabato 19 novembre, alle ore 11:00; , seguirà un intrattenimento di musica e danza Interprete Elisabetta Cortella. Musiche di Giuliano Perin al Vibrafono. Coordinamento scenico di Laura Pulin

Orario: 9.30-12.30/15.30-19, chiuso: lunedì non festivi chiuso, 25, 26 dicembre 2011 e 1 gennaio 2012

Biglietti: Biglietti: Tessera RAM: Intero € 5
Ridotto € 3 (gruppi da 10 a 30 componenti; ultra 65 anni; studenti universitari fino a 26 anni; ragazzi dai 7 ai 17 anni; famiglie di almeno 3 componenti; touring club; Arci; Fiaf; Unpli, Cral Ospedale, Cts; Uno Magazine; Aci; Endas; Italia Nostra; Club Enel; Carta d’argento; Amici dei musei di Padova; scolaresche; portatori di handicap, possessori di PadovaCard, carta Giovani, carta Famiglia e Musei tutto l’anno, family card; gli eventuali ulteriori accompagnatori della scolaresca, oltre i due già concessi per ogni scolaresca).

Eventi collaterali

Laboratori
A cura dell'Associazione Fantalica

Prenotazione cell. 348 3502269, (Associazione Fantalica)

Incontri sulla gioielleria contemporanea

19 novembre 2011
In occasione della mostra l’Assessorato alla Cultura organizza una giornata dedicata alla conoscenza e alla promozione di questo particolare settore artistico.

OnOff Mostra Spazio Aperto, ore 15
(Studio Immagine di Luciano Tomasin - via Baldissera 9)
ore 15.30 - Apertura ed inaugurazione dell’evento che l’Associazione Gioiello Contemporaneo propone nel corso della giornata. In serata intervento di musica jazz, Giuliano Perin alla marimba e vibrafono, Stefano Benini al flauto e dejeridoo. Installazione fotografica di Luciano Tomasin.
Assegnazione al vincitore del Premio 150°

111 Anelli ‘Fürimmerringe & Ringchen’... e Nuvole Rosse
Bettina Dittlmann, Michael Jank
(Marijke Studio gioiello d’autore - via A. Gabelli 7)
Ore 16.30 - Visita alla mostra di gioiello contemporaneo
Mostra visitabile su appuntamento dal giovedì al sabato 11-13 / 16 - 19.30

Pilar Garrigosa
(Studio Vita - via XX settembre 28/14)
ore 17.30 - Visita alla mostra di gioielleria contemporanea
Mostra visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.30-12.30 / 15.30–19.30

Kitsch tra arte e ornamento 2000-2011
(Studio GR 20 - via Soncin 27)
ore 18.30 - Visita alla mostra di gioielleria contemporanea
Mostra visitabile su appuntamento

Info: Comune di Padova - Settore Attività Culturali
Servizio Mostre tel. 049 820 4527 – 39 – 63, 049/8753981
serviziomostre@comune.padova.it
padovacultura.padovanet.it