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L’ultima pelle, una collettiva di pittura, scultura e incisione a Lido di Jesolo

Art&Fatti
[img_assist|nid=11159|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Jesolo (VE) - Sabato 8 diceMbre alle ore 18.00, presso il Palazzo del Turismo, si inaugura L’ultima pelle, mostra di pittura, scultura ed incisione. Alla cerimonia intervengono gli artisti Cristina Mavaracchio, Elena Ortica, Roberto Furlan, Fabio Ceolin, Gianni Favaro, oltre alla curatrice della mostra Federica Gorghetto.
Questa esposizione collettiva offre al pubblico la possibilità di assistere al dialogo tra cinque artisti che affrontano il tema dell’ultima pelle, ognuno secondo la propria ricerca estetica e con i propri materiali.
Il materiale è il supporto che l’artista forgia per creare l’opera. L’opera racconterà al pubblico un significato. Cristina Mavaracchio e Roberto Furlan, mettono più di tutti in luce la natura fisica del tema: il corpo nudo, la forma anatomica in movimento, vibrante di vita. Affrontano così uno dei significati principali del tema presentato, la necessità del contatto. L’ultima pelle è lo strato che ci attrae o respinge al contatto fisico.
Un ulteriore significato si svela in Elena Ortica con le sue sculture capaci di raggiungere una emotività fortissima vi[img_assist|nid=11158|title=|desc=|link=none|align=right|width=435|height=640] mostrerà una esteriorità dalla quale si scatena il sentimento.
La voglia di avvicinarsi di osservare queste forme come se percepissimo l’epidermide umana, come se davanti agli occhi si presentassero entità umane è il segno della comprensione della forza di questa artista.
La trasformazione di cui è capace l’ultima pelle è resa dal ferro duttile di Fabio Ceolin plasmato in corpi a volte difficili da percepire. Corpi in divenire che trasmettono il senso del tempo che permette la crescita e il cambiamento.
L’ultima pelle è anche il ricordo che vivido rinasce nelle incisioni di Gianni Favaro, nelle conchiglie, anch’esse corpi nudi, nella pelle di un libro, che protegge la conoscenza umana e in una bicicletta lasciata in attesa contro un muro.
Come ognuno di loro anche lo spettatore possiede un’ultima pelle che questa mostra vuole invitare a comprendere.

Cristina Mavaracchio nasce a Mirano (Ve) nel 1965, si avvicina alla pittura in giovane età.
Apprende le varie tecniche pittoriche durante i corsi tenuti alla scuola d’arte “La Bottega” del maestro Roberto Furlan.
Frequenta corsi di incisione. Collabora alla realizzazione di pittura murale e di Trompe l’Oeil.
Il suo operato si basa su di una continua ricerca estetica e formale.
Così, nella figura umanasi esplicita la sfera sentimentale, il gioco di luci e di ombre dona una perfezione plastica che porta l’artista a raggiungere una staticità scultorea.
L’immagine in certi frangenti sembra garantire la perfezione fotografica.
La potenza della forma viene esaltata ulteriormente dall’artista utilizzando una ristretta gamma cromatica.
L’artista si è distinta nella partecipazione a diversi concorsi, tra i quali:
“Premio Arte 2002” Periodico Mondatori-selezionata dalla giuria-.
“Premio Pittura Carlo Dalla Zorza 2004”-selezionata dalla giuria-.

Elena Ortica nasce a Milano nel 1957. Attualmente vive e lavora a Dosson di Casier (Tv).
Nel 1974 consegue il diploma al Liceo Artistico di Treviso, frequenta l’Accademia delle Belle Arti, sezione scultura di Carrara e nel 1979 il successivo diploma presso l’Accademia di Venezia.
I materiali utilizzati in prevalenza sono terracotta, bronzo, marmo e pietra leccese.
Spesso di fronte a questi materiali le aspettative sono disilluse dal risultato finale che non le soddisfa, ecco perché il materiale fondamentale per Elena Ortica diventa la forza, ma non solo intesa come forza fisica, ma forza del sentimento.
La determinate sensibilità verso la forma, verso la bellezza possono dare la giusta energia per la creazione.
I soggetti che Elena crea sono vitali ed allo stesso tempo sfolgoranti di armonia quasi poetica.
Di tale concetto è emozionante esempio la statua del Santo Padre Giovanni Paolo II collocata a Riccione.
Questo riferimento permette di ricordare la bravura dell’artista nell’eseguire altre sculture sacre come:
L’ambone in marmo di Carrara della Chiesa di Porto Viro. La “Madonna con Bambino” per la Chiesa di Villa d’Asolo (Tv). Elena Ortica ha esposto in diverse mostre collettive nella provincia di Treviso.

