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L'Accademia Orchestra Mozart di Claudio Abbado al Verdi di Gorizia

Classica
[img_assist|nid=17902|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]GORIZIA - L'Accademia Orchestra Mozart è al centro di un progetto speciale dell'Accademia Filarmonica di Bologna, la gloriosa istituzione musicale sede da quattro secoli di iniziative destinate soprattutto alla formazione dei giovani. Fu qui che Wolfgang Amadeus, quattordicenne, studiò composizione sotto la guida del celebre Padre Martini. Claudio Abbado, a cui è stata affidata la direzione, ne ha delineato il profilo, invitando alcuni strumentisti e complessi cameristici di rilievo internazionale ad alternarsi nell'assumere sia il ruolo di prime parti, sia la funzione di docenti dei musicisti giovani chiamati, da tutta Europa, a farne parte. Nel corso dei tre secoli e mezzo della sua attività, i nomi più prestigiosi fra i musicisti sono stati e sono annoverati fra gli accademici. Ora come 250 anni fa, l'Accademia Filarmonica, con l'Orchestra Mozart continua ad essere un punto di riferimento per i giovani strumentisti di tutto il mondo La prestigiosa Orchestra Mozart, sotto la Direzione del M° e flauto solista Jacques Zoon - affiancato da Iseut Chuat al violoncello e Konstantinos Raptus al bajan – si esibirà a Gorizia in esclusiva regionale giovedì 29 gennaio nell’ambito della sezione Musica e Balletto della Stagione Artistica del Teatro comunale Giuseppe Verdi: sipario alle 20.45. Il programma comprenderà la Suite in si minore per flauto e archi BWV 1067 di J.S. Bach, Sette parole di Cristo sulla croce (1982) per violoncello, bajan ed archi di Sofia Gubaidulina, il Concerto per flauto e orchestra in sol maggiore K 313 di W.A. Mozart e, infine, la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D 485 di F. Schubert Tra le opere orchestrali di Bach si contano quattro suites, che il[img_assist|nid=17903|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=479] compositore chiamò Ouvertüren, con organici diversi ma struttura simile: iniziano appunto con un’ouverture alla francese - un’introduzione lenta e austera con ritmo puntato che precede un più veloce fugato - seguita da altri movimenti in forma di danza. Come nei Concerti Brandeburghesi, anche nelle Suites alcuni strumenti hanno un ruolo predominante, specialmente nell’ouverture. La Suite nr.2 in si minore prevede importanti interventi del flauto: il virtuosismo espresso la avvicina ad un concerto solista, tanto che l’ultimo movimento - Badinerie - si può considerare uno dei pezzi più conosciuti ed apprezzati del suo repertorio. Sofia Gubaidulina è certamente una delle figure più interessanti provenienti dall’ambiente culturale formatosi all’ombra dell’ex Unione Sovietica: le sue opere sono oggi tra le musiche maggiormente eseguite ed apprezzate del nostro tempo, poiché riescono a coniugare con estrema naturalezza aspetti dell’armonia tradizionale con procedimenti e tecniche analoghe o assimilabili alle avanguardie della seconda metà del Novecento, fondendo nel contempo aspetti della cultura occidentale e orientale. Sieben Worte (1982) è una delle composizioni più rappresentative, in cui la componente religiosa costituisce l’idea attorno alla quale si concentra l’opera. Il Concerto per flauto K.313 fu scritto da Mozart intorno al febbraio 1778, dedicato al “signor de Jean”, ricco olandese dilettante di flauto lodato nelle lettere al padre per le sue doti intellettuali e di munificenza. Sempre in una lettera al padre, Mozart confida che gli riusciva particolarmente noioso concentrarsi su un solo strumento, che, per di più, sosteneva di non amare affatto. Naturalmente di questo tedio non compare traccia nella musica, poiché il Concerto K.313 si colloca tra i capolavori, pur rispondendo al gusto galante del periodo ed essendo destinato al “popolo dei dilettanti”. A differenza che in altri campi - quello liederistico inizia subito con capolavori - l’ambito sinfonico di Schubert è l’unico dal quale si possano trarre indizi sul cammino compositivo ed evolutivo dell’autore. Alla stagione centrale e matura della sua produzione orchestrale appartiene la Sinfonia in si bemolle Maggiore, completata nell’ottobre del 1816; l’organico orchestrale rimanda a una dimensione espressiva raccolta e caratteristica della cosiddetta “Hausmusik”, genere che Schubert aveva praticato in diverse occasioni. Musica e Balletto Giovedì 29 gennaio 2009, ore 20.45. Teatro comunale Giuseppe Verdi -GORIZIA Accademia dell’Orchestra Mozart di Claudio Abbado Jacques Zoon, direttore e flauto solista Iseut Chuat, violoncello Konstantinos Raptis, bajan esegue J. S. Bach, Suite in si minore per flauto e archi BWV 1067 di Sofia Gubaidulina, Sette parole di Cristo sulla croce (1982) per violoncello, bajan ed archi W. A. Mozart, Concerto per flauto e orchestra in sol maggiore K 313 F. Schubert , la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D 485