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Gabriele Ferro dirige l'Orchestra Giovanile Italiana per l'apertura della stagione sinfonica del Nuovo

Classica
[img_assist|nid=9911|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]UDINE – Sotto il doppio segno di Bruckner e Mahler, e delle loro splendide incompiute (la Nona e la Decima Sinfonia), prenderà ufficialmente avvio martedì 16 ottobre la Stagione musicale 07/08 del Teatro Nuovo: in scena, alle 20.45, la grande Orchestra Giovanile Italiana diretta da Gabriele Ferro. Punta dell’iceberg di uno straordinario percorso formativo teso alla preparazione di musicisti di alto livello, l’OGI è curata didatticamente dalla Scuola di Fiesole e si è progressivamente trasformata in una delle più solide realtà internazionali sotto la guida di maestri come Riccardo Muti, Carlo Maria Giulini, Giuseppe Sinopoli, Eliahu Inbal e Luciano Berio. Nel 2004 è stata insignita del Premio Abbiati della Critica Musicale italiana. Gabriele Ferro, accademico di Santa Cecilia e già direttore del San Carlo di Napoli, gestisce un repertorio che spazia dalla classica alla contemporanea, ambito nel quale ha diretto in prima assoluta opere di Berio, Clementi, Maderna, Stockhausen, Ligeti e Nono. Le due Sinfonie che verranno eseguite nel corso della serata sono venute alla luce a cavallo tra i due secoli, in un momento particolarmente denso di avvenimenti che hanno profondamente segnato la storia della musica europea. Il passaggio dall’Ottocento al Novecento, infatti, ha inaugurato una stagione creativa animata da molti “incendi” i cui bagliori si sono fatti sentire per lungo tempo. Proprio in questo contesto, le figure di Anton Bruckner e Gustav Mahler si stagliano con autorevolezza. La Nona Sinfonia, scritta nella medesima tonalità della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, ebbe una genesi travagliatissima e rimase incompiuta per la scomparsa di Bruckner mentre stava scrivendo il Finale, rimasto di conseguenza allo stato di abbozzo. La sua stesura[img_assist|nid=9912|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427] accompagnò gli ultimi dieci anni della vita del compositore: dal 1887, quando in lui nacque l’idea e iniziò ad abbozzare il primo movimento, fino al 1896, quando vennero ultimati gli altri due. L’opera si sarebbe dovuta concludere con un Te Deum al posto dell’ultimo movimento, come lo stesso Bruckner raccomandò prima di morire. La Decima Sinfonia di Mahler venne invece alla luce nel 1910. Anch’essa è un’opera incompiuta e l’autore poté realizzare solo l’Adagio iniziale, anche se dopo la morte sono stati fatti diversi tentativi per portare a termine e strumentare gli altri movimenti rimasti allo stato di abbozzo. In particolar modo, Deryck Cooke ne ha proposto una performing version, per rendere eseguibile ciò che Mahler aveva eseguito e abbozzato, nella ferma convinzione di non poter però assolutamente realizzare quello a cui il maestro sarebbe giunto se avesse potuto portare a termine il suo lavoro. Ricordiamo che il prossimo appuntamento con il “Giovanni da Udine” è fissato per giovedì 18 ottobre con l’attesissima favola musicale Peter Pan (in scena, per la Stagione di Prosa, fino a domenica 21 con doppia replica sabato 20, alle 16 e alle 20.45). Info: tel. 0432.248418www.teatroudine.it