Roberto Furlan
. L’artista nasce a Venezia nel 1951, compie i suoi studi all’Accademia delle Belle Arti di Venezia.
Nel 1977 consegue il diploma di “maestro di mosaico”.
Consegue la laurea in Architettura dopo aver frequentato per tre anni lo U.I.A ( Università Internazionale dell’Arte) lavorando assieme ai più grandi artisti contemporanei.
Dirige la scuola privata d’arte “La Bottega” dove svolge anche il ruolo di insegnante.
Si occupa di dipinti murali e Trompe l’Oeil per spazi privati e pubblici.
La sua poetica tocca punte di estremo realismo sia nella realizzazione dei suoi celebri nudi sia nelle rappresentazioni della sua città natale. La vitalità delle sue immagini è sicuramente rafforzata dalla grande abilità nel disegno tecnico ed architettonico, che permette una maggiore resa dei particolari.

Fabio Ceolin, nato a Mestre nel 1959, consegue il diploma al liceo artistico di Treviso e successivamente frequente l’Accademia del ferro di Toni Benetton.
Nel 1987 riceve il Premio Sculture della città di Treviso.
Tra le opere più apprezzate il monumento a Papa Pio X per il Comune di Mogliano Veneto.
Del 1997 è il primo grande “Cavallo Medioevale”divenuto di proprietà della Benetton Group e collocato nel parco di Villa Minelli, la residenza di Ponzano Veneto.
E’ dell’anno successivo il secondo grande cavallo per il Principe del Brunei.
Sono numerose le sculture commissionate da ricche famiglie parigine per le loro collezioni private.
Collabora con la galleria Santo Stefano di Venezia.
Ha partecipato a più di 230 mostre collettive in Italia e all’estero.
L’essenza dell’opera di Ceolin si fonda sulla totale mancanza di logica costruttiva che il suo materiale, consente. Il ferro si mette totalmente a disposizione dell’artista senza limiti, nel creare la forma il fabbro-scultore è libero, non si piega alle resistenze della materia.

Gianni Favaro nasce a Mogliano Veneto (Tv)nel 1949, dove attualmente risiede e lavora.
Interessato alle tecniche calcografiche, negli anni settanta incide le sue prime lastre.
Frequenta i corsi della Scuola del Centro Internazionale della Grafica di Venezia tenuti da Nicola Sene.
E’ tra i fondatori di Atelier Aperto, lo spazio veneziano, frequentato da artisti internazionali, nel quale si approfondiscono le conoscenze delle tecniche incisorie tradizionali. E’presidente del Centro Artistico G.B.Piranesi di Mogliano Veneto. Alcune sue opere fanno parte di collezioni private e di raccolte pubbliche come la collezione Bertarelli di Milano, la Sartori di Mantova, e il Gabinetto delle stampe antiche e moderne di Bagnacavallo.
In Favaro si assiste ad un continuo perfezionamento del segno, contraddistinto da quella nitidezza mite propria dell’artista. Tale pacatezza contrasta in alcuni lavori con lo spazio lasciato al sogno ed alla fantasia, così da ottenere tavole simboliche al limite del surrealismo. Dove non si spinge fino a questo punto, Favaro lascia tuttavia il passo alla traccia del ricordo.

Dall’8 al 30 dicembre 2007

Palazzo del Turismo, Lido di Jesolo - Jesolo (VE)

L’ultima pelle

Artisti: Cristina Mavaracchio, Elena Ortica, Roberto Furlan, Fabio Ceolin, Gianni Favaro

A cura di Federica Gorghetto

Vernissage: sabato 8 dicembre, alle ore 18.00

Orario: venerdì, sabato e festivi dalle ore 17.00 alle ore 19.00.

Ingresso libero

Info: Federica Gorghetto
Tel. 329/9889114
www.jesolo.it