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Upstream, il film di John Ford perduto in prima internazionale alle Giornate del Cinema Muto 2010

ConSequenze
Alla kermesse internazionale che si svolgerà a Pordenone dal 2 al 9 ottobre 2010

PORDENONE - Il ritrovamento di Upstream (1927) di John Ford rappresenta una festa per tutto il cinema. Il film, dopo la presentazione a Los Angeles prevista per settembre, avrà la sua prima internazionale a Pordenone durante la 29a edizione delle Giornate del Cinema Muto. Il festival, una delle più importanti manifestazioni dedicate alla riscoperta e allo studio dei primi trent’anni di cinema, si svolgeràdal 2 al 9 ottobre.

Nella filmografia di John Ford (autore tra gli altri di capolavori indimenticati quali Cavallo d’acciaio, Ombre rosse, Sentieri selvaggi…) mancano all’appello decine di titoli, in particolare del periodo muto. Quando uno di essi viene miracolosamente recuperato, al di là della gioia per gli occhi, si possono aggiungere dettagli importanti sulla formazione e l’evoluzione dell’arte di uno dei più grandi registi di sempre. Ecco perché la proiezione pordenonese avrà la caratteristica di un evento eccezionale.
All’inizio di giugno la stampa internazionale aveva dato notizia del ritrovamento al New Zealand Film Archive di una collezione di 75 film muti americani per la maggior parte ritenuti perduti (in cima alla lista, in una copia nitrato ben conservata, completa e imbibita, figurava il lungometraggio di John Ford) e dell’avvio di un progetto di recupero e restauro sotto la guida della statunitense National Film Preservation Foundation.
Upstream è una commedia melodrammatica di ambiente teatrale, realizzata in un momento di transizione, all’inizio di una pausa destinata a durare tredici anni dal genere western che aveva caratterizzato la prima parte della produzione fordiana e a cui il regista sarebbe ritornato prepotentemente nel 1939 con Ombre rosse. » anche uno dei suoi ultimi film distribuiti esclusivamente in versione muta. Basato sul racconto di Wallace Smith "The Snake's Wife" (1926), Ë incentrato sul triangolo amoroso tra un lanciatore di coltelli (Grant Withers), la ragazza-bersaglio (Nancy Nash) e un pomposo attore shakespeariano (Earle Foxe).

Ford sostituisce gli elementi più introspettivi della storia d’amore e tradimento di Smith con quelli più accattivanti per il pubblico cinematografico: la spettacolarità del vaudeville, il magnifico set del teatro londinese e la dolcezza del melodramma romantico. Il film è pervaso da accenni di quello stile espressionista che presto comincerà a cristallizzarsi sotto l'influenza di Murnau (arrivato da poco alla Fox, con cui si apprestava a realizzare il suo capolavoro americano Aurora) e che diventerà una caratteristica dei futuri lavori di Ford.
A Pordenone si vedrà– sempre proveniente dal fondo neozelandese – anche il trailer di Strong Boy, un altro dei film di John Ford considerati perduti e uno dei primi ad avere una partitura musicale sincronizzata e alcuni effetti sonori. Interamente colorato, il trailer (che contrariamente al film Ë muto) include scene mozzafiato con il protagonista, Victor McLaglen, impegnato a sventare la classica rapina al treno.
Non è la prima volta che le Giornate presentano un John Ford “perduto”. Accadde nel 1988, il film era Hell Bent (1918) ed era stato ritrovato al Narodni Filmovy Archiv di Praga